L’intervento/Il sindaco Cenni: “Bene l’attenzione su Gonfienti ma l’obiettivo deve restare realizzare insieme Museo e Parco archeologico”

cenniFinalmente viene riconosciuta la straordinaria importanza del ritrovamento archeologico di Gonfienti, sul quale adesso si pone l’attenzione, perché lo si comprende come risorsa per la città e per l’area metropolitana. Tuttavia questa attestazione di interesse ritengo vada inserita nel contesto di una precisa cornice che comprende innanzitutto la riorganizzazione dell’Interporto. Dopo gli investimenti effettuati c’è infatti la necessità di dare funzionamento e propulsione ai flussi di merce. In questo caso il coinvolgimento del Comune di Campi Bisenzio darebbe respiro alla crescita dei volumi dell’Interporto. Desidero sottolineare che abbiamo di fronte un’opportunità dalle grandi potenzialità per Prato, alla luce del suo sviluppo verso un nodo logistico fra i dieci più importanti a livello nazionale.
Di qui il necessario sdoppiamento, come in parte è già avvenuto, dell’Interporto stesso per non inficiare, oltre quanto non sia già avvenuto, la più grande scoperta archeologica del secolo. La valenza storico-archeologica-culturale del ritrovamento di Gonfienti è tale da richiedere un accordo di programma di valorizzazione a livello centrale, direttamente col Ministero; anche per individuare le necessarie forme di finanziameno del Parco Archeologico. Da una parte quindi un Interporto che si esprima al massimo delle sue potenzialità e dall’altra un polo di attrazione rappresentato dal Parco Archeologico per valorizzare la scoperta di Gonfienti. Uno sdoppiamento delle attività che investe anche il meccanismo operativo dell’Interporto stesso. Su entrambi i fronti, peraltro, resta centrale la collaborazione con il Comune di Campi Bisenzio.
All’interno di questo quadro di riferimento la parte archeologica del Parco si inserisce perfettamente nel progetto del Parco della piana, per il quale sono già in essere protocolli siglati con la Regione. Va del resto dato merito al grande lavoro dei molti comitati sorti per salvaguardare Gonfienti, anche se purtroppo molto dell’inestimabile valore dei reperti si è perso nelle prime fasi di costruzione dell’Interporto. Al lavoro dei comitati si aggiunge la grande sensibilità e la condivisione di larga parte della città verso questa scoperta.
Relativamente al Parco Archeologico, se un atto di coinvolgimento va fatto è essenziale che questo sia rappresentato non solo dal conservare le fondamenta ritrovate nel 2003, bensì valorizzare i reperti. Anzitutto con mostre ed esposizioni per le quali il Comune ha già manifestato alle sedi opportune la propria disponibilità, ma soprattutto con la necessità di definire il futuro di quello che dovrà essere il Museo del Parco di Gonfienti che deve trovare la sua sede ideale nell’area di Gonfienti e costituire una pietra miliare del Museo Civico. Da non dimenticare è la possibilità della gestione didattica frutto del Parco Archeologico, con laboratori e campus universitari di valore internazionale. Per questo ritengo che pur cogliendo la grande potenzialità del progetto non verrei che la lettura che ne viene oggi data si limiti a riportarci ai risultati del 2003. E’ peraltro già in atto l’inserimento del Parco Archeologico nei piani urbanistici non solo del nostro Comune ma anche in quello di Campi Bisenzio.
Prendiamo atto, in definitiva, della disponibilità del finanziamento della Provincia ma di fronte ai 90 milioni necessari (come da Disegno di Legge presentato in Parlamento nel dicembre 2005) 500mila euro rischiano di essere un intervento spot e non strutturale al fine del raggiungimento dell’obiettivo Parco. Siamo del resto in attesa, ormai dal 2007, di un parere ufficiale circa questo progetto da parte dell’organismo competente. Inoltre dall’Interporto è già stato erogato 1,5 milioni di euro per il medesimo meccanismo oggi presentato dalla Provincia. Senza che peraltro si sia potuto fruire della conoscenza acquisita e degli stessi reperti già pubblicati nei bollettini ministeriali eppure mai visti in città. Perché investire altro denaro per lo stesso motivo?

Roberto Cenni
Sindaco di Prato

2 pensieri su “L’intervento/Il sindaco Cenni: “Bene l’attenzione su Gonfienti ma l’obiettivo deve restare realizzare insieme Museo e Parco archeologico”

  1. Carissimo Cenni,
    secondo il mio piccolo parere prima si dovrebbe pensare a ridare lavoro ai pratesi perchè altrimenti l’uniche merci che andranno via da Prato saranno quelle dei cinesi che non pagano le tasse anche si Vi ostinate a dire che esistono alcuni che sono regolari.Non c’è niente di legale in quella comunità che oltre tutto ripudia l’Italia.
    A loro fa solo comodo la nostra città. Cercate soldi per portargli via il lavoro come loro hanno fatto a noi a suo tempo.
    Non è giusto vedere dei giovani ladri cinesi rubarci anche quel poco che ci è rimasto e poi si deve sentire che è meglio la loro Cina e L’America.Perchè non fanno le valigie? Sennò fategliele fare davvero, ma non con quei quattro militari! Basterebbe la finanza con pattugliamenti giornalieri per tirare fuori tutti i loro schiavi clandestini così non avrebbero più trippa per guadagnare soldi sporchi e inoltre non è giusto che non fatturino niente e non paghino niente. La questura poi come fa a dare il permesso di soggiorno ai dipendenti che sono segnati solo per due o tre ore al giorno?

  2. Sono molto felice che Cenni sia il nostro Sindaco, ma voglio dirgli di prendere in considerazione tante questioni prima di Gonfienti altrimenti lì ci passeranno solo le merci dei cinesini.

    Credo che sia scandaloso che non riusciate a mandare solo la finanza in queste ditte cinesi e anche nei negozi cinesi e di altri stranieri perchè sembra l’anarchia assuluta qui a Prato.
    Aiutate i giovani a riprendersi il lavoro del Pronto Moda facendo il very Italy chiedendo sussidi a Regione e Provincia, utilizzate i magazzini confiscati per dare opportunità di lavoro ai giovani, c’è anche chi vuole lavorare in questa città.
    Bloccategli tutto a questi ladri.Non è possibile che questi delinquenti riescano a sfruttare le persone per una ciotolina di riso,che non paghino le tasse e continuino a aprire e chiudere.
    I bliz devono essere rapidi,massimo due settimane con grande pattugliamento di case,negozi,strade e magazzini in maniera che non abbiano modo di nascondersi.Espulsione prima di tutto per i titolari delle ditte.