La Finanza passa al setaccio negozi e aziende di Chinatown: arresti, maxisequestri, ditte chiuse

guardia-di-finanza1E’ sicuramente la più grossa e articolata operazione di controllo economico del territorio mai effettuata a Prato. In una sola giornata cinquanta imprese cinesi sono state sottoposte a controllo fiscale da parte di oltre duecento uomini della Guardia di Finanza coadiuvati da unità cinofile e mezzi della Sezione Aerea di Pisa. Alla fine il bilancio è di 6 aziende sequestrate, 70 lavoratori in nero scoperti, cinquanta clandestini espulsi, altri 7 arrestati in flagranza; riguardo ai sequestri di materiale, da registrare: 30mila giocattoli pericolosi, 200mila borse e accessori nonché 7 chilometri di tessuto Vuitton contraffatti, e 50mila capi di abbigliamento recanti false etichettature Made in Italy sequestrate.
Sono anche scattati i sigilli per 6 immobili, nonché i contestuali accertamenti nei confronti dei proprietari che hanno affittato le unità locali ai cittadini cinesi. In un caso, addirittura, una società pratese è risultata aver concesso un immobile a soggetti cinesi in comodato d’uso gratuito, nascondendo, così, una vera e propria locazione a titolo oneroso.
Mentre alcune pattuglie di finanzieri hanno ispezionato, uno ad uno, gli esercizi commerciali della “Chinatown” pratese, altri militari hanno effettuato accessi all’interno di aziende della zona industriale, di ditte “fantasma” ubicate sia in zone residenziali che in quelle centrali, nonché nei comuni limitrofi. Dall’esterno nessuna luce o rumore che desse segni di vita , ma dietro le saracinesche il pullulare incessante di una vitalità che non ha sorpreso gli investigatori: ambienti promiscui di lavoro e abitazione privata, soppalchi pericolanti, pareti in cartongesso per creare dormitori, modifiche strutturali abusive per rendere comunicanti piani diversi di edifici e insicurezza generale dei lavoratori, hanno fatto scattare anche 7 denunce per i titolari delle ditte, di cui 2 tratti in arresto per sfruttamento di manodopera clandestina.
Da sole, due verifiche fiscali condotte nei confronti di altrettante aziende di confezione cinese, hanno portato alla luce oltre 3 milioni di proventi sottratti a tassazione. Sono infine 60 i controlli strumentali effettuati nei confronti di altrettanti esercizi commerciali e ristoranti cinesi, che hanno portato alla constatazione di 13 violazioni e ad una sospensione temporanea della licenza per la reiterata mancata emissione di scontrino fiscale.

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