Etichettatura d’origine, anche Sistema Moda Italia favorevole alla tutela del Made in

pezze-tessuti-lanificioE’ ufficiale: la Giunta di SMI-Sistema Moda Italia ha deliberato ieri il sostegno alla possibilità di una legge nazionale sul made in. La posizione di SMI è particolarmente significativa ed importante in quanto viene ad inserirsi in un quadro normativo – vigente e potenziale – decisamente complesso. SMI si è opportunamente espressa dopo la legge di luglio che introduceva per i brand italiani che producono all’estero l’obbligo di dichiarare esplicitamente il luogo di origine dei loro prodotti; dopo la modifica della stessa legge, che sostanzialmente eliminava quell’obbligo ma creava le premesse normative (anche se non ancora i criteri di dettaglio) per etichettature del tipo “100% italiano” o simili; dopo che da lungo tempo giace nell’oblio il Codice del consumo, altro possibile strumento per favorire l’introduzione dell’etichettatura di origine; infine, dopo che ha cominciato il suo iter la proposta cosiddetta “Reguzzoni-Versace-Calearo”, che potrebbe andare a puntualizzare criteri e parametri per l’individuazione dei prodotti italiani. Il messaggio di SMI è chiaro: la direzione della normazione a livello nazionale è uno strumento utile da incoraggiare e sostenere, al di là dell’obiettivo finale che rimane il made in europeo.
“E’ un segnale positivo e costruttivo – commenta il presidente dell’Unione Industriale Pratese Riccardo Marini – che va nel senso di un pressing sempre più determinato sull’Unione Europea. Per questo abbiamo sostenuto ed appoggiato la delibera. Dopo la ‘rottura’ rappresentata dalla legge del luglio scorso e le sue successive e controverse modifiche, la presa di posizione di SMI significa una cosa sola: dobbiamo insistere, perché la soluzione del problema è vicina oggi come forse non mai. Come distretto pratese ci uniamo a questo auspicio e concordiamo su questa linea.”

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