In un mese controllate dalla polizia 17 case segnalate dagli esposti dei cittadini

volante-polizia2Nel giro di un mese, quello di settembre, gli agenti della questura, talvolta supportati dai paracadutisti della Folgore, hanno già visitato 17 appartamenti segnalati dai residenti come portatori di disagio: per schiamazzi, per il sovraffollamento, per il sospetto che vi si pratichi attività di prostituzione e così via. Un’attività decisa dallo stesso questore Domenico Savi che ha voluto così dare una risposta ai cittadini che si erano rivolti alle autorità per denunciare possibili situazioni a rischio. “Qui a Prato – spiega Savi – il rapporto tra i cittadini e le forze dell’ordine è ottimo. I pratesi hanno fiducia nelle istituzioni e noi dobbiamo dimostrare di meritarla. Per questo abbiamo avviato questa attività di controllo e verifica che è un modo per dare un segnale alla cittadinanza. Tra l’altro ogni volta che facciamo un controllo ricontattiamo la persona che ce lo ha segnalato e, nella massima trasparenza, lo teniamo informato. Insomma, l’idea è quella di attivare un filo diretto tra il cittadino e l’istituzione, che deve essere vista come qualcosa di vicina”.
Tra l’altro, l’attività iniziata a partire da settembre, ha già portato a smaltire quasi la metà degli esposti specifici su questo tema. Da gennaio ad oggi, infatti, erano una quarantina le situazioni a rischio denunciate dai cittadini e di queste 17 sono già state visitate. “Il nostro controllo – aggiunge il questore – è solo la prima fase di un intervento più articolato. Da parte nostra possiamo solo accertare se nella casa ci sono situazioni illegali, tipo la presenza di clandestini o attività illecite come la prostituzione. Per ogni intervento, poi, facciamo una relazione che verrà passata a polizia municipale e Asl che, ognuna per proprio conto, prenderà i provvedimenti necessari”.
E in relazione a qualche polemica suscitata da questi tipo di interventi, il questore mette subito le mani avanti: “Non si tratta di nessuna caccia ai clandestini – dice -, ma solo di un tentativo di dare risposte certe e veloci ai cittadini. Del resto se c’è una cosa che qui a Prato non manca sono proprio i clandestini. Non abbiamo bisogno di andare casa per casa per trovarli…”.

Un pensiero su “In un mese controllate dalla polizia 17 case segnalate dagli esposti dei cittadini

  1. abito in zona ospedale, ogni notte che esco col mio cane, cambiando o meno tragitto riesco a incontrare almeno 20 magazzini con cinesi che lavorano imperterriti e suppongo finanche clandestini visto che ogni porta è camuffata o dipinta di nero per non far vedere cosa c’è dentro. se riesco a trovarli io mentre vado a passeggio suppongo che per le forze dell’ordine non dovrebbe essere così complicato, quindi mi viene in mente che “forse” non si vuole che si trovino. insomma non c’è niente da gioire in un articolo del genere, hanno fatto il loro dovere, in parte. “Non si tratta di nessuna caccia ai clandestini” dice il questore; beh adesso cos’è è sbagliato cercare di trovarli per trovare delle soluzioni? io lavoro fuori prato quindi la cosa non mi tange più di tanto, ma non si lamentavano tanto i pratesi per la concorrenza sleale ad esempio della popolazione cinese in loco? e per finire un’altra cosa. perchè dovrei perdere il mio tempo e mettermi a rischio andando a fare un esposto? nel mio lavoro non aspetto che i miei clienti mi svolgano metà incarico destinato a me.