Lite su un terreno in località Cilianuzzo, il Comune deve pagare oltre due milioni di euro

Discusso e approvato a maggioranza nella seduta del consiglio comunale il riconoscimento di un debito fuori bilancio di oltre 2 milioni di euro. E’ la cifra che il Comune pagherà, accettando una transazione, per chiudere un contenzioso con la società immobiliare Santa Teresa che risale al 1988, anno in cui la società – in quanto proprietaria di un appezzamento di terreno edificabile in località Cilianuzzo – aveva citato in giudizio l’amministrazione comunale per aver occupato fin dal 1977 tale fondo per la costruzione della scuola elementare Cilianuzzo. Nell’atto di citazione del 1988 si affermava che il decreto di occupazione del terreno era scaduto nel 1983 senza che fosse stato emanato il decreto di esproprio e che nel 1986 il Comune aveva determinato un’indennità provvisoria di esproprio secondo ‘i valori medi agricoli’ di circa 8 milioni e 600 mila lire; l’indennità non fu ritenuta congrua perchè non teneva conto della natura edificatoria del terreno, nè legittima in quanto emanata in assenza del decreto di esproprio e dopo che i termini di occupazione legittima erano scaduti. Nel 2005 il Comune fu stato condannato dal Tribunale di Prato a pagare alla società immobiliare Santa Teresa la somma di 220 milioni di lire, oltre alla rivalutazione monetaria dal 1983 e agli interessi legale dal 1977, ma l’amministrazione pratese decise di appellarsi contro questa sentenza. Nel 2008 la Corte di Appello di Firenze ha condannato il Comune di Prato a pagare la somma complessiva di 2 milioni e 719 mila euro. E’ stato il rappresentante della Santa Teresa a proporre una transazione che prevede, a carico del Comune, il pagamento di 2 milione e 100 mila euro più spese legali per circa 20 mila euro per chiudere definitivamente la controversia.

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