I commercianti pratesi “sposano” il metodo Lucca

Se Lucca non vuole i venditori di Kebab all’interno delle mura, i commercianti pratesi sono pronti a chiedere misure altrettante draconiane anche per tutelare il nostro centro storico. Una posizione ribadita dall’Unione commercianti pratese, che ha voluto così schierarsi dalla parte del sindaco di Lucca Mauro Favilla, autore dell’ordinanza – poi corretta e ammorbidita – che praticamente metteva al bando i locali etnici dalla parte più antica della città.

kebab“Si può condividere o non condividere l’ordinanza comunale che a Lucca pone vincoli stringenti sui kebab – dicono dall’Unione commercianti di Prato -, si può discutere sul contenuto e sugli effetti, ma almeno lì l’amministrazione comunale davanti ad un problema ha lavorato e ha cercato una soluzione”. Il caso Lucca diventa, quindi, il pretesto per attaccare l’immobilismo del Comune di Prato che, secondo i commercianti dell’Unione,  ha prodotto un solo effetto: anni di totale anarchia durante i quali l’offerta commerciale del centro storico è stata completamente stravolta dai tanti negozi etnici sui quali non c’è stato il minimo di pianificazione e controllo. “Chiediamo serietà su questo tema – dice l’Unione – e soprattutto chiediamo che non ci si riempia la bocca con l’attuale Regolamento sui negozi di qualità che nulla ha a che fare con i kebab. Quello è uno strumento che disciplina solo i pubblici esercizi, bar e ristoranti per la precisione. Il resto rimane fuori”.

Infine un appello: “Almeno le norme che ci sono vengano fatte rispettare – dice l’Unione – orari, aperture e chiusure, listino prezzi. Discutiamo e lavoriamo per Prato, e se proprio si vuol parlare di Lucca facciamolo per dire che almeno quella città non ha chiuso gli occhi davanti ad un problema evidente”.

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