E’ rottura completa sul Consiag. Cenni: “Questo CdA non ci rappresenta. Da ora in poi mani libere per tutelare gli interessi di Prato”

cenni-robertoScandisce bene le parole il sindaco Roberto Cenni: “Il nuovo consiglio d’amministrazione del Consiag non ci dà nessuna garanzia come Comune di Prato, quindi non ci sentiamo adeguatamente rappresentati. Questo vuol dire che da ora in avanti la nostra priorità sarà valorizzare e tutelare la posizione di Prato”. Parole pese come macigni e che sanciscono, se ce ne fosse stato bisogno, una spaccatura interna al Consiag come mai c’era stata nella storia dell’azienda. E che, come prima conseguenza, mettono il presidente confermato Paolo Abati in una scomoda posizione, visto che si trova a gestire un’azienda dove il socio di maggioranza relativa è, di fatto, all’opposizione. Non solo, con il suo 38 e passa per cento di Prato, che unito alla quota di Montale va oltre il 40%, viene meno la possibilità di avere una maggioranza qualificata. Questo, va da sé, rimette in gioco molte cose: a partire dalla questione Estra, con la fusione tra Consiag e le  aziende del gas di Siena e Arezzo. Ma con evidenti ripercussioni anche sulla vita cittadina pratese dove il Consiag, in questi anni, ha allargato notevolmente le sue competenze. “A questo punto – ha ribadito Cenni – ci sentiamo con le mani libere”.
Ha davvero il dente avvelenato il sindaco Cenni. Quando ieri mattina si è presentato all’assemblea dei soci era convinto di poter far passare la sua linea. Che era poi quella di far slittare di un paio di settimane la nomina del presidente in modo da buttare giù un piano strategico per il futuro di Consiag, da affidare magari ad un manager gradito a destra e sinistra, affiancato da un CdA in grado di garantire professionalità e capacità manageriali da giocare poi sul mercato, in un discorso di multiutility sulla base di quelle già nate in altre regioni del nord Italia. E invece Cenni si è ritrovato a dover digerire il boccone amaro della riconferma di Abati, votato a maggioranza, forse con qualcuno che non ha rispettato patti e accordi. “Si è voluto ancora una volta – dice Cenni – fare un discorso di politica dove invece c’era da ragionare per il bene dei cittadini., Prato aveva chiesto un progetto forte per il futuro e dei manager in grado di portarlo avanti. Dall’altra parte si è voluto mostrare i muscoli e usare le partecipate come fatto fino ad ora, per spartire le poltrone. Non si può nominare quattro politici per gestire una società come il Consiag. Lo ripeto: questo è un CdA che non ci dà nessuna garanzia, che non ci rappresenta”.
E l’opposizione di Cenni non è diretta contro la persona Paolo Abati. “La nostra proposta prevedeva un ruolo importante per Abati – dice -. L’operazione Estra l’ha fin qui gestita lui ed era giusto che portasse a termine il lavoro. Per questo pensavamo ad un ruolo di direttore generale di Estra. Ma Consiag deve guardare avanti e scegliere un presidente con la giustificazione che deve essere completato un percorso è troppo riduttivo. Questo vuol dire non avere nessuna strategia ma solo fare il gioco dei partiti infischiandosene dei cittadini. E non questo il modo in cui il Comune di Prato intende portare avanti il discorso con le partecipate”.

10 pensieri su “E’ rottura completa sul Consiag. Cenni: “Questo CdA non ci rappresenta. Da ora in poi mani libere per tutelare gli interessi di Prato”

  1. Credo che le mani libere il Sindaco del Comune di Prato le voglia più che per tutelare la città per tutelare gli interessi della sua parte politica. La verità è che ieri mattina alla Assemblea del Consiag, il Sindaco di Prato si è presentato con una specifica richiesta : la Presidenza della Consiag ad un uomo di sua fiducia. Questo significa, puntare alla poltrona, altro che storie, e indipendentemente dal fatto che diversi altri comuni(fra i quali Vernio, quello che io rappresento a che devo tutelare), per una quota maggioritaria assai ben marcata, del 60%, pensino che ciò non sia giusto ma che sia invece giusto guardare al merito delle cose, ai grandi risultati raggiunti dalla Consiag in questi anni e all’esigenza quindi di non fare semplicemenmte un discorso “politico-partitico”, come Cenni vuol fare, quello della messa a frutto della sua vittoria, per una manciata di voti, nella competizione politica pratese. Caro Sindaco Cenni, i numeri valgono sia quando fa comodo, come nel caso di quei 1.500 voti che ti hanno consentito di insediarti nel tuo incarico, così come nel caso del ben più ampio 60% di voti (quote proporzionali di proproietà societaria della Consiag) che tu vorresti, con approccio a mio avviso alquanto presuntuoso e prepepotente, far soggiacere a tuoi desiderata. Io non sono particolarmente amico di Paolo Abati né devo difendere nulla di partitico, ma devo rappresentare la mia popolazione; quest’ultima negli anni di gestione “Abati” ha avuto dalla Consiag importanti interventi, in particolare la metanizzazione della frazione montana di Montepiano, con un investimento di quasi 2 milioni di euro. Solamente un’azienda forte, sana e gestita con un approccio lungimirante e un’ottica politica di riequilibrio socio-territoriale può portare a risultati così importanti ed essenziali per la Comunità che mi onoro di rappresentare.Io credo che la rappresentanza politico-istituzionale della città di Prato debba avere un ruolo importante all’interno della Consiag, e ciò per tante ragioni, ma credo anche che non possa permettersi il suo Sindaco di fare alcun dictat ai suoi colleghi degli altri Comuni, che sono li a rappresentare Comunità diverse dalle sue ma altrettanto importanti.

  2. Il commento del Sindaco di Vernio rispecchia in pieno la sua appartenenza alla vecchia Nomenklatura che governava Prato .
    Solito discorso fatto in “politichese” , che detto in parole povere si riassume in : gioco sporco della sinistra che pensa alle poltrone e non al bene dei cittadini di Prato .
    In definitiva nel nuovo direttivo del Consiag Prato non ha una rappresentanza , l’importante e’ che ci sia il personaggio politico che ha perso le Primarie del suo partito che a sua volta e’ stoto sconfitto alle passate amministrative . Bravi continuate cosi’ ……

  3. Caro Lafranceschina,
    ne “Nomenklatura” né “Politichese” da parte mia, solo la realtà dei fatti. Nel suo caso invece mi pare ci sia tanto pressapochismo, faciloneria e false informazioni, da “chiacchera da bar”. La Giunta comunale di Prato può avere quando vuole la sua rappresentanza nel Cda del Consiag; il problema è che siccomme la Giunta Comunale di Prato è talmente attaccata alle poltrone da esigere la presidenza del Consiag, anche quando non ha i numeri per averla, ha scelto, essa stessa di stare fuori dal CdA per poter alzare un polverone propagandistico come il centro destra è uso fare. E’ questo per lei fare l’interesse dei cittadini? Mah! Io credo che sia stato invece nell’interesse pubblico un gestione sana ed efficiente di una azienda importante che ha fornito servizi di rilevanza capitale per lo sviluppo di Prato e del distretto tessile pratese. Il centro destra invece, a partire dal Governo nazionale fino a giungere a quello locale pratese non fa che indicare proclami per obiettivi e lanciare segnali, per ora concretamente di ben scarso effetto, secondo linee di principio che per primo non riesce a realizzare. Che presidente del Consiag sia ora, come prima, una persona che è stata candidato alle primarie, che non è poi stato prescelto dal centrosinistra, in virtù di meccanismi di selezione democratici, per fare il candidato alle elezioni locali non mi pare per nulla disdicevole; anzi il fatto di esser stato in lizza per essere candidato a Sindaco della città credo che sia per Abati un grande onore così come lo è per l’Azienda che presiedeva e che continuerà a presidere per le indubbie doti menageriali e i positivi risultati conseguiti.

  4. Caro Cecconi, mi preme far presente che negli ultimi anni ha fatto parte del CDA del Consiag un tale Giuseppe Esposito, consigliere comunale, pensionato (con 1500 euro di pensione al mese..) nonchè quasi ANALFABETA.. Che ha pure messo il figlio a lavorare in Comune..
    E questo è solo un esempio triste di come è stato gestito il Consiag negli anni..politica solo politica.. per i cittadini solo fumo negli occhi, altro che il metano a Montepiano..

  5. se quello che dice Leo è vero, spero che le Autorità competenti indaghino per capire come sia potuto succedere

  6. E di che cosa ci sorprendiamo? Si parla di poltrone, politica invece che di business, riduzione di costi e prodotto…

    In un mercato libero l’azienda Consiag sarebbe gia’ fallita per come viene gestita. La vera anomalia sono le municipalizzate che per la loro struttura societaria falsano – e non poco – il mercato.

    I risultati ottenuti dal Consiag in questi anni non sono dovuti alla capacita’ manageriale dei dirigenti in carica – a dir poco pessima, mi scuso con i dirigenti di aziende private per il paragone – ma alla posizione dominante della quale l’azienda ha goduto e continua a godere nel settore e nell’area.
    Per non parlare degli appalti, loro assegnazione, gestione, prezzo finale, etc..

  7. Un uccellino mi ha detto: dapprima v’era un accordo di massima per fare un Amministratore Delegato scelto dal Comune di Prato e riconfermare il Presidente.
    Poi è venuta la proposta di avere un nuovo Presidente nominato da Prato. Allora tutto si è bloccato.
    E’ vero?

  8. Non posso! Sono un cacciatore.Il mio uccellino non è altro che la cronaca locale de Il Tirreno di ieri 1.11.09.
    Sarà un uccellno di parte! Se è così, facciamo i conti quando passa dal mio appostamento sul luogo di caccia! Saluti, Sig. Mauro C.

  9. Per Paolo e per Mirko
    Chi scrive cerca di guardare tutti gli avvenimenti con obiettività e penso che non sia giusto liquidare con politichese e nomeklatura sarebbe superficiale. D’Altra parte mi aspetto un pò di onestà vera da parte di chi ha vissuto e vive aziende partecipate. Il mio pensiero è che queste aziende nel passato e qualcosa anche nel presente siano state dei serbatoi dove posizionare amici/trombati politici/o persone da sistemare. Tutti della stessa classe politica. Faccio un esempio, mi sembra che Squitteri segretaria del PD fosse nel Consiag..per me è chiaro che questo incarico viene dato perchè facente parte del PD e non per la sua competenza del settore in quanto non mi risulta che la persona in questione abbia fatto degli studi in economia o materie che giustifichino la sua presenza in un cda. Concordo che non è giusto mettere un uomo di rappresentanza politica, quindi non è detto che se vince la destra consiag debba essere controllata ada persone di destra altrimenti seguiremo il vecchio schema. Ecco che ci vorrebbe onestà politica e non solo, meritocrazia ed abbassare tutte quelle che sono i compensi degli amministratori specialmente in questo momento di crisi..