Primo ok dell’Europa al progetto cardato-rigenerato

Via libera dell’Europa al cardato. Il progetto “rigenerato“, che costituisce uno dei punti più qualificanti nel programma del candidato sindaco Roberto Cenni, è ormai in moto. E’ quanto è emerso da un incontro fra l’europarlamentare Roberta Angelilli, un funzionario della commissione ambiente della Ue e lo stesso Roberto Cenni, con al centro le possibilità e i modi di accesso ai fondi europei. I risultati di questo colloquio  sono assolutamente positivi su almeno due fronti.
cardatoIl primo: ha preso l’avvio il processo di inserimento del cardato-rigenerato nel nuovo regolamento generale per l’accesso al marchio Ecolabel. In particolare si lavorerà in Commissione Ue per definire nuovi criteri per poter applicare al prodotto pratese il “Fiorellino-Ecolabel “ che permetterebbe un potenziamento di commercializzazione estera del prodotto peraltro già molto diffuso in altre Nazioni Europee. La seconda cosa è stata la decisione di poter partecipare nei prossimi giorni al Workshop dei bandi europei in corso per studiare bandi di accesso ai fondi stanziati dall’Europa per l’ Italia che grazie al lavoro di Roberta Angelilli e del funzionario UE  ammontano ad oltre 22 milioni di euro. Inoltre c’è stata la commissione è iniziato lo studio che in tempi brevi porterà alla modifica dei capitolati dei bandi per le forniture pubbliche di prodotti tessili che dovranno obbligatoriamente privilegiare quelli con caratteristiche di rispetto ambientale e risparmio energetico, come appunto i tessuti fatti con materie prime riciclate.
“Chi ha visto questa iniziativa con scetticismo e scarsa fiducia alla luce delle verifiche fatte e del progetto presentato i responsabili Europei si dovrà ricredere – commenta Roberto Cenni – in quanto è il mondo che giustamente ha deciso di andare verso una sempre maggiore tutela dell’ambiente e Prato c’è già. Stiamo aprendo la porta diretta con l’Europa. L’importante sarà non perdere ancora una volta le enormi possibilità che sono a disposizione a Bruxelles  che consentirebbero al distretto tessile l’opportunità di fare ripartire la nostra industria”.

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