La proposta dell’Italia dei Valori: “Una cittadella universitaria dove ora sorge l’ospedale”

Veduta dall'alto dell'area dell'ospedale di Prato (foto Riccardo Braccini)

Veduta dall'alto dell'area dell'ospedale di Prato (foto Riccardo Braccini)

Un vero e proprio campus universitario nel cuore della città. E’ questa l’idea che l’Italia dei Valori lancia nel dibattito sul recupero e riutilizzo dell’area attualmente occupata dal Misericordia e Dolce. “No alla speculazione edilizia – spiegano dall’IdV – no alla cementificazione indiscriminata dell’area del vecchio ospedale, una volta che verrà abbandonato per il nuovo. L’Italia dei Valori ha un sogno: veder sorgere in quell’area una cittadella universitaria. La nostra proposta per la riorganizzazione di quella struttura è quella di trasformarla in cittadella universitaria circondata da un ampio giardino sulla falsariga dei college universitari inglesi. Realizzare un simile progetto da una parte riqualificherebbe l’intera area, dall’altra porterebbe notevoli ricadute sotto il profilo di benefici culturali ed economici per l’intera città grazie all’arrivo  di centinaia e centinaia di studenti da altre parti d’Italia”.
“Per fare questo – prosegue la nota – è ovviamente necessario intraprendere un cammino condiviso con Firenze e con l’Università degli Studi affinché si pongano le basi per portare a Prato  un corso universitario.  Pensiamo ad esempio alla Facoltà di Economia e Commercio che ha una diretta relazione, per le materie insegnate con la realtà economico industriale di Prato. La cittadella universitaria oltre a dover avere aule, uffici, biblioteche e mensa e quanto altro serva ai fini della facoltà, dovrebbe garantire un certo numero di appartamenti da destinare, con affitti calmierati, agli studenti fuori sede che ne facciano richiesta”.
E l’Italia dei Valori vede già quelle che potrebebro essere le ricadute anche sul fronte dell’economia locale. “Portare a due passi dal centro storico un migliaio di studenti universitari – si spiega – significherebbe creare un notevole indotto con ritorni economici per tutte le tipologie di negozi che vi si trovano lì presenti oltre a richiederne le aperture di nuove, prettamente legate alle esigenze degli ospiti della cittadella. Sarebbe un progetto che rilancerebbe l’economia pratese e porterebbe a dare un impulso notevole alla città. Pensiamo inoltre ai possibili scambi di studenti con università straniere e all’arrivo a Prato anche di un nuovo flusso turistico. L’organizzazione di convegni, seminari e altre attività similari di altissimo livello rappresenterebbe l’ulteriore passo per lanciare Prato a livello mondiale”.

5 pensieri su “La proposta dell’Italia dei Valori: “Una cittadella universitaria dove ora sorge l’ospedale”

  1. Nessun professore di un certo rilievo ha mai accettato incarico di insegnare al polo di Prato…
    Invetsire in una cittadella universitaria…Bah!

    E a dirlo è una che ha fatto l’univeristà a Prato! Mille volte pentita della mia scelta!

    Pensiamoci bene.

  2. il Polo di Prato fa parte dell’università di Firenze, ci vuole determinazione e perseveranza: un parco unito alla funzione universitaria sarebbe la migliore destinazione possibile per l’area dell’attuale ospedale. Prato ha bisogno dell’Università, come il pane, anche per dimenticarsi definitivamente del paesone che fu e continuare a pensarsi come Città. L’abbandono del progetto Ex Banci non fa ben’ sperare in tal senso. Vedremo.

  3. In effetti l’area si presta e bene. I benefici per la città ed il centro storico sarebbero evidenti e la nostra città potrebbe diventare effettivamente un ottimo laboratorio d’idee con un indotto che ne trarrebbe sicuramente vantaggi…
    Io vedrei molto meglio una sinergia più verso l’estero com’è stato fatto per la Monash.

  4. Abbattere gli edifici degli anni ’70 (quelli che sono più alti delle mura e che sono una ferita nel tessuto urbanistico del centro storico), ristrutturare invece gli edifici storici con funzioni di adeguato livello, es.università, centri culturali o di ricerca o similari. Tutto ciò è gia previsto nei piani regolatori vigenti di Comune e Provincia. Solo che non lo si vuole far sapere. Chiedersi perchè sarebbe cosa buona.

  5. Sfruttare queste aree per realizzare un’università a Prato è scelta sbagliata. Non servono centri di studi ma istituti di ricerca, che possano almeno creare il lavoro. Ci sono tanti già tanti laureati in varie materie scientifiche ed altro, che sono in alla ricerca di un’occapazione.
    Non credo che in questo momento ai pratesi serve ancora la formazione, l’Univesità e posti di lavoro per i professori. C’è un problema attuale che i giovani pratesi vogliono fuggire da Prato, per trovare alternative di lavoro e divertimento altrove. A cosa e a chi servirà questa univesità?