Rifiuti, già recuperati 100mila euro con le bollette consegnate a mano alle ditte cinesi

Ha portato già al recupero, in due settimane, di 100mila euro di Tia non pagata l’operazione di Asm per individuare gli evasori. L’azienda ha messo a punto una metodologia di lavoro che per il momento riguarda in particolare le imprese gestite da cinesi ma che presto potrebbe venir estesa ad altre. La molla che ha fatto scattare controlli serrati porta a porta è la costante propensione all’evasione della Tia, complice anche la forte dinamicità relativamente ad aperture e chiusure delle aziende, cessioni, cambio della ragione sociale, modifiche degli assetti.
rifiuti-camionDa qualche settimana, Asm ha organizzato una sorta di “ufficio esattoriale mobile”, il cui compito è quello di presentarsi alle aziende cinesi che non risultano in regola con il pagamento della Tia e consegnare a mano la fattura. La prima ricognizione tiene conto del periodo gennaio-giugno 2009 e nelle ultime due settimane ha portato al recapito di bollette per un totale di circa 400mila euro. La riscossione, solo nei primi giorni, è pari a circa il 25 per cento. Si tratta di una modalità operativa che Asm porterà avanti anche nei prossimi mesi, e comunque ad ogni scadenza del pagamento della Tia. Le aziende che non si mettono in regola con il pagamento finiscono nel sistema della riscossione coattiva attraverso Equitalia, mentre quelle che rifiutano il controllo degli operatori di Asm, il ricevimento delle fatture e la collaborazione all’aggiornamento della banca dati, vengono segnalate all’Agenzia delle Entrate o al Tavolo della sicurezza istituito presso la Prefettura.
E proprio ieri c’è stato il primo risultato concreto al lavoro di Asm che per la prima volta ha preso parte ai controlli della squadra interforze. Due le aziende controllate, entrambe situate in un capannone di via Ceccatelli. Mentre forze dell’ordine, Nas, polizia municipale, vigili del fuoco, Asl, ispettori dell’Inps e dell’Inail hanno proceduto alla regolarizzazione di quanto di loro competenza, ASM ha fatto la sua parte quanto a Tia: mille i metri, complessivamente, su cui calcolare la tariffa anche per le precedenti annualità.   Lo stabile di via Ceccatelli era stato visitato in passato dagli operatori di Asm che però avevano trovato la strada sbarrata. Sono una novantina, fino ad oggi, gli indirizzi sospetti per i  quali Asm ha  provveduto ad inoltrare notizia alle autorità competenti.
Diverso il fronte delle imprese italiane: in questi giorni è in corso un sollecito telefonico a chi non risulta in regola con il versamento del primo semestre. Non è escluso, però, che la procedura della consegna porta a porta delle bollette venga estesa a tutte le utenze non domestiche indietro con i pagamenti.

4 pensieri su “Rifiuti, già recuperati 100mila euro con le bollette consegnate a mano alle ditte cinesi

  1. Ma va? Pensata geniale. Bisognava allora proprio cambiar colore alla Amm.ne comunale? E’ proprio vero: il potere logora anche chi lo ha detenuto per oltre mezzo secolo. Siamo ancora ben lontani dalle cifre da recuperare. Avanti con determinazione. Almeno evitiamo ogni anno aumenti ben superiori all’inflazione programmata.

  2. comunque dicono che il 25% delle bollette consegnate sono state pagate… Le precedenti amministrazioni non avevano evidentemente interesse nel far rispettare le Leggi ai cinesi