Il Tavolo entra nella fase operativa, pronti tre progetti per far ripartire il distretto pratese

tessileTre ricette anticrisi sono state gettate sul tavolo di distretto, che si è riunito questa mattina. Tre progetti da mettere nero su bianco per chiedere il sostegno di Governo e Regione. Dalle parole, insomma, si comincia a passare ai fatti. Le proposte riguardano l’economia verde per la creazione di nuovi posti di lavoro, l’accompagnamento della crisi delle imprese artigiane con iniziative di prepensionamento e mobilità temporanea, e il sostegno a processi aziendali di integrazione per il rafforzamento della filiera. Sarà la Provincia, ha annunciato questa mattina il presidente Gestri a conclusione dell’incontro del tavolo, a gestire la nuova fase operativa individuando un metodo di lavoro che consenta di stringere i progetti in tempi brevi. Intanto domattina una delegazione del distretto, guidata dalla vicepresidente Ambra Giorgi, incontrerà l’assessore regionale Ambrogio Brenna.
Anche stamani istituzioni, forze economiche e sociali erano tutte presenti. Con Lamberto Gestri e Roberto Cenni c’erano i sindaci Annalisa Marchi, Paolo Cecconi, Mauro Lorenzini , Doriano Cirri e Martini. Sono intervenuti in delegazione industriali, Cna e Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil, Confesercenti e Unione commercianti. Per la Camera di commercio c’era Giovanni Nenciarini.
Da Cgil, Cisl e Uil è arrivato il progetto “Prato città ecologica”. Un progetto che guarda all’iniziativa sul cardato – su cui lavora il sindaco Cenni – e al programma di sviluppo sulle energie rinnovabili e l’economia verde su cui è impegnata la giunta Gestri. L’idea è quella di attivare una fase di nuova crescita caratterizzata dallo “sviluppo sostenibile” facendo di Prato un modello di distretto europeo a basso impatto ecologico. Rilanciato anche il progetto di attivare un progetto agricolo con coltivazioni biologiche – che potrebbero essere utilizzate anche dai servizi pubblici – per creare opportunità d’occupazione. Il sindaco Cenni, da parte sua, ha confermato l’impegno sul progetto rigenerato. “L’obiettivo su cui stiamo lavorando è quello della certificazione ecolabel – ha spiegato – c’è da svolgere una decisa azione di lobby che determini anche l’applicazione del regolamento della stessa Unione europea che prevede per le pubbliche amministrazioni l’utilizzo obbligatorio dei prodotti cardati”.
Cna e Confartigianato hanno presentato una piattaforma per accompagnare le imprese che chiudono e salvaguardare la filiera. Tre le iniziative proposte. Si comincia con il prepensionamento per i titolari di imprese artigiane ai quali manchino al massimo 3 anni per la maturazione dei requisiti di pensionabilità prevedendo un salario di accompagnamento (circa 800 euro al mese) e la copertura del costo dei contributi figurativi. L’impegno ipotizzato è di circa 15 mila euro all’anno. La Camera di commercio sta verificando quanti sono gli artigiani che si trovano in questa situazione. C’è da accompagnare chi non ce la fa più ma anche da sostenere chi può essere ancora una risorsa per il distretto. Per questo viene ipotizzato il ricorso alla mobilità per gli artigiani che in situazione di calo produttivo intendono sospendere l’attività per periodi non superiori ad un anno con modalità simile a qeulla prevista per i lavoratori dipendenti. Nel progetto c’è anche un’ipotesi di “esodo guidato” da attivare con bando.
L’Unione industriale, infine, ha presentato alcune proposte progettuali per il sostegno ai processi aziendali di alleanza , integrazione e irrobustimento della filiera. In particolare si fa riferimento a modelli operativi di integrazione-alleanza fra imprese a carattere orizzontale. In pratica può voler dire l’attivazione di un presidio commerciale condiviso su mercati strategici, la creazione di gruppi d’acquisto per le materie prime, ausiliari o semilavorati. Le altre ipotesi di integrazione guardano al carattere verticale stabilizzando le relazioni tra committenti e conto terzisti. Gli industriali per sostenere questo processo ipotizzano interventi sia di carattere regionale (con stanziamento di risorse) che nazionale (nell’ambito del decreto anticrisi).

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