Ultimatum della Lega a Cenni: “O l’assessorato o ce ne andiamo”

Claudio Morganti (Lega Nord)

Claudio Morganti (Lega Nord)

Il rientro dalle brevi ferie estive non è stato dei migliori per il sindaco Roberto Cenni che, dopo un brevissimo periodo di luna di miele, si è trovato di colpo a dover parare una serie di colpi diretti. Semmai, ciò che fa specie, è che questi attacchi arrivino tutti dal fronte interno, con l’opposizione che al momento pare incapace andare oltre qualche iniziativa in ordine sparso dei singoli, probabilmente tutta presa come è a cercare di fare chiarezza in casa propria, anche in vista della non facile scelta del sostituto di Benedetta Squittieri alla guida del Pd provinciale.
Ma torniamo ai mal di pancia interni alla maggioranza. Mal di pancia, è bene dire, che non sono del tutto nuovi e che affondano la loro causa prima nella scelta degli assessori fatta da Cenni al momento di varare la giunta. Se l’affondo del coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni sul presidente del Pecci Beccaglia, è sembrato infatti essere un “memento” al sindaco a non utilizzare con le nomine in enti e partecipate lo stesso criterio seguito al momento di scegliere i componenti della giunta; alla stessa stregua deve essere valutata la pesante uscita – al limite del tackle da rosso – del segretario ed europarlamentare della Lega Nord Claudio Morganti, che ha bruciato i tempi e vuole passare subito all’incasso (leggi nomina di un assessore leghista), minacciando l’uscita dalla maggioranza. In una lunga intervista che il quotidiano La Nazione ha pubblicato nell’edizione di oggi, cui farà seguito una lettera ufficiale al sindaco, Morganti dà una sorta di ultimatum a Cenni, elecando tutti i bocconi amari che la Lega ha mandato giù dal trionfale 22 giugno ad oggi: la mancata nomina di un assessore, il via libero alal contestata delibera che assegnava soldi ai nomadi Sinti, il divieto di vendere alcolici per gli ambulanti della Fiera, infine – accodandosi a Mazzoni – anche la scelta di continuità fatta al Pecci. Il tutto, condito con la ciliegina sulla torta della bocciatura di Milone quando era assessore allo Sport (“un disastro”, con l’aggravante del giudizio positivo sulla Cardillo: “un po’ meglio”). Insomma non ci va certo giù con il fioretto il neo parlamentare europeo che, come un ritornello, torna a chiedere l’assessorato allo Sport per il consigliere Soldi.

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