I giovani universitari bocciano Prato: è una città adatta solo alle famiglie e agli anziani

festa-giovaniTra Prato e i giovani non scocca la scintilla. Almeno questo quanto si ricava dalla ricerca effettuata da Irene Tinagli nell’ambito del progetto “Prato in progress” della Camera di commercio e presentata ieri al Pin. Il sondaggio, che ha interessato 300 studenti del polo universitario pratese, parte residenti a Prato, parte di fuori città, ha dato un responso univoco e sconsolante: Prato è una città adatta a famiglie e anziani ma non ai giovani. Lo scopo del sondaggio era capire le abitudini dei ragazzi nei confronti della città, evidenziare le maggiori criticità e il rapporto e l’integrazione che c’è tra i giovani e il tessuto culturale, sociale e produttivo cittadino. Ebbene più della metà dei 300 ragazzi intervistati, età media 22 anni e mezzo, hanno dichiarato di non restare in città la sera ma di scegliere altre destinazioni, mentre i quattro quinti di loro non vorrebbe continuare a stare a Prato dopo la laurea. Tra i punti maggiormente negativi nella percezione dei giovani ci sono la difficoltà nel trovare lavoro, la sicurezza e il decoro urbano.
Ma il sondaggio non ha evidenziato solo lati negativi. Ai ragazzi è stato anche chiesto su cosa loro vorrebebro fossero fatti gli interventi. Ecco così che sono arrivate anche proposte: per il 69% servono più informazioni sulle opportunità professionali, il 63% chiede uno spazio gestito da studenti in cui ritrovarsi, il 61% invece più occasioni di incontro come mercatini e fiere. Gli ambiti più urgenti su cui lavorare sono la sicurezza, l’integrazione culturale e la pulizia.

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