Riciclaggio di denaro: la Finanza sequestra quote per 500mila euro di un’azienda tessile del Macrolotto

guardia finanza prato Sono partiti dal sequestro di 100mila farmaci commercializzati abusivamente e sono arrivati ad un’azienda tessile del Macrolotto. Dietro a tutto c’è un cittadino cinese e un vasto giro di riciclaggio di denaro. Adesso, al termine di una lunga e complessa indagine, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Prato hanno sequestrato quote societarie per oltre 500mila euro dell’azienda.
La società era intestata ad un prestanome, ma faceva di fatto capo ad un soggetto di nazionalità cinese, che lo scorso anno i finanzieri avevano denunciato per esercizio abusivo della professione medica e nei cui confronti avevano sequestrato oltre 100mila farmaci commercializzati abusivamente. Sono state proprio le notevoli dimensioni dell’attività di vendita dei medicinali a destare sospetti sul probabile accumulo e reimpiego di capitali illeciti. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno accertato che l’attività di riciclaggio era caratterizzata da una serie di trasferimenti di denaro contante in violazione delle normative fiscali e valutarie, dalla diversificazione degli investimenti in attività economiche ed in beni mobili e immobili e, soprattutto, dal frequente ricorso alla fittizia interposizione di soggetti prestanome (le cosiddette “teste di legno”), rendendo particolarmente difficoltosa la ricostruzione dei vari passaggi e l’identificazione dell’origine illecita del denaro.
corruzione-soldiL’attenzione degli uomini delle Fiamme Gialle si è concentrata dunque su una grossa azienda tessile del Macrolotto, ufficialmente intestata a soggetti non coinvolti in pregresse attività illecite e, quindi, apparentemente al riparo dallo sguardo degli organi inquirenti. I sospetti sono stati rafforzati sia dalla reiterata presenza all’interno della società del soggetto cinese coinvolto nell’illecita attività, sia dalle anomale movimentazioni finanziarie, caratterizzate sostanzialmente da una contraddizione di fondo: il saldo negativo del “conto cassa” a fronte di una serie di concomitanti pagamenti cash per acquisti di merci. In relazione a quest’ultimo aspetto, è stata effettuata un’attenta ricostruzione delle movimentazioni di denaro, oltre ad approfonditi accertamenti bancari, che hanno permesso di ricondurre, in maniera inequivocabile, la titolarità dei capitali investiti in capo al soggetto coinvolto nelle illecite attività. L’ulteriore conferma si è poi avuta con l’accertato potere decisionale di quest’ultimo all’interno della società, sebbene ufficialmente sprovvisto di qualsiasi carica.
Il quadro indiziario ha portato così alla denuncia di due soggetti di nazionalità cinese per riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita ed intestazione fittizia di beni, nonché alla richiesta da parte della Procura del sequestro delle quote societarie. Il G.i.p. di Prato ha avallato la richieste disponendo il sequestro di quote per un valore effettivo stimato in cinquecentomila euro.

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