Municipio Verde: “I musei a Prato sono pochi e mal gestiti”

I musei pratesi sono pochi e – quel che è peggio – attirano ancor meno turisti. La denuncia è di Municipio Verde, il gruppo di lavoro nato in seno ai Verdi di Prato su spinta di Riccardo Buonaiuti e Lanfranco Nosi.
pecciA Prato, secondo i dati riportati dal movimento ecologista, ci sono solo 19 strutture museali e questo fa della nostra provincia la penultima in Toscana per incidenza percentuale sulla rete museale della regione (peggio fa solo Massa Carrara). La struttura con i maggiori accessi è la Villa Medicea di Poggio a Caiano, con oltre 46mila visitatori censiti nel 2007 (ingresso gratuito), seguito dal Castello dell’Imperatore e dal Centro di Scienze Naturali – rispettivamente con 41mila e 36mila accessi circa. Se entriamo nel dettaglio e ci limitiamo alle strutture presenti nel comune capoluogo, ecco i dati, relativi al 2007: Museo del Tessuto 12.347; Museo Pecci 7.155; Castello dell’Imperatore 41.735; Museo di Scienze Planetarie 7912; Centro di Scienze Naturali 36801; Museo della Deportazione 3870; Musei diocesani 3.356; Galleria di palazzo degli Alberti 3mila. Per un totale di 116.176 biglietti.
“Nel complesso – commenta Municipio Verde -  i dati stanno lì a dimostrare la tristezza della situazione pratese. Salta subito all’occhio che le strutture che dovrebbero essere la punta di diamante del tessuto museale pratese hanno un numero di accessi perlomeno ridicolo, anche solo per il fatto che il Centro Pecci dovrebbe costituire il polo regionale per l’arte contemporanea e il Museo del Tessuto un polo di attrazione a livelllo europeo. Eppure, le risorse economiche, a Prato, non sembrano mancare… Basti pensare all’ampliamento del Museo Pecci, con la nuova struttura disegnata da Nio, che costerà oltre nove milioni di euro, di cui il 40% a carico dell’amministrazione comunale. La gestione del Museo Pecci da solo, poi, costa oltre un milione di euro all’anno. Ma non è possibile pensare di continuare ad investire male così tante risorse, per poi non avere in pratica nessun ritorno di rilievo”.

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