Boom di spettatori per “Cenci in Cina”, che diventa subito un caso

cenci_i1Un successo così, probabilmente, avrebbe risolto i problemi della Gobbotex, la sgangherata ditta sull’orlo del fallimento, gestita dai simpaticissimi Giachetti e Pelagatti, al centro del film. Fatto sta che Cenci in Cina -il film made in Prato prodotto dalla Bellosguardo e diretto da Marco Limberti – è già diventato un piccolo grande caso: nel suo primo week end nelle sale, il film, al momento distribuito sul mercato regionale in sole 6 copie, ha ottenuto un successo tale da aggiudicarsi il 17° posto nella classifica degli incassi nazionali. Per avere un’idea dell’importanza di questa posizione, basta pensare che i film che lo precedono non solo per la maggior parte sono in classifica da almeno due settimane, ma hanno una distribuzione che copre dalle duecento alle quattrocento sale.
Merito, sicuramente, del film, che è piacevole e ben fatto. Ma anche merito dei pratesi che hanno davvero abbracciato questo progetto, seguendolo con interesse e passione dall’inizio alla fine: alla multisala Vis Pathè di Campi Bisenzio, tra venerdì, sabato e domenica si sono recate migliaia di persone. Nella sola giornata di domenica sono state registrate 2.300 presenze, con conseguenti incassi “natalizi”. Anche all’Eden, in pieno centro di Prato, è stato il tutto esaurito. Bene anche a Vaiano, Montevarchi, Scandicci e Firenze, le altre città dove era possibile vedere Cenci in Cina.
Visto il successo di pubblico e di critica (si sono occupati del film le principali tv e i giornali più importanti) si prevede quindi un crescendo del numero di copie distribuite su un territorio più ampio, nella convinzione che Cenci in Cina sia uno di quei film “diesel”, ossia uno di quei piccoli progetti che partono piano ma che grazie alle critiche positive e al passaparola conquistano spettatori giorno dopo giorno.

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