Sit in dei terzisti fa slittare lo sfratto di una roccatura

Se è vero che l’unione fa la forza, ieri mattina ne abbiamo avuto una dimostrazione in via del Pratellone, quando la mobilitazione del Movimento contoterzisti ha consentito ad un artigiano di vedere prorogato di un mese lo sfratto esecutivo. E’ stato infatti il sit in di protesta improvvisato davanti alla roccatura di Salvatore Russotto a convincere l’ufficiale giudiziario a desistere dal suo proposito. Tutto rinviato, dunque, al 27 agosto, nella speranza che entro tale data si trovi una soluzione ad una vicenda come purtroppo tante ne accadono a Prato. L’imprenditore, infatti, si è trovato in difficoltà per il fallimento di uno dei suoi clienti più importanti, il lanificio Esseline. L’uomo, che lavora con il figlio e ha una dipendente, ha saltato il pagamento di due mesi di affitto dopo trent’anni di assoluta puntualità. Nessuno, tantomeno il proprietario del capannone, gli è venuto incontro ed è scattato lo sfratto per morosità. A salvarlo, pero ora, la solidarietà degli altri terzisti pratesi.

Eleonora e Fabiana insieme per l’ultimo viaggio: i funerali forse venerdì, li celebrerà il vescovo

Eleonora Colzi

Eleonora Colzi

Fabiana Bandinelli

Fabiana Bandinelli

Ancora non si sa con certezza quando potranno essere celebrati i funerali di Eleonora Colzi e Fabiana Bandinelli, le due amiche morte tragicamente venerdì corso in seguito ad un terribile incidente stradale avvenuto sull’Asse delle Industrie a Paperino. A questo punto la data più probabile è venerdì mattina. Resta confermata l’intenzione delle due famiglie di celebrare insieme il rito funebre, così come il luogo scelto, che dovrebbe essere la parrocchia dell’Ascensione al Pino. Se si riuscirà a fare il funerale nelle prime ore della mattina, sarà il vescovo monsignor Gastone Simoni a celebrare la liturgia.
In chiesa ci saranno sicuramente le ex compagne di squadre di Eleonora, che aveva militato nella formazione di pallanuoto dell’An Prato. Con loro i compagni di classe delle due ragazze, che avevano finito di frequentare la quinta ginnasio al Classico Cicognini. E poi i tanti amici che in questi giorni hanno pianto la perdita delle due ragazze, dando vita anche sul social network ad un gruppo che ha raccolto più di 800 adesioni con tanti messaggi toccanti lasciati sulla bacheca virtuale.
Il ritardo nei funerali, inizialmente previsti per domani, è da attribuire ai tempi degli accertamenti disposti dalla procura sui corpi delle due ragazze. La salma di Eleonora, che già da ieri era esposta alle Cappelle della Croce d’oro all’ospedale, è stata infatti riportata ad Anatomia Patologica per un ulteriore accertamento. La salma di Fabiana, invece, è da questo pomeriggio esposta, sempre alle Cappelle del Commiato dell’ospedale.  Gli inquirenti sperano di poter trarre anche da questi accertamenti qualche aiuto a ricostruire una dinamica ancora difficile da comprendere nella chiarezza del dramma. Lo scooter con le due ragazze è infatti finito addosso ad un Tir fermo ai lati di una strada molto spaziosa e in un punto rettilineo con una visibilità pressoché perfetta. Prende campo, dunque, l’ipotesi che un momentaneo malore possa aver colpito la ragazza che era alla guida del mezzo. Questo si concilierebeb con il fatto che i rilievi della polizia municipale non hanno evidenziato la benché minima traccia di frenata. Del resto, quel venerdì era molto caldo, le ragazze indossavano il casco e avevano appena mangiato. Una situazione compatibile, quindi, con un improvviso calo di pressione. In seguito al terribile urto, Eleonora Colzi, 17 anni, era morta praticamente sul colpo, mentre l’amica Fabiana Bandinelli, 16 anni, era stata portata con l’elisoccorso a Careggi in condizioni disperate, per poi spirare la mattina successiva. La famiglia ha acconsentito all’espianto degli organi, dando così una speranza a tante altre persone sofferenti.

Un maxi parco eolico sarà realizzato in Calabria da Solgenera del gruppo Consiag

parco-eolico-paleSono già iniziati i lavori per la realizzazione del parco eolico ad Andali, comune in provincia di Catanzaro. Un parco che nasce sotto il segno di Prato. L’intervento è infatti realizzato da Solgenera, costituita poco più di un anno fa dal Consiag spa (50,50 %) e Interconsulting srl (49,50%). Si tratta di un impianto formato da 18 aerogeneratori, che forniranno 72 mila MW di energia elettrica all’anno, coprendo il fabbisogno energetico di circa 65.500 abitanti. I lavori si concluderanno entro la fine del 2010.
In termini di impatto ambientale questo impianto da solo ridurrà, ogni anno, l’immissione nell’atmosfera di 50.400 tonnellate di anidride carbonica (Co2); 180 tonnellate di ossido d’azoto (NOx), 100 tonnellate di anidride solforosa (SO2) e saranno risparmiate 16mila tep (Tonnellate equivalenti di petrolio). Questo è solo uno dei progetti in corso di Solgenera che ha già siglato con amministrazioni locali in Puglia e in Sicilia importanti accordi di investimento anche per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

Trovati 27 clandestini in tre ditte di San Paolo: arrestate due titolari, denunciato il terzo

controlli cinesiSono complessivamente 27 i cinesi clandestini trovati dai carabinieri del comando provinciale all’interno dei tre laboratori di confezione controllati in via Ceccatelli a San Paolo. Il blitz è stato condotto con la collaborazione dei militari del Nas, degli agenti della polizia municipale, dei vigili del fuoco e con gli ispettori del lavoro e i tecnici dell’Asl. Al termine dell’ispezione sono state arrestate le titolari della Confezione Elena e della Confezione Barbara, due cinesi rispettivamente di 39 e 44 anni. E’ stato invece denunciato il proprietario della Confezione Jacopo, un cinese di 36 anni. Per tutti e tre il reato è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina al fine di trarne un ingiusto profitto. I tre titolari sono poi stati denunciati anche per numerose violazioni urbanistiche riscontrate negli immobili, in particolare per aver creato, senza alcuna autorizzazione, opere infrastrutturali all’interno degli opifici. Per questo motivo l’immobile è stato posto sotto sequestro preventivo. Elevate, infine, numerose sanzioni per violazioni in relazione alla destinazione d’uso degli immobili e alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

“Bambini fantasma”, Attucci contro Gestri: “La prossima volta si informi prima di lanciare falsi allarmi”

attucciIl caso innescato dalle polemiche sulla vicenda dei figli dei clandestini provoca la prima pesante spaccatura tra maggioranza e minoranza in Provincia, con la leader dell’opposizione Cristina Attucci che attacca pesantemente il presidente Lamberto Gestri: “Se il buon dì si vede dal mattino, abbiamo già capito che in Provincia la lezione delle urne non è ancora arrivata. Sui soliti temi ricomincia la solita musica – dice la Attucci -. Gestri ha avuto una gran fretta di strumentalizzare, con una polemica estiva di basso profilo, figure deboli come le donne immigrate e i bambini appena nati, usandoli a fine propagandistico per attaccare il Governo. Peccato che il presidente della Provincia non si fosse informato sul reale contenuto del provvedimento in questione: non ci saranno “bambini-fantasma”. Tutti i neonati potranno essere registrati e non ci sarà alcuna violenza, disumanità o forma di razzismo. Ancora una volta solo propaganda e nulla più”.
“Piuttosto, Gestri – incalza l’esponente del Pdl – pensi la prossima volta a non ascoltare pessimi consiglieri, di cui pare sia mal circondato. Bastava un colpo di telefono alle autorità o un banalissimo click sul sito del Ministero dell’Interno e avrebbe evitato questa figuraccia, per di più sulla pelle dei più deboli, alla sola ricerca di visibilità sui giornali. A questo punto è più che mai urgente che ci dica cosa intende fare per combattere il problema dell’illegalità, che a Prato si manifesta da anni con culmini di impressionante gravità, senza che la sua parte politica, il centrosinistra, abbia fatto niente per contrastare sul serio i fenomeni. Intanto sarebbe bene che Gestri cominciasse a scusarsi con i cittadini pratesi: ha coinvolto tutto l’ente Provincia davanti ai cittadini in una campagna di pura e gravissima disinformazione, ispirata a ragioni di parte”.

L’Idv protesterà in consiglio contro i militari: “E’ un bluff per gettare fumo negli occhi dei pratesi”

Contro la militarizzazione di Prato l’Italia dei Valori protesterà con striscioni e manifesti domani, giovedì 30 luglio, in occasione dell’ultima riunione di consiglio comunale prima delle vacanze estive e, in pratica, prima dell’arrivo dei soldati per le vie di Prato, attesonella prima quindicina di agosto.
“Non è con l’esercito che si dà più sicurezza ai pratesi – spiegano dall’Idv -, bensì con l’assunzione di nuovi vigili urbani e con l’impegno verso il Governo nazionale a far arrivare in città più poliziotti, più carabinieri, più finanzieri e, soprattutto, più ispettori del lavoro e personale degli Uffici giudiziari. Nonché mettendo a loro disposizione mezzi e risorse idonee. Quello dei militari è un bluff di questa giunta che anziché occuparsi dei problemi reali e cioè quelli che riguardano il mondo del lavoro e della povertà che attanaglia sempre più famiglie, pensa di gettare fumo negli occhi ai pratesi facendoli tornare indietro di sessanta anni”.

Il vescovo consegnerà l’enciclica “Caritas in veritate” a Cenni e a Gestri

vescovo-simoniIl vescovo di Prato monsignor Simoni consegnerà la nuova enciclica di Papa Benedetto XVI al sindaco Roberto Cenni e al presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri. Con questo gesto, semplice e significativo, monsignor Gastone Simoni invita la città di Prato e il suo territorio a leggere e a riflettere sui temi della “Caritas in veritate”, la lettera enciclica a carattere sociale, scritta da Papa Ratzinger e pubblicata i primi di luglio. Il testo dell’enciclica sarà consegnato dal presule nel corso di una riunione organizzata dalla Consulta per le aggregazione laicali, che riunisce le associazioni e i movimenti cattolici presenti in diocesi, in programma venerdì 31 luglio alle 10,30 presso la sala Benedetto Bacci, locale della parrocchia di San Domenico. Saranno presenti anche altri amministratori locali,  rappresentanti dei sindacati e della società economica e civile cittadina. Ma l’invito è rivolto anche a tutti coloro che a vario titolo s’impegnano nel sociale.

Sorpresi a pescare di frodo e cacciare le anatre lungo il Bisenzio

Il Bisenzio a Santa Lucia

Il Bisenzio a Santa Lucia

E’ stato un intervento un po’ particolare quello fatto da un equipaggio della Volante poco prima delle 19.30 di ieri. I poliziotti sono stati inviati a supporto delle Guardie venatorie che avevano sorpreso quattro cittadini cinesi intenti a pescare e a cacciare di frodo con un’attrezzatura alquanto bislacca: due plafoniere metalliche smontate dai lampioni pubblici della pista ciclabile per catturare i pesci, dei bastoni per far fuori le anatre e i germani a suon di colpi in testa. I quattro era sul greto del fiume all’altezza di Santa Lucia e, naturalmente, non avevano nessuna licenza di pesca né altra autorizzazione. Tra l’altro tre di loro sono risultati clandestini, uno dei quali già colpito da provvedimento di espulsione e pertanto arrestato in base alla Bossi-Fini. Nei confronti di tutti e quattro, con età comprese tra i 25 e i 50 anni, le Guardie venatorie hanno poi elevato le sanzioni previste dalla legge.

Confartigianato e Cna manifestano in strada insieme ai terzisti: “Difendiamo il nostro tessile”

tessituraSarà una manifestazione assolutamente pacifica che non intende arrecare alcuna turbativa alla viabilità. Ma che ha l’obiettivo di sensibilizzare ancora una volta l’opinione pubblica e in particolare le istituzioni sulle condizioni sempre più drammatiche in cui si trovano gli artigiani tessili conto terzi del distretto pratese. È con questo spirito che Cna e Confartigianato di Prato intendono dare vita alla manifestazione che si svolgerà venerdì mattina, dalle 9 alle 13, sulla rotonda tra via Scarpettini e via Rosselli a Montemurlo.
“La manifestazione – precisano le associazioni – si terrà rigorosamente all’interno della rotatoria, senza alcuna volontà dei manifestanti di intralciare il normale flusso del traffico. Per l’utilizzazione dello spazio è stato richiesto il regolare permesso al Comune di Montemurlo, il cui sindaco Mauro Lorenzini, è tra i sostenitori dell’iniziativa”.
“Venerdì mattina andremo a Montemurlo non contro qualcuno o qualcosa ma soltanto per il nostro tessile, per le nostre imprese e i nostri artigiani che vivono un momento davvero drammatico – spiegano Luca Giusti e Anselmo Potenza, presidenti rispettivamente di Confartigianato e Cna di Prato – Rimane fermo il fatto che il luogo dove trovare convergenze e condivisioni per le richieste da portare ai vari livelli istituzionali o eventuali manifestazioni di protesta è il Tavolo di Distretto, la cui riapertura abbiamo sollecitato con forza fin dall’indomani delle elezioni amministrative. In quella sede stiamo lavorando in queste ore febbrilmente per individuare e sviluppare i progetti da proporre alle istituzioni. Se non dovessimo ottenere un adeguato ascolto, potremmo allora organizzare manifestazioni di protesta che, comunque, non andranno a rendere la vita ancor più difficile al nostro territorio. Come già programmato intensificheremo l’impegno di tutti i nostri livelli associativi a Roma, per avere ulteriori incontri con gli esponenti del Governo”.

Provincia, la commissione Garanzia e controllo sarà guidata da Francesco Querci

querci-francescoToccherà a Francesco Querci, unico esponente dell’Udc in consiglio provinciale, il posto di presidente della commissione di Garanzia e controllo. Lo rende noto il segretario provinciale dell’Udc pratese Enrico Mencattini, che sottolinea come Querci, grazie alle sue competenze professionali (è avvocato) rappresenta sicuramente la scelta migliore per ricoprire un ruolo dove saranno fondamentali le capacità di mediazione. La scelta di Querci è stata concordata con gli alleati del Pdl, visto che tradizionalmente la commissione di Garanzia e controllo spetta ad un membro dell’opposizione. Ricordiamo che l’Udc in Provincia si era presentata da sola al primo turno, dove il candidato presidente Querci aveva ottenuto un ottimo risultato. Nel ballottaggio, poi, l’Udc si era schierato a fianco del candidato del centrodestra Cristina Attucci, stringendo un patto di apparentamento.

Sfrattati e senza lavoro, il dramma di una famiglia con un bimbo malato

donna-tristeC’è una famiglia pratese di cinque persone che il prossimo 4 agosto si ritroverà sulla strada. E non è un modo di dire, perché la signora Maria (il nome è di fantasia), suo marito e i tre figli di 21, 18 e 7 anni dal 4 agosto non avranno più una casa: il proprietario ha dato lo sfratto, che ormai è esecutivo.
E’ una vicenda, questa, esemplare della crisi che ha colpito la nostra città. La signora Maria e suo marito avevano un lavoro, ma l’hanno perso. I figli più grandi hanno dovuto abbandonare gli studi, ma non riescono a trovare un impiego stabile e si arrangiano come possono. Pagare l’affitto è diventato sempre più difficile e così il proprietario ha dato lo sfratto. In più mettiamoci che il bambino piccolo soffre di epilessia e questo significa altri soldi da spendere per le cure. E in tutto questo c’è la rete dei servizi sociali che non è più in grado di reggere l’urto delle domande sempre più numerose che arrivano. “Ci siamo rivolti alle assistenti sociali – dice la signora -, ci hanno promesso mari e monti ma poi, nell’imminenza dello sfratto, ci hanno detto che non c’erano disponibili né alloggi di fortuna né case popolari. Ci hanno offerto un contributo una tantum di 1.500 euro per pagare i primi mesi dell’affitto, ma la casa ce la saremmo dovuta cercare da soli”. E qui c’è il dramma nel dramma. Perché la casa hanno cominciato a cercarla, ma siccome in famiglia non c’è nessuna busta paga (anche mamma e babbo fanno dei lavori, ma saltuari), ecco che nessuno vuole affittare. “Le agenzie ci chiedono subito la busta paga – spiega la signora – e quando diciamo che non ce l’abbiamo ci accompagnano alla porta. Adesso mio marito sta facendo il giro casa per casa per sentire se qualcuno è disposto ad affittarci, ma la risposta è sempre la stessa: senza busta paga non si affitta. E noi tra una settimana ci ritroveremo a dormire in macchina. Per me e mio marito poco male. Anche i figli grandi possono farcela, ma il piccolo malato…”.
Tra l’altro c’è un risvolto particolarmente toccante in questa storia. Un paio di anni fa, su indicazione dei medici, è stato acquistato un cagnolino per la pet therapy del piccolo affetto da epilessia. E tra bambino e cane si è subito creato un legame indissolubile. Adesso, però, in questa condizione diventa davvero impossibile poter pensare al cagnolino. “Dovremo darlo via – dice rassegnata la signora Maria – e non sappiamo come consolare il piccolino”.
Una storia davvero drammatica, questa. Una storia dei nostri giorni, come purtroppo se ne registrano sempre più nella nostra città. Ma anche un’occasione per far vedere che il grande cuore dei pratesi non ha smesso di battere, nonostante la crisi e tutti i problemi. Notizie di Prato mette a disposizione il suo indirizzo (info@notiziediprato.it) per chi volesse dare un qualsiasi tipo di aiuto a questa sfortunata famiglia, che non ha mai perso però la dignita di lottare. Le vostre mail saranno subito girate ai diretti interessati. Bisogna però fare presto, il 4 agosto è dietro l’angolo.

Fanno esplodere la cassa del Penny Market di Montemurlo, in trappola la banda dell’acetilene

bancomat_esplosoE’ stata fatale la “trasferta” in Toscana ad una banda di banditi veneti, specializzati negli assalti al bancomat con la tecnica dell’acetilene. I quattro sono stati arrestati dai poliziotti della Squadra mobile di Padova dopo l’ultimo colpo, effettuato stanotte ai danni del Penny Market di Montemurlo, che aveva fruttato circa 60mila euro in contati. La tecnica usata era la solita: in due hanno fatto esplodere la cassa del supermercato con l’acetilene, mentre i complici aspettavano a debita distanza su un’auto “pulita” che sarebbe stata utilizzata per il ritorno in Veneto. La deflagrazione ha scaraventato ad almeno 15 metri di distanza la cassaforte, che è stata poi ripulita di tutto il contenuto. A quel punto, però, sono entrati in azione le forze dell’ordine: sia gli agenti di Padova, che avevano seguito a distanza la banda, sia i carabinieri della tenenza di Montemurlo, intervenuti in seguito all’esplosione, che ha finito per allarmare gli abitanti della zona. Nel giro di poco, così, tre dei banditi sono stati catturati. Un quarto, seppur ferito da un ritorno di fiamma, è stato preso poco dopo mentre tentava la fuga verso l’Appennino.

Strappa la collana d’oro dal collo di una signora di 75 anni

polizia-volante-2_55940Una signora di 75 anni è stata scippata della collanina d’oro ieri mattina, poco prima delle 9, nei pressi del cimitero di Chiesanuova. La donna si trovava in via Melis e stava camminando a piedi quando è stata raggiunta alle spalle da un giovane che le ha strappato dal collo la collanina, per poi fuggire in direzione della Tangenziale. Fortunatamente l’anziana non ha riportato conseguenze fisiche, a parte un comprensibile spavento. L’allarme è stato dato subito alla centrale operativa del 113, che ha inviato sul posto una pattuglia della Volante. Gli agenti si sono assciurati che la vittima non avesse bisogno di cure sanitarie, poi hanno raccolto una sommaria descrizione del malvivente e hanno fatto una battuta di ricerca in zona, ma senza nessun esito.

Accoltellato durante una lite in via Valentini, grave un albanese di 38 anni

ambulanzaHa rischiato di morire per una lite e solo la fortuna ha voluto che nessuno dei quattro fendenti al fianco raggiungesse organi vitali. Un albanese di 38 anni è stato ricoverato nel pomeriggio di ieri al Misericordia e Dolce con prognosi riservata a causa delle ferite da taglio al fianco. Per fortuna, nonostante la gravità delle ferite, l’uomo non è in pericolo di vita.
I sanitari hanno immediatamente avvertito la Questura, che ha inviato in ospedale personale delle Volanti e della Squadra Mobile. E’ stato lo stesso ferito a raccontare quanto era accaduto. Il ferimento è avvenuto in pieno giorno, in via Valentini. L’albanese, che è regolare ma ha qualche precedente alle spalle, ha avuto un alterco con un connazionale, che un paio di settimane fa avrebbe aggredito un parente del ferito ad Oste. La lite, inizialmente solo verbale, ben presto è degenerata fino a quando non sono arrivati altri due albanesi a dare manforte al loro amico. Uno di questi, all’improvviso, ha estratto un coltello e ha colpito per quattro volte al fianco il 38enne, che si è accasciato sanguinante. mentre i tre aggressori fuggivano, il ferito è riuscito a telefonare ad un parente che lo ha soccorso e trasportato d’urgenza al pronto soccorso. Adesso toccherà agli investigatori della Mobile fare chiarezza sulla vicenda e rintracciare gli autori del ferimento.

I volontari della Vab di Montemurlo organizzano la prima festa dell’associazione

vab-anti-incendio-boscoLa loro opera preziosa nel campo della protezione civile è ormai riconosciuta da tutti. Così, chi volesse ringraziarli di persona, domenica prossima 2 agosto potrà farlo. La Vab di Montemurlo organizza infatti la prima festa, che si svolgerà presso la sede dell’associazione, in via Scarpettini. In programma una ricca cena sotto le stelle che, a partire dalle 20, servirà sui tavoli antipasto, un piatto di penne alla matriciana e poi una bella grigliata, per chiudere con l’immancabile cocomero. Alle 21.30, poi, via alle danze con un programma revival con le migliori canzoni degli anni dai ’60 ai ’90, eseguite sul palco dagli Euroband. E per chi non fosse stanco, dalle 23.30 in poi spazio ai più giovani con la discoteca. Per partecipare è necessario prenotarsi telefonando ai numeri 339/4090549 o 0574/682736.

Fatturati ancora giù nel primo semestre, qualche segnale di ottimismo ma ripresa ancora lontana

Un quadro ancora difficile: questo è ciò che emerge dalla maggior parte delle 140 imprese pratesi del tessile, abbigliamento e maglieria che hanno collaborato con l’Unione ad una indagine congiunturale “rapida” di metà anno.
tessile-pratoInterrogate su un primo consuntivo del fatturato del primo semestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, quasi un terzo (il 32,9%) dichiara di aver perso più del 20%. Accanto a queste, il 22,9% è stabile o addirittura in crescita; in mezzo, il 44,3% del campione che perde in misura relativamente contenuta. Diffuse perplessità sulle prospettive a breve termine, ma quasi un quarto del campione, il 23,9%, confida che già in autunno possa esserci un recupero parziale del fatturato perso nel 1° semestre. La larga maggioranza (84,3%) ritiene comunque che rispetto ad aprile di quest’anno le ultime settimane non abbiano portato un cambiamento in positivo delle aspettative. Solo uno sparuto 4,5% pensa che la ripresa inizierà con la fine del 2009; il 47,8% confida nel 2010 ed esattamente la stessa percentuale pensa che si debba andare anche oltre quella data per vedere nel distretto una decisa inversione di tendenza.
“In effetti c’è ancora, fondatamente, molta preoccupazione, anche se qualche minimo movimento si sta manifestando – commenta Francesco Lucchesi, Presidente della sezione Produttori di filati e del consorzio CPF – . La maglieria è in tendenza, con conseguenze positive per i produttori di filati destinati a questo uso. I mercati esteri, soprattutto, stanno riscoprendo il valore della qualità. Lo abbiamo constatato nel recente Pitti Filati, quando abbiamo rivisto clienti che avevamo perso a beneficio dei prodotti cinesi. In molti si sono resi conto che la massificazione non paga più, soprattutto per la maglieria di alta gamma, e che la qualità, la velocità ed il servizio che siamo in grado di garantire a Prato sono preziosi. Assistiamo quindi a un rinnovato interesse per il prodotto pratese: ma da qui a parlare di ripresa ci corre non poco. Fondamentale che si possa contare ancora su sostegni che aiutino a superare quelli che speriamo siano gli ultimi scogli.”
“Per i tessuti il quadro che possiamo dare è forse un po’ più cauto rispetto ai filati – aggiunge Alessandro Benelli, presidente di Pratotrade – Quello che ci dà una certa fiducia è la risposta positiva che hanno avuto le nostre proposte in sede di fiere. ‘Prima’ ha avuto un esito lusinghiero in termini di numero e qualità dei visitatori; ma mi risulta che le aziende pratesi stiano destando interesse anche al di là di questa fiera. Segnali concreti? Al momento non molti, ma va detto che la stagione è all’inizio: il momento della verità sarà l’autunno. Credo che dal punto di vista generale possa essere vissuto positivamente l’impegno con cui i produttori di tessuti stanno rispondendo a questa crisi senza precedenti. Il fatto stesso di aver varato ‘Prima’, andando a rimettere in discussione assetti già consolidati nel panorama fieristico, mi pare una chiara dimostrazione della nostra volontà di lottare senza risparmiarci. Da parte nostra, insomma, la voglia di scommettere ancora sul prodotto pratese c’è”.

A Prato Cinema Sud il film di Cecconi sulla vita di Roberto Castellani

Il lager di Mathausen

Il lager di Mathausen

Stasera, mercoledì 29 luglio, alle 21.15, nei giardini di via Albertesca a Iolo, sarà proiettato l’ultimo film della seconda edizione di Prato Cinema Sud organizzata dalla stessa circoscrizione. Il film dal titolo “Luci nel buio” è il secondo presentato con soggetto sceneggiatura e regia di Gabriele Cecconi. L’artista, scrittore sceneggiatore e regista, che vive e lavora a Prato, è stato insignito di vari riconoscimenti per il suo lavoro e anche la circoscrizione Sud lo ha voluto premiare consegnandogli una targa di riconoscimento il 15 luglio scorso quando era in programmazione l’altro suo film “Domani è un altro giorno”.  Il film “Luci nel buio” prende spunto da alcuni episodi significativi della vita di Roberto Castellani, ex deportato nel campo di concentramento di Mauthausen e poi di Ebensee, per raccontare alcune tappe importanti della nostra storia nazionale, dal fascismo fino ad oggi. Il film racconta le vicende del personaggio da quando era un piccolo balilla e poi un giovane avanguardista, fino alla deportazione nei campi di concentramento dopo lo sciopero del marzo del 1944. un viaggio che ci permette di seguire da vicino un percorso di vita comune a tanti altri italiani, dalla scuola della dittatura a quella della democrazia.

Casse del Comune a secco, la giunta comincia tagliando le auto a noleggio

L’obiettivo è recuperare quanto prima fondi da destinare agli aiuti alle famiglie, che il sindaco Cenni vuole mettere subito in circolo. Il problema, invece, è che di soldi ce ne sono davvero pochini e, per di più, quei pochi sono pure vincolati. Così ogni misura che porta a tagliare le spese diventa la benvenuta, come quella adottata ieri dalla giunta che ha ridotto di un terzo i fondi destinati al noleggio auto, scesi da 45mila a 30mila.
palazzo_comunale_prato_stemma_mediciL’analisi dei conti semestrali ha confermato le più buie previsioni. I primi sei mesi hanno “mangiato” gran parte delle risorse assegnate ai vari capitoli di spesa. Ci sono poi 6,5 milioni di euro (dei quali 2,5 proprio assegnati al sociale) messi nel bilancio di previsione ma di fatto resi inutilizzabili dal vincolo per rispettare gli equilibri di bilancio. Questo è dovuto  a previsioni di entrata che si sono rivelate non immediatamente accertabili se non sovrastimate. Ad esempio l’addizionale Irpef era stata calcolata sui Redditi 2006, sicuramente superiori a quelli prevedibili per il 2008. Anche sul fronte delle multe erano state previste entrate molto superiori all’effettivo. Ecco quindi che questa bella fetta del bilancio di previsione si trova al momento “congelata”. Per trovare le risorse Cenni e i suoi assessori dovranno quindi mettere mano alle forbici, anche perché il sindaco non ha nessuna intenzione di rimandare al prosismo anno il pacchetto di aiuti alle famiglie. Discorso diverso, invece, per il 2010, quando il budget sarà stabilito direttamente dalla nuova amministrazione. In questo caso l’intenzione già manifestata è quella di “asciugare” i costi per il funzionamento della macchina comunale, attraverso una sua capillare riorganizzazione e semplificazione.

Cenni vuole riportare in piazza del Comune la cocomerata di Ferragosto

festa-del-cocomero-pratoPer anni l’appuntamento del Ferragosto a Prato era sinonimo di cocomerata in piazza del Comune, con centinaia di frutti tenuti al fresco nella fontana del Bacchino e distribuiti gratuitamente ai pratesi che non erano andati in ferie. Poi, qualche anno fa, la festa fu trasferita in periferia, alle Cascine di Tavola. Adesso, questa antica tradizione pratese, potrebbe ritornare nel suo luogo naturale. Il sindaco Cenni sta pensando, infatti, di riportare in centro la cocomerata di Ferragosto. Non solo, per festeggiare insieme ai cittadini, lo stesso primocittadino e la giunta al completo potrebbero interrompere le vacanze per improvvisarsi “camerieri” al servizio dei cittadini, distribuendo fette di freschissimo cocomero sotto lo sguardo vigile del Datini. L’idea è stata portata nella giunta che si è riunita ieri e vuole essere, nelle intenzioni di Cenni, un segnale al rinnovato interesse dell’amministrazione per il centro storico e per le tradizioni pratesi più genuine. Anche se è vero che, tra i motivi che avevano spinto  la giunta Romagnoli a spostare la festa, c’era anche il fatto che sempre meno pratesi partecipavano all’evento, divenuto negli ultimi tempi un monopolio quasi esclusivo della comunità cinese.

La Provincia lancia l’allarme per le infiltrazioni mafiose: “Non ci sono solo i cinesi…”

“Alla prossima riunione del comitato per la sicurezza chiederò che, sulla base di una verifica seria degli organici delle forze dell’ordine e degli uffici dello Stato e del Tribunale, parta una mobilitazione per potenziare i servizi di contrasto all’illegalità diffusa che riguarda le aziende cinesi ma anche le infiltrazioni malavitose sull’economia locale”. Il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, rilancia con decisione sul problema della sicurezza e dell’illegalità.
lamberto-gestri“E’ necessario alzare il tiro e andare a fondo ai problemi che si possono affrontare soltanto con una decisa e capillare azione sul territorio attuata con una regia che metta insieme tutti – sostiene Gestri con decisione – E’ per questo che ho sostenuto, e sostengo, che non possiamo accontentarci di iniziative spot come l’invio dei militari. Non ho intenzione di prestare il fianco a polemiche solo strumentali: osservo soltanto che i militati non conoscono la nostra realtà e dovranno viaggiare con la scorta di polizia o carabinieri. Sarebbe stato molto meglio avere stabilmente a Prato una quindicina di poliziotti in più, o altrettanti carabinieri, da impiegare nelle zone più a rischio della città. I cittadini chiedono sicurezza stabile e legalità, forze dell’ordine che conoscano il territorio e siano messe in grado di vigilare con continuità. Su questo fronte dobbiamo impegnarci tutti insieme, senza populismo o scorciatoie”.
“Non possiamo rassegnarci a questo stato di cose – prosegue Gestri – mentre le infiltrazioni malavitose, come hanno evidenziato anche fonti autorevoli, speculano sulla crisi di Prato. Ci sono troppi uffici dello Stato che dovrebbero effettuare controlli sul sistema delle imprese cinesi, e non solo cinesi, che sono ampiamente sotto organico. Dobbiamo lavorare per il loro potenziamento”.

Il Viminale smentisce Gestri: “Allarme infondato, anche i figli di clandestini saranno registrati nell’anagrafe”

Ogni bambino nato in Italia potrà essere registrato all’anagrafe. A dirlo è il ministero dell’Interno con una nota ufficiale diramata in serata. Arriva, quindi, a stretto giro di posta la risposta del governo all’allarme lanciato, tra gli altri, dal presidente della provincia di Prato Lamberto Gestri sul rischio di non riconoscimento per i figli dei clandestini.
studenti_stranieri“Sono destituite di fondamento – si legge nella nota del Viminale – le notizie sull’eventualità che le nuove norme inserite nel pacchetto sicurezza impediscano ai genitori non in regola con il permesso di soggiorno di iscrivere all’anagrafe il figlio nato in Italia. Nessuna previsione in tal senso è contenuta nella legge appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Infatti, per gli atti di stato civile, tra cui rientra quello di nascita, non è richiesta l’esibizione del permesso di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del neonato, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto. Dichiarazioni che possono altresì essere rese anche dal medico, dall’ostetrica o da qualsiasi altra persona che abbia assistito al parto. Inoltre, in base al Testo unico sull’immigrazione, le straniere irregolari che hanno un figlio in Italia hanno titolo ad un permesso di soggiorno con validità fino a sei mesi dopo il parto, che può essere anche rilasciato al padre”.

Automobilista pratese minacciato con una pistola da guerra dopo una lite stradale

Una Zastava come quella usata dal camionista

Una Zastava come quella usata dal camionista

Se l’è vista davvero brutta un automobilista pratese di 37 anni che ieri, mentre era in auto tra Firenze e Scandicci, ha avuto una discussione con un camionista di origine bosniaca ma residente nell’empolese. Quest’ultimo, dopo aver fatto una manovra azzardata, alle rimostranze del pratese ha pensato bene di fermare il camion, armarsi di una pistola e con quella minacciare l’esterrefatto automobilista, intimandoli non non chiamare i carabinieri se non voleva morire. L’arma era una Zastava calibro 9 parabellum, in dotazione, in passato, all’esercito della ex Jugoslavia. Il pratese, riavutosi dallo shock, ha invece chiamato subito i carabinieri che, nel giro di poco, hanno rintracciato e bloccato il camion del bosniaco, che nel frattempo si era allontanato. L’uomo, che ha 44 anni, davanti ai militari si è giustificato dicendo che la pistola l’aveva portata dal suo Paese per festeggiare un matrimonio secondo la tradizione del suo popolo. Peccato che non avesse nessuna autorizzazione per detenerla. I carabinieri lo hanno così denunciato per minaccia aggravata e detenzione di armi e munizioni da guerra.

Protocollo antiusura: accordo tra istituzioni, categorie e banche per unificare gli sforzi

soldi-250-2Un protocollo d’intesa contro il fenomeno dell’usura, con due obiettivi precisi: innanzittutto unire e coordinare i vari strumenti al momento presenti, ma spesso slegati tra loro,  a volte anche in inutili sovrapposizioni; e poi la volontà di comunicare alla gente quello che è possibile fare quando si viene a trovarci in situazioni di difficoltà. In calce al documento ci sono le firma della prefettura, che ha promosso il tavolo, della provincia, delle associazioni di categoria, dell’Abi e della Banca d’Italia, delle associazioni di tutela dei consumatori e di quelle da sempre impegnate in prima linea contro il fenomeno dell’usura. Questa mattina il protocollo è stato siglato, dando il via così anche a Prato a quanto previsto dall’accordo-quadro del 2007 per la prevenzione dell’usura e per il sostegno alle vittime del racket, dell’estorsione e dell’usura. Nasce così nella nostra provincia un osservatorio permanente che avrà il compito di monitorare il fenomeno e di verificare l’applicazione del protocolla da parte delle banche. I primi frutti saranno la nascita di uno sportello di ascolto presso l’Urp, in grado di assistere e consigliare chiunque abbia problemi di questo tipo, e una procedura più veloce da parte delle banche e dei Consorzi fidi nell’erogazione dei prestiti e dei finanziamenti alle imprese. Anche perché, come ha sottolineato il prefetto Eleonora Maffei “la situazione è pesante e delicata, destinata a peggiorare nei mesi a venire”. Un dato su tutti: le richieste al fondo antiusura aperto da Artigiancredito negli ultimi sei mesi hanno fatto registrare un’impennata del 25%. A giorni sul sito della Prefettura verrà creata una sezione destinata proprio a divulgare tutte le iniziative di sostegno all’impresa e di prevenzione antiusura.

Bettazzi e Maroso si incontrano: consigli comunali e provinciali unificati sui grandi temi

Un incontro istituzionale fra Maurizio Bettazzi e Giuseppe Maroso, rispettivamente presidenti del consiglio comunale e del consiglio provinciale, si è tenuto questa mattina in un clima di grande cortesia. Oltre ad approfondire la rispettiva conoscenza, i due presidenti hanno concordato di pianificare i rapporti di collaborazione nel rispetto del ruolo e delle funzioni degli enti che ciascuno di essi rappresenta. Uno degli impegni assunti è stato quello di programmare eventuali sedute consiliari congiunte su temi di rilevanza generale per la realtà di Prato e della Provincia, quali il lavoro, i problemi del distretto, la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio. “Ci sono questioni di assoluta attualità – hanno spiegato Bettazzi e Maroso – sulle quali un confronto aperto nell’ambito dei nostri consigli può contribuire a individuare risposte interessanti e condivise per l’intera collettività”.  Un ulteriore incontro fra Bettazzi e Maroso si terrà la prossima settimana, insieme ai rappresentati degli altri comuni della provincia per organizzare in stretta collaborazione la consueta Festa della Toscana che si tiene alla fine di novembre e che quest’anno sarà dedicata al tema ‘Arte, cultura e futuro’.

A Montepiano e Risubbiani arriva finalmente il gas metano: giovedì l’accensione della fiaccola

Il metano raggiunge anche Montepiano e presto in tutte la case della frazione turistica di Vernio arriverà direttamente il gas. E’ tutto pronto per giovedì 30 luglio quando ci sarà l’accensione della tradizionale fiaccola da parte del sindaco Paolo Cecconi e di Luciano Baggiani, presidente dell’assemblea dei soci di Consiag. L’appuntamento è alle 21 davanti alla chiesa.
sasseta_cecconiebaggianiDopo quasi due anni di lavori da parte di ConsiagReti, del Gruppo Consiag per un costo di 1.940.000 euro, con la posa di 14.420 metri di tubature compreso l’alloggiamento per la fibra ottica che può essere usata per telecomunicazioni, da giovedì i cittadini di Montepiano e della vicina frazione di Risubbiani possono disporre dell’energia pulita del gas metano. Nelle due località sono previsti 245 allacciamenti per un totale di 410 utenti di cui 75 già eseguiti per 110 utenti e restano ancora da eseguire circa 800 metri di nuova rete in Via della Badia e strade laterali in quanto è in fase  di perfezionamento un intervento che prevede la contemporanea posa, insieme alla tubazione gas, di due tubi per il trasporto e la distribuzione idrica, opera che sarà completata entro ottobre. “Giunge a compimento dopo anni di lavori un importante conquista ottenuta dalla Amministrazione Comunale di Vernio da me guidata – ha spiegato il sindaco Paolo Cecconi – e  la presenza di questo combustibile pulito nell’Alta Valle costituisce un presupposto indispensabile per un rilancio dello sviluppo turistico ed economico in generale. E’ un avvenimento di notevole importanza per Vernio e  per Montepiano, così come la  conquista della posa delle tubature per l’alloggiamento della fibra ottica e quella della successiva posa di una nuova conduttura idrica su Via della Badia, che verrà effettuata in contemporanea con la posa della tubazione del metano e che consentirà in futuro di poter addurre, in caso di siccità, all’acquedotto di Vernio risorsa sufficiente idrica dal Bacino del Brasimone”.
Tutti coloro che vogliono passare al metano, e che hanno già realizzato l’impianto domestico, possono telefonare al numero verde del Consiag 800.532.932 per avere tutte le informazioni tra cui quelle riguardanti l’allacciamento che costa circa 1.400 euro. Il costo medio del metano è di circa 0,80 centesimi di euro al metro cubo, contro i 3 e talvolta 4 euro degli altri combustibili come GPL e Propano che tra l’altro hanno anche lo svantaggio dei bomboloni che devono essere riforniti periodicamente.

Albanese scarcerato e subito rimpatriato, non potrà tornare in Italia per 10 anni

Nemmeno il tempo di gioire per vedere aprire le porte del carcere della Dogaia, che un 26enne albanese si è ritrovato su una macchina della polizia, con destinazione aeroporto di Bologna, dove sarebbe stato imbarcato sul volo delle 16.30 diretto a Tirana. Volo di solo andata, per almeno dieci anni, visto che questo è quanto stabilito dai giudici del tribunale di sorveglianza di Firenze.
carcere-dogaia-pratoIl giovane albanese era stato infatti condannato a tre anni di reclusione per reati legati al traffico di droga, dopo essere stato arrestato esattamente un anno fa, il 27 luglio 2008, nell’ambito di un’operazione che aveva portato al recupero di due chili di eroina e 127 di hashish. Scontato il primo anno di carcere, i giudici di sorveglianza hanno deciso di concedergli la misura alternativa alla detenzione, individuata nell’espulsione immediata dall’Italia e nel divieto di farvi rientro nei prossimi dieci anni. Se in questo lasso di tempo l’albanese verrà trovato di nuovo a giro nel nostro paese, finirà direttamente in carcere per scontare i due anni residui di condanna. Un sistema questo non sempre di facile applicazione ma che ha almeno due vantaggi: l’allontanamento dall’Italia di persone pericolose e lo svuotamenti di carceri perennemente sovraffollate, con condizioni di vita spesso ai limiti del sopportabile.

L’allarme di Gestri: “Con il pacchetto sicurezza solo a Prato centinaia di bambini a rischio”

culle-neonatiIl presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri, punta il dito sulla prossima entrata in vigore del “pacchetto sicurezza” e sulle norme che riguardano l’impossibilità di riconoscimento dei neonati da parte dei genitori clandestini. La presa di posizione è durissima. “A Prato – afferma – sperimenteremo uno degli aspetti più dolorosi e disumani di questo provvedimento che, paradossalmente, favorisce i comportamenti delinquenziali”.
Gestri lancia un appello perché “da Prato parta una mobilitazione per cambiare le aberranti regole del pacchetto sicurezza”. “Le norme che riguardano i bambini nati da madri e padri privi di permesso di soggiorno sono disumane e violano i diritti più elementari delle persone – afferma – La vicenda dei bambini “fantasma” è ripugnante e contraddice ogni principio etico. Chi crede nel rispetto dell’uomo, laico o cattolico che sia, deve alzare la voce perché queste norme vengano cambiate. E’ un dovere. La storia ci insegna che l’affermazione di una cultura che non rispetta le persone, a partire dai più indifesi come i neonati e le loro madri, ha conseguenze drammatiche e aberranti per tutta l’umanità”.
E’ un vero e proprio allarme quello del presidente della Provincia: donne e bambini potrebbero finire in balia della delinquenza e della mafia cinese. “E’ prevedibile che a Prato di qui a fine anno nascano alcune centinaia di bambini figli di “nessuno” – mette in evidenza Gestri – Finora le donne straniere andavano a partorire in ospedale. Adesso per il timore potrebbero dare alla luce i loro figli in luoghi di fortuna, magari con l’aiuto di “mammane” improvvisate. Si corre il rischio che madre e padri naturali divengano ostaggi di “padrini” regolari che – magari a pagamento – riconoscono i bambini. Insomma siamo di fronte a una norma sciagurata che, oltre a essere disumana, favorisce la clandestinità, l’illegalità e la delinquenza. Mi chiedo cosa ha a che fare con la sicurezza dei cittadini una simile trovata. Tra l’altro i piccoli che nascono in ospedale e non possono essere riconosciuti dovranno essere affidati ai servizi sociali del Comune che dovranno farsene carico. L’impegno economico potrebbe essere non da poco”.

I pratesi sono puntuali nel pagare le multe: percentuali altissime di riscossione

multaA Prato le multe si pagano, praticamente tutte. E’ quanto emerge dall’indagine del Sole 24Ore che ha evidenziato un dato sconcertante a livello nazionale, dove in media una multa su tre non viene mai riscossa. Con situazioni che, in alcune realtà del Sud, assomigliano ad una vera e propria impunità: basti pensare che il Comune  di Napoli riesce a farsi pagare solo una multa ogni tre, mentre a Caserta ben tre sanzioni su quattro finiscono per rivelarsi semplice carta straccia. Ben diversa, invece, la situazione pratese dove fra il 2005 e il 2007 il Comune è riuscito ad incassare il 98,6% delle multe elevate, in pratica 16,8 milioni di euro su un totale di 17,1 milioni. Merito della polizia municipale che riesce sempre a notificare gli atti nei tempi previsti dalla legge; merito di Sori ed Equitalia che riescono a gestire bene il circuito della riscossione, sia ordinario sia coattivo. Ma evidentemente merito anche del senso civico dei pratesi che, quando sbagliano, sono pronti a pagare quanto dovuto.
Proprio per ovviare al problema delle multe non pagate, il governo ha pensato ad una sanatoria per i vecchi verbali, quelli fino a fine 2004. Con le nuove regole, i comuni potranno consentire ai cittadini ritardatari di chiudere la pratica con un forte sconto, pagando solo sanzione minima, spese di notifica e un aggio del 4 per cento.

Le imprese pratesi investono di più nella formazione: l’esempio del Lanificio Cangioli

A giudicare dall’attenzione per la formazione, le industrie pratesi credono nel futuro più dell’anno scorso, a dispetto della crisi e della diffusa convinzione che si investa di meno in generale e nel capitale umano in particolare. Sono in sensibile incremento infatti le presenze ai corsi organizzati dall’Unione Industriale Pratese: il primo semestre si è chiuso con la partecipazione alle iniziative formative di 1.330 persone, contro le 1.140 del 2008. Un po’ meno formazione manageriale, molta sicurezza, finanza, lingue straniere e aggiornamento fiscale e tecnico: la somma finale segna un progresso rispetto ai già buoni risultati dell’anno scorso.
palazzo-industriaUn dato senz’altro positivo, alimentato anche dal fatto che le imprese stanno scoprendo le opportunità di Fondimpresa e cominciano a metterle a frutto. Fondimpresa è un fondo per la formazione continua, operativo dal 2004, cui le aziende possono aderire senza alcun costo: le sue risorse sono infatti costituite da una quota dei contributi Inps che le aziende comunque verserebbero all’ente previdenziale. Le aziende che aderiscono a Fondimpresa vedono maturare di anno in anno un “gruzzolo” – il proprio Conto formazione – che possono spendere in attività formative concordate con le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori. Accanto a questo esiste anche un Conto di sistema: una sorta di fondo mutualistico assegnato sulla base di bandi, i cosiddetti Avvisi, cui possono accedere anche aziende di ridotte dimensioni o di recente costituzione che avrebbero difficoltà a maturare una somma congrua alimentata autonomamente. L’Unione fornisce consulenza su entrambi i fronti, contribuendo al disbrigo degli adempimenti formali ma soprattutto alla redazione dei piani formativi.
Fra coloro che si sono avvalsi delle risorse di Fondimpresa anche un’impresa storica del distretto, la Cangioli 1859 spa, che oggi ha concluso l’ultima delle cinque mezze giornate previste dal piano formativo elaborato su misura per le sue esigenze. “Abbiamo coinvolto nove persone dell’azienda, ma anche mia sorella Sabina ed io stesso abbiamo voluto partecipare alle lezioni – spiega Vincenzo Cangioli, presidente del Consiglio di amministrazione dell’azienda, oltre che vicepresidente dell’Unione -. Il taglio che abbiamo chiesto di dare alle lezioni è spiccatamente manageriale e quindi molto interessante anche per noi oltre che per i nostri collaboratori delle aree commerciale e acquisti. Marketing, capacità di negoziazione e di relazione, modalità di sviluppo del processo di acquisto/vendita: questi alcuni dei temi toccati. Se siamo soddisfatti? Sì, tanto che pensiamo di ripetere l’esperienza appena possibile. Un percorso del genere è comunque impegnativo: per farlo bisogna crederci. E’ vero che i costi vivi sono coperti da Fondimpresa, ma l’impatto organizzativo conseguente la mobilitazione di tante figure-chiave dell’azienda c’è e non è irrilevante. Ripeto: bisogna crederci. Per quanto ci riguarda, siamo convinti che proprio momenti come questi, in cui anche la nostra azienda si deve avvalere della cassa integrazione, consentano di dedicare tempo ed energie alla crescita delle competenze. Pensiamo così di poter essere più pronti a cogliere le opportunità della ripresa quando questa, speriamo presto, si manifesterà. E’ questa la nostra scommessa, che speriamo di vincere”.

Proprietario si rivolge ai carabinieri e fa trovare sette clandestini nella casa data in affitto

carabinieri_4Inizia a dare i primi frutti l’attività di persuasione iniziata dalla prefettura sui proprietari di immobili affittati ai cittadini cinesi. Nella tarda serata di ieri il proprietario di un appartamento di via Matteo degli Organi a Galciana ha chiesto l’intervento dei carabinieri. A suo dire, nella casa che aveva affittato ad una coppia cinese, ci sarebbero state molte più persone del dovuto. I militari del Radiomobile si sono recati a controllare e hanno scoperto che il sospetto del proprietario era fondato. Nella casa, insieme ai due coniugi di 41 e 33 anni, c’erano infatti altri sette cinesi, risultati tutti irregolari. Nei confronti di marito e moglie è così scattata la denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre tre dei clandestini sono stati arrestati sulla base della Bossi-Fini, avendo già ricevuto un ordine di espulsione non ottemperato.
Proprio nei giorni scorsi in prefettura erano stati convocati una ventina di proprietari di immobili locati a cinesi e segnalati da vicini o condomini per il disturbo provocato dal sovraffollamento. Ai proprietari (in gran parte cittadini pratesi) è stato fatto notare che in base alle nuove norme introdotte dal pacchetto sicurezza rischiano di vedersi confiscata la casa se vi venissero trovati all’interno clandestini. A quel punto tutti i proprietari hanno firmato una richiesta di controllo dell’immobile, atto che facilita l’intervento delle forze dell’ordine  e che attenua sicuramente le sanzioni eventualmente a carico della proprietà.