Rimesse verso l’estero, Prato è da record: 415 milioni di euro in un anno

corruzione-soldiI conti li ha fatti il quotidiano Il Tirreno che nella cronaca di Prato dell’edizione odierna ha riportato i risultati di uno studio sulle rimesse all’estero fatte dai cittadini stranieri. Lo studio, redatto dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre, ha dato un risultato sorprendente: le rimesse procapite dei cittadini stranieri che vivono a Prato sono quasi otto volte superiori alla media nazionale, in pratica poco meno di 15mila euro a testa contro i 1.900 scarsi a livello italiano. E anche se andiamo a vedere le singole province, ecco che Prato stacca di gran lunga la seconda, che è Roma e si ferma a poco più di 5.200 euro annui, in pratica un terzo rispetto alla nostra provincia. Tutto questo si traduce, in valori assoluti, in un tesoro di 415 milioni di euro che ogni anno lasciano Prato per andare all’estero. E si badi bene, la ricerca ha preso in esame solo i canali di trasferimento ufficiali, la cifra, dunque, deve essere per forza di cose considerata inferiore alla realtà, visto che tra gli stranieri è molto diffuso il ricorso a mezzi di trasferimento, per così dire, “informali” (canali familiari, conoscenti, corrieri e sistemi di trasferimento non registrati).
Resta da chiarire il perché di questa anomalia tutta pratese, che sicuramente si traduce in un impoverimento del tessuto economico cittadino. Basti pensare quanto potrebbe pesare tutti quei soldi se fossero reinvestiti in loco invece che prendere il volo verso altre destinazioni. Le spiegazioni possono essere di varia natura:: o pagamenti di merce in arrivo soprattutto dalla Cina che passano attraverso canali non convenzionali (in questo caso, quindi, non si tratterebbe di rimesse ma di import-export), oppure la possibilità che Prato rappresenti, per i cinesi di tutta Italia, una sorta di collettore dover far arrivare e transitare i soldi destinati alle rimesse in patria. Infine anche la possibilità che l’alto numero di clandestini presenti a Prato faccia lievitare la media procapite, calcolata invece solo sui regolari. Qualunque sia la spiegazione, resta incontrovertibile il fatto di questo flusso continuo di capitali, prodotti a Prato ma destinati a essere goduti altrove.

Un pensiero su “Rimesse verso l’estero, Prato è da record: 415 milioni di euro in un anno

  1. Alcune domande. Le rimesse sono forse fatte usufruendo di piccioni viaggiatori? Se no, allora avranno nome e cognome, avranno una provenienza anche da soggetti fiscalmente esistenti. Ordunque, se così è, allora non è possibile esaminare se individualmente l’entità della rimessa è compatibile con il dichiarato dal soggetto che effettua la medesima rimessa? E’ chiedere la luna avere una simile pretesa? Oppure, così facendo si andrebbero anche forse a scoprire clamorose irregolarità extracomunitarie ed indigene?
    Penso troppo male? Forse, ma a volte, pur facendo peccato, si indovina; tanto per dirla alla “pratese” e parafrasando un noto anziano politico italiano.