Linea dura della questura contro i clandestini più pericolosi: saranno portati nei Cie o rimpatriati

Il questore di Prato Domenico Savi (primo a destra)

Il questore di Prato Domenico Savi (primo a destra)

E’ una storia che sta a metà tra il caso umano e la cronaca, ma che è esemplare della linea che la questura di Prato intende tenere nei prossimi mesi. Un clandestino tunisino, pluripregiudicato e ormai ospite fisso delle camere di sicurezza di questura e carabinieri, è stato accompagnato nel pomeriggio al Cie (Centro identificazione espulsi) di Bari, dove resterà in attesa della definitiva identificazione e dell’effettivo rimpatrio. L’uomo, le scorse settimane, era stato ricoverato in ospedale. Una volta sottoposto alle necessarie terapie, i medici lo avevano dimesso, ma lui non ha voluto sapere di liberare il suo letto. Così è rimasto per altri sette giorni al Misericordia e Dolce, finché la direzione sanitaria non ha chiesto alla polizia di occuparsene. A quel punto gli è stata cercata una sistemazione presso i centri di accoglienza. Ma anche alla Caritas non ne hanno voluto sapere, visto che il tunisino tutte le volte che era stato ospitato nel dormitorio aveva finito per creare guai e grattacapi. Così, vista la sfilza di precedenti e visto il suo stato di clandestino più volte espulso, è stato deciso di portarlo a Bari. “La nostra linea – spiega il questore Domenico Savi – è quella di cercare di togliere dal territorio le presenze più problematiche. Visto che i posti disponibili nei Cie sono contati, noi cercheremo di sfruttarli al meglio, per bonificare il territorio da personaggi che sono ormai abbonati ai crimini. Il caso del tunisino è esemplare: ogni volta che torna libero finisce per combinare qualche pasticcio. Ecco, i nostri sforzi da ora in poi andranno in questa direzione. Stiamo facendo un grosso sforzo e la mancanza di un Cie in Toscana certo non ci agevola: scortare una persona fino a Bari è molto dispendioso, ma non possiamo fare altrimenti”. Una linea, questa, che va ad affiancarsi all’altra inaugurata già da qualche tempo e che prevede il rimpatrio coatto e immediato per tutti quegli stranieri che escono dal carcere o per fine pena o per qualche altro beneficio.

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