Sfrattati e senza lavoro, è corsa contro il tempo: “Martedì ci troveremo in mezzo alla strada”

sfrattoPeggiora di giorno in giorno la situazione della famiglia sotto sfratto di cui Notizie di Prato si è occupata nei giorni scorsi (vedi articolo). Ormai il 4 agosto, data dello sfratto esecutivo, è alle porte e la signora Maria (il nome è di fantasia), suo marito  e i tre figli, il più piccolo dei quali malato di epilessia, non sanno più dove sbattere la testa. “Abbiamo avuto di nuovo la visita dell’ufficiale giudiziario – dice la signora -. Ci ha confermato lo sfratto esecutivo per il 4 agosto alle 9 del mattino. Inoltre ci ha pignorato gli armadi, il pc, una macchina da cucire che mi serviva per arrotondare le entrate economiche, il frigorifero, il televisore. Non sappiamo nemmeno dove mettere la nostra roba, come il vestiario e il resto dei mobili. Tutti i nostri ricordi rimarranno in questa casa o su un marciapiede dentro delle scatole, perché non riusciamo a trovare nemmeno un garage dove metterli. Martedi mattina andremo per strada, il Comune non puo darci una casa fino all’anno nuovo. Siamo riusciti solo ad avere una carta per fare la spesa ad un emporio della Caritas con 100, euro ma ci servirà a poco dato che non sapremmo dove mettere la spesa e cucinare il cibo”.
La situazione di questa famiglia è purtroppo esemplare della crisi che ha colpito Prato. Sia la madre che il padre hanno perso il lavoro e ora si arrangiano con lavoretti saltuari; lo stesso fanno le due figlie di 21 e 18 anni, che non riescono a trovare un lavoro regolare. Il bimbo piccolo di 7 anni, invece, è malato e necessita di cure continue. A causa di questa situazione, la signora Maria e suo marito non sono riusciti a pagare regolarmente l’affitto, e così è scattato lo sfratto. Adesso il problema insormontabile è che, non avendo nessuno in famiglia una busta paga, diventa un’impresa trovare una casa in affitto. Nessuno prende nemmeno in considerazione la richiesta, nonostante il Comune si sia impegnato a dare un contributo una tantum di 1.500 euro per l’affitto.
“A questo punto – conclude la signora Maria – il mio terrore è che il mio bambino venga messo in un istituto o in una casa famiglia. Meglio la morte di tutti noi che dover vivere divisi”.

4 pensieri su “Sfrattati e senza lavoro, è corsa contro il tempo: “Martedì ci troveremo in mezzo alla strada”

  1. Questi sono i drammi ed i veri problemi. In una società veramente civile ed accogliente vi dovrebbero essere provvedimenti e regolamenti di “welfare” che trovano soluzioni, certamente non definitive, per situazioni siffatte o similari. Invece perdiamo tempo, o meglio, ne sprechiamo troppo per discutere fino allo sfinimento della immigrazione: come dovremmo accogliere, se totalmente o parzialmente, se con regole o senza regole, ecc, ecc. Ma per i nostri cittadini? per gli indigeni? Devono essere per forza stranieri in Patria?

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  3. La maggior parte della cronaca dei giornali locali ci parla di crimini perpetrati da stranieri immigrati illegalmente, e ciò è incontrovertibile. Non mi sembra che sia uno spreco di tempo la sicurezza dei nostri cittadini. Cosa che evidentemente era per le precedenti amministrazioni, visti i risultati disastrosi

  4. Il problema è complesso, e non basta vederne solo gli effetti finali. Il diritto del proprietario di incassare quanto stabilito contrattualmente è sacrosanto, come sacrosanto è il diritto di ciascun cittadino ad un alloggio dignitoso. Quando una famiglia, per svariati motivi, non è più in grado di rispettare gli accordi presi quando ha preso in affitto una casa, è giusto che subentri la struttura pubblica, ma secondo me non è sufficiente che alla famiglia interessata venga dato un alloggio pubblico, nè che vengano erogate forme di sussidi attraverso la Caritas e simili, ma bisognerebbe che qualcuno entrasse nel merito di come quella famiglia si gestisce, del perchè si è trovata nello stato di necessità, e che cosa può fare per uscirne. In passato, e neanche troppo tempo indietro, ho avuto modo di vedere abbastanza da vicino situazioni analoghe, e spesso ho potuto constatare comportamenti anomali e sprechi incredibili, come ad esempio rifiuto di accettare certi lavori o spese eccessive in riscaldamento. In buona sostanza, ogni situazione andrebbe vagliata attentamente, non tanto per verificare la sua vericidità quanto per rettificare i comportamenti errati, nell’interesse di queste persone e della collettività.