Il tessile pratese perde colpi rispetto a Biella e a Como

Che la crisi del distretto pratese fosse palese era evidente a tutti. Adesso, però, sono i numeri a confermarlo. Ma c’è di peggio: Prato, rispetto agli altri distretti italiani, perde terreno sia sul valore aggiunto che sulle performance reddituali complessive. In questo quadro  tinte fosche, l’unico aspetta positivo è rappresentato dalla presenza, nel nostro distretto, di realtà imprenditoriali d’eccellenza.
tessileE’ questo il quadro fotografato dall’indagine sui bilanci 2007 di oltre 1000 società di capitali del tessile – abbigliamento commissionata dalla Camera di Commercio e dall’Unione Industriale all’Università di Firenze. Giunto alla sua nona edizione, lo studio confronta il distretto pratese con altre 5 aree produttive quali Biella, Como, Valseriana, Busto Arsizio e Vicenza. Il risultato è piuttosto impietoso per la città laniera perché il suo distretto è sì il più grande, seppur con le imprese più piccole, ma arretra progressivamente soprattutto rispetto a Biella e a Como.
Restano le eccezioni che testimoniano la presenza di un distretto ancora vivo: “C’è un 20% di aziende che denunciano un aumento di fatturato e che credono ancora del tessile – commenta Giovanni Nenciarini, vicepresidente della Camera di Commercio di Prato – dovranno far capire agli addetti ai lavori quali sono i processi produttivi di successo che adottano”.

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