Centro storico: nasce il consorzio “Prato c’è” con la benedizione del sindaco, ma non mancano le polemiche

negozi centro seraChe il consorzio “Centro storico Prato c’è”, ultima iniziativa uscita fuori dal cappello dei commercianti, abbia un legame con l’attuale maggioranza comunale lo lascia presagire il luogo scelto per tenere la serata di presentazione, ieri sera: l’ex cinema Cristall già sede del comitato elettorale di Roberto Cenni.  E lo si intuisce ancora più chiaramente scorrendo i nomi dei componenti del consiglio d’amministrazione, che vede per esempio vice-presidente Giorgio Cripezzi , conosciuto in città e sulla scheda elettorale come “Giorgione”, sodale di Massimo Taiti e membro esterno della circoscrizione centro. Oltre alla platea dei presenti, citati dal sindaco Cenni perché “tanti di voi  erano qua a darmi una mano in campagna elettorale”.
Pochi minuti e l’attenzione finisce per essere capitalizzata più dal primo cittadino, piuttosto che dagli artefici del consorzio. Cenni dopo un  esordio disponibile verso il pubblico amico, nel quale ricorda come “dal 1996 in centro emergono segnali di degenerazione” con le relative istanze che “hanno sempre trovato dei muri messi dall’amministrazione nel rapporto coi cittadini” ricorda “tutti devono prendere realtà dei problemi, perché non si può pensare di risolverli soltanto con delle ordinanze o dei consorzi”. Trovandosi, fra l’altro con la formula del consorzio più forte a parere di Cenni delle associazioni e dei precedenti comitati. Poi il cambio improvviso di scenario: una signora del pubblico, di fronte ai troppi “bandoni chiusi” che disincentivano anche psicologicamente ad aprire nuovi negozi, chiede sul filo della battuta “perché non riapre un punto Sasch?”, provocando una reazione molto stizzita del sindaco-imprenditore. “Stasera vado fino in fondo sulla questione” ripete più volte nel corso della sua sortita chiarificatrice. Interpella anzitutto i presenti con un’altra domanda: “La visione del sindaco deve essere strettamente legata all’attività di imprenditore?”, spiegando che per il tipo di marchio “Sasch fa una politica diversa dal centro città e comunque il punto in franchising in via Ricasoli ha scelto autonomamente di chiudere”. Una caratteristica strutturale quindi visto che, per lo stesso Cenni, “anche se il centro tornerà attrattivo per certi brand, non tornerà ad esserlo per Sasch”. Per questo lancia un invito, che suona quasi come un monito “dovete lasciare separato l’agire della Sasch rispetto all’agire del sindaco”.
Sullo sviluppo della discussione sono parole che fanno quasi passare in secondo ordine l’oggetto della serata, con la descrizione del consorzio. Aperto ad imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti del centro antico (la Zona A) è strutturato sul modello di “un’impresa mutalistica” e finalizzato al “rafforzamento dell’immagine degli operatori economici con un coordinamento fra le varie attività”.   Con alcune idee già sul tavolo: il progetto “centro naturale commerciale” da contrapporre al modello dei “consumistici” centri commerciali, la creazione di una “zona franca urbana” (rilanciata in questi giorni dall’europarlamentare Morganti) e di una Consulta fra operatori economici e giuridici per studiare forme di rivitalizzazione del cuore della città. Ma sulla serata pesa oramai il clima di politica ed allora, interviene Luciano Gori, a capo di “Prato c’è”,  per stemperare i toni “il nostro compito è di sopravvivere, questa è l’ultima chance” tendendo la mano al sindaco visto che “l’amministrazione è nelle peste come noi”. Concetto ribadito con forza dal suo vice Giorgione “basta sputare su questa città, basta parlarne male” giunta Cenni compresa “l’amministrazione, infatti, sta lavorando molto”.

Carlandrea Adam Poli

3 pensieri su “Centro storico: nasce il consorzio “Prato c’è” con la benedizione del sindaco, ma non mancano le polemiche

  1. curiosa posizione quella del “basta parlarne male” (del centro storico e di Prato in genere). Dopo anni di propaganda di segno opposto, ora che (finalmente?) la giunta è di centro-destra si può dissentire dalla vulgata “Prato fa schifo”. Viva la coerenza o viva la buona fede?

  2. Se Cenni continua a fare il “civico” gli tolgono anche le chiavi di palazzo comunale.. purtroppo, verrebbe da aggiungere perchè il Sindaco è politicamente migliore di chi lo sostiene. Poi, via, perdere la pazienza per una polemicuccia sulla Sasch (che ha aperto nel Centro commerciale che il Sindaco non avrebbe mai fatto…), non è un buon segnale. Sarà la contestazione a impensierirlo? Oppure c’è dell’altro? E cosa?