Crisi del distretto, aperto un tavolo tecnico al ministero

L’onda lunga della mobilitazione del 28 febbraio continua a dare i suoi frutti. Del resto quella grande manifestazione unitaria aveva proprio lo scopo di portare all’attenzione generale i problemi di Prato. L’apertura del tavolo tecnico presso il Ministero dello sviluppo economico, per intervento dell’onorevole Riccardo Mazzoni, è un ulteriore segnale di presa in carico della questione-Prato da parte delle autorità di Governo, cui si aggiunge la ventilata introduzione di un piano specifico per il tessile.
mobilitazione-bandiera-2“Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia dell’apertura del tavolo – commenta il presidente dell’Unione Industriale Pratese Riccardo Marini – che rappresenta un segnale positivo in sé ma anche l’introduzione di un metodo di lavoro condivisibile. Scopo primario del tavolo è infatti, per quanto a nostra conoscenza, la verifica dell’efficacia delle misure fin qui adottate per portare sollievo alle imprese messe a durissima prova dalla crisi. E’ in effetti il momento giusto per trarre un primo provvisorio bilancio. Nelle valutazioni dell’Unione qualche buon risultato c’è stato, ma resta ancora molta strada da percorrere: lo abbiamo detto anche allo stesso Ministro Claudio Scajola nell’incontro che abbiamo avuto con lui come tavolo di distretto. L’aspetto che rimane più duro da scalfire, ma che è anche di importanza essenziale per le imprese, è quello di attivare provvedimenti che servano a trattenere liquidità in azienda. Bisogna agire sul piano fiscale: che sia l’Irap o qualcos’altro, è fondamentale che si limiti, almeno pro tempore, il flusso di denaro in uscita dalle imprese.”
Gli interventi per ora si sono attivati sui due capitoli individuati come prioritari dal tavolo di distretto, cioè gli ammortizzatori sociali e il credito. Le prime risorse poste a disposizione da Governo e Regione per la cassa integrazione hanno consentito di sbloccare alcune situazioni critiche, ma si attendono le successive tranche. Per il credito, i fondi di garanzia della Regione attivati attraverso Fiditoscana si stanno rivelando interessanti per varie imprese industriali, ma ne rimangono escluse altre che non hanno parametri coerenti con quelli previsti; si attende inoltre la parte spettante a Prato degli 1,6 miliardi a garanzia dei fidi assicurato dal Governo a Confindustria. In realtà a Prato la situazione del credito non sta migliorando, nonostante le misure adottate a livello nazionale e regionale, cui si aggiungono i cosiddetti Tremonti-bond. Fra le misure previste va ricordato anche il fondo di garanzia promosso dall’onorevole Andrea Lulli, per 10 milioni complessivi, riservato ai distretti  virtuosi dal punto di vista ambientale: Prato è fra le pochissime aree fornite dei requisiti che ne consentiranno l’accesso. Infine, il provvedimento più recente è quello che estende ai campionari tessili i benefici dei crediti d’imposta previsti per gli investimenti in ricerca e sviluppo.

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