Pesca di frodo nel Bisenzio, utilizzate anche semplici canne di bambù

cinesi che pescano sul bisenziocinesi che pescano nel BisenzioE’ una scena ormai diventata abituale ai frequentatori della pista ciclabile lungo il viale Galilei. Gruppetti di cinesi che si accalcano lungo le sponde del fiume, negli angoli più riparati, e pescano con le più disparate attrezzature, spesso addirittura delle semplici canne di bambù trovate direttamente sul posto. Una nostra lettrice ci ha inviato delle foto scattate stamani, all’altezzza della Villa del Palco. Si vede un gruppo di cinesi intento a pescare. Sono nascosti in mezzo alla vegetazione, evidentemente perché sprovvisti della necessaria licenza di pesca. “Si vede che fanno qualcosa di non regolare – dice la  nostra lettrice -. Sono nascosti, accalcati l’uno sull’altro, e si guardano continuamente intorno, come se volessero controllare che non arrivi qualche agente”. Non sarebbe  il primo caso di pesca di frodo scoperta a Prato. Qualche settimana fa alcuni cinesi furono scoperti a pescare nell’Ombrone a Seano, senza licenza. Mentre a inizio estate un altro gruppo di orientali fu sorpreso a pescare pesci nel Bisenzio con delle plafoniere, mentre altri connazionali cercavano di cacciare le anatre colpendole con dei bastoni. “Secondo me – prosegue la lettrice – non è giusto che le autorità non facciano nulla. Prima di tutto i pescatori italiani che praticano il loro sport sul Bisenzio quasi sempre ributtano nel fiume i pesci pescati. I cinesi, invece, se li tengono per mangiarseli. E poi non vedo perché loro possono pescare senza pagare niente mentre noi, se vogliamo la licenza di pesca, dobbiamo spendere un sacco di soldi. E lo dico a ragion veduta, visto che mio suocero è un pescatore…”.

4 pensieri su “Pesca di frodo nel Bisenzio, utilizzate anche semplici canne di bambù

  1. non c’è bisogno che si nascondano, i cinesi pescano allegramente anche vicino via Martini, o alla passarella, o vicino al ponte datini. D’altronde il menefreghismo di chi dovrebbe vigilare, glielo permette

  2. Bravi cinesi. tutti noi pescatori dovremmo fare come loro.questi regolamenti assurdi, che variano da una reggione all altra, da una provincia all,altra, da un comune all altro, da un tratto di fiume all,altro, con regolamenti diversi, tesserini diversi, permessi diversi, divieti diversi. pescare e’ diventato un cumulo di adempimenti burocratici, di tesserini, di pagamenti. ma va a fanculo. non ci vado piu’ a pesca, oppure faccio come i cinesi!!!!!!!.
    roberto pescatore di 70 anni.

  3. Idoli. Il vero pescare è il loro, cosi come si faceva in età antica. e come dice Roberto, nell’ano a tutta la burocrazia che ci sta dietro. – fogli + pesci

  4. ….non credo ai miei occhi!… è assurdo che anziché condannare e cercare di evitare situazioni simili… siano i Pratesi stessi ad incoraggiare certe scene!
    Vorrei ricordare a chi incoraggia, che se i ns. fiumi in Italia, sono ridotti come sono (senza più pesce) è nella stragrande maggioranza dei casi colpa degli extracomunitari, che non portano via come facevano i ns. nonni qualche pesce per mangiarli…. ma tonnellate! con reti, veleni, batterie, pesca di frodo, ecc….. e se il ns amato fiume regge ancora detti stupri, è solo grazie al suo essere torrentizio. Ma quanto potrà sopportare ancora? prima di diventare come Firenze, L’Elsa, ecc…… BRAVI! COMPLIMENTI!