La rivolta dei sindaci della provincia: “Questo governo ha condannato a morte i nostri Comuni”

sindaci-2La restituzione delle somme indebitamente trattenute su “costi della politica”, il reintegro totale dell’Ici e la rimozione dei limiti imposti dal Patto di Stabilità per le opere pubbliche. Sono queste in sintesi le richieste dei sei sindaci della Provincia di Prato che stamani in Piazzetta Buonamici a Prato hanno firmato un documento unitario (escluso il sindaco di Prato Cenni che comunque ha fatto sapere di condividere le richieste nella sostanza anche se non nel metodo), che poi è stato consegnato in Prefettura. Ilaria Bugetti, Doriano Cirri, Mauro Lorenzini, Marco Martini, Annalisa Marchi (rappresentata dal vicesindaco Primo Bosi) e Paolo Cecconi, a cui si è aggiunto il presidente della Comunità Montana Val di Bisenzio Marco Ciani, hanno voluto in questo modo manifestare la loro contrarietà a questi provvedimenti del Governo che rischiano di “condannare a morte” le capacità operative dei comuni attraverso i tagli impropri ai loro bilanci. Secondo i dati diffusi dai primi cittadini con il Decreto emesso dal Ministero dell’Economia lo scorso 30 ottobre sui tagli dei costi della politica “saranno sottratti ai bilanci dei sette comuni della Provincia di Prato complessivamente circa 798.390,45 euro per l’anno 2008 e circa 1.254.367,72 euro per il 2009”. Soldi che erano stati tolti dai bilanci del 2008 e 2009 con la promessa del loro ritorno, cosa invece avverrà in modo “arbitrario con la restituzione di solo il 36% circa  della somma decurtata – hanno spiegato – e per il solo 2008, e poi dovremo tenerci un taglio indebito ai trasferimenti ordinari  ogni anno, per sempre”.
Sotto accusa anche i trasferimenti compensativi del Governo che riguardano  l’abolizione dell’Ici sulla prima casa. “Si calcola – si legge nel documento –   che siano sottratti e speriamo solo temporaneamente, ai bilanci dei comuni della Provincia di Prato, esclusa quest’ultima città, risorse compensative per il venir meno dell’Ici sull’abitazione principale per  circa 759.566,42 euro per l’anno 2008 e circa  1.149.225,43 euro per l’anno 2009”. Infine, ma non meno importante,  il rispetto del Patto di Stabilità che sta mettendo in grave difficoltà le aziende che lavorano per i Comuni e le Provincie comportando il blocco completo dei loro investimenti e la realizzazione delle opere pubbliche già programmate e quindi la messa a rischio di molti posti di lavoro.  “Si calcola – hanno precisato su questo punto i sindaci –  che siano bloccati alla data attuale nelle casse dei comuni della Provincia di Prato, escludendo quest’ultima città,  circa 4.089.346,46 euro che non sono state pagati alle aziende che hanno lavorato per  i Comuni”. “Oggi è la Festa della Toscana ma un brutto giorno per noi – ha detto Paolo Cecconi sindaco di Vernio – perché con questi provvedimenti i comuni rischiano la condanna  a morte perché il Governo con una vera e propria opera di taglieggiamento ci toglie risorse sui bilanci anche passati. Se le nostre richieste non saranno accolte siamo pronti ad estendere il più possibile questa protesta”. “I famosi tagli dei costi della politica – ha aggiunto Mauro Lorenzini sindaco di Montemurlo – sono pura demagogia come i vincoli del Patto di Stabilità che non ci permetteno di spendere soldi che abbiamo già in cassa per fare le opere pubbliche che ci richiedono i cittadini”. “Il Comune di Carmignano – ha sottolineato il sindaco Doriano Cirri – avrà a bilancio 300 mila euro in meno anche se aumentiamo la popolazione. Questo fatto è un dramma perché mette a rischio tanti servizi sociali in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando”. “Questi provvedimenti minano l’autonomie locali” ha invece rimarcato il primo cittadino di Poggio a Caiano Marco Martini mentre  il sindaco di Cantagallo Ilaria Bugetti  ha denunciato il fatto che in queste condizioni non si può chiudere il bilancio perché “non sappiamo più cosa tagliare, avremo il 50% in meno di risorse per le spese sociali e non abbiamo nemmeno i soldi per sistemare le frane che ci hanno colpito all’inizio dell’anno”. “In questo modo si azzera la montagna e i bisogni dei suoi cittadini – ha infine commentato il Presidente della Comunità Montana Marco Ciani –e non penso che si risolvono i problemi del paese tagliando un ente come il nostro con un blitz costituzionale come quello che abbiamo visto con il ddl Calderoli”.

9 pensieri su “La rivolta dei sindaci della provincia: “Questo governo ha condannato a morte i nostri Comuni”

  1. Mamma mia..sempre a piangere perche in tasca pigliano qualche euro di meno..se fosse per me prenderebbero 1000 euro lordi e zitti a fare i loro doveri visto che hanno “lottato” per averli..dal + piccolo al + grande..

  2. e quanto pensi che prendano i sindaci di vernio o cantagallo?
    anche meno di quello che tu gli daresti!
    questo per informazione, perché è evidente che trattasi di un commento buttato lì per dire qualcosa, senza costrutto né utilità
    che paese di poveracci siamo diventati………

  3. Rimango sorpreso ed allibito dal commento del sig. Lorenzo. Ma questo signore ha capito la sostanza della protesta dei sindaci o interviene così, tanto pe’ parlà, tanto pe dì qualcosa?
    I sindaci non sono andati a piangere perchè, come afferma Lorenzo “in tasca pigliano qualche euro in meno”, ma perchè i continui tagli nei magri bilanci dei Comuni, già vessati negli anni precedenti da altrettanti tagli, si trasformeranno inevitbilmente in minori interventi per opere pubbliche necessarie, in minori servizi sociali ed assistenza anche a chi ne ha bisogno, nella impossibilità di poter intervenire con celerità per riparare strade, frane o quant’altro rientra nelle molteplici competenze dei comuni.
    Bene hanno fatto i Sindaci ad alzare forte il tono della protesta, a far sentire la proporia voce ed i propri disagi che saranno poi i disagi di tutti i cittadini.

  4. Pingback: Protesta dei sindaci, Mazzoni (Pdl) difende il governo: “Dopo tanto clientelismo era doveroso mettere ordine nei conti” | NOTIZIE DI PRATO

  5. ..patto di stabilità..patto di stabilità….non sanno dire altro!!!!!

    “….per il progetto triennale di studio affidato a zoologi esperti uno studio sui pipistrelli finanziato dalla Provincia di Prato. …”

    un piccolo esempio di come si può risparmiare invece di piangere sempre…..

  6. Temo che le affermazioni di Fede e Arturo siano buttate li.
    Gli stipendi dei sindaci sono molto più alti, riporto qui una tabella non aggiornata (quindi gli stipendi sono un po’ più alti):
    http://www.merateonline.it/dossier/archivio2000/dossier_compensisindaci.htm

    Sergio, hai fatto bene a riportare uno dei tanti esempi di sperpero di soldi pubblici, purtroppo il tuo è uno dei tantissimi esempi che potremmo fare.

    So per certo che si può tagliare finanziamenti su tutto, anche la sanità! Questo non significa che non si debba curare i cittadini ma magari potrebbe essere utile per evitare che i medici prendano dall’ospedale medicinali e attrezzature per utilizzarle nei loro studi privati o per far si che anche gli infermieri e le loro famiglie quando hanno bisogno di medicine le acquistino in farmacia invece di fare gli sciacalli all’ospedale.

    Perchè adesso è questo che succede con i nostri soldi!

  7. Ma vedi con che gente c’è da parlare al giorno d’oggi!?
    I signori Lorenzo e Matteo sono molto informati, ma dovrebbero avere la cortesia di fare nomi, cognomi, luoghi e specificare il misfatto.
    Perché “caro” matteo, Lei blatera di furti negli ospedali e altre amenità: ora, o Lei è a conoscenza di fatti precisi e allora vada in questura a sporgere denuncia; oppure dà fiato alla bocca tanto per buttare fango a destra e a manca, nuovo sport nazionale della simil destra di governo (non solo locale)!!!
    I Cenni ed i Fini farebbero bene a guardarsi in torno e vedere chi li vota! Meglio ritirarsi a Camaldoli che rappresentare certa gente!!!

  8. X fede: I luoghi sono l’ospedale di Prato e di Careggi.
    I nomi li ho già fatti a chi di dovere anche se è la quasi totalità dei dipendenti che lo fa (ma non posso dimostrarlo) e non fate finta di non saperlo.
    Comunque basterebbe pretendere controlli invece di alterarsi quando qualcuno racconta quello che succede.
    Basta vedere cosa è successo quando all’ospedale di Prato hanno messo SOLO 2 TELECAMERE davanti ai lettori di badge (102 indagati, 5 arresti, 22 dipendenti raggiunti da un avviso di garanzia).
    Una dipendente mi ha detto di temere che adesso faranno più attenzione ai fenomeni di sciacallaggio, personalmente me lo auguro.

    Mi domando come mai si altera così tanto, fa forse parte delle persone che non ha bisogno di andare in farmacia per reperire le medicine?

  9. Allora, cercherò di riacquistare la calma se possibile…
    Intanto, no non lavoro nella sanità, quindi assolutamente non mi sento parte in causa.
    Se Matteo ha denunciato chi sapeva commettere atti del genere, bene, bravo!
    Il nervosismo deriva non dal discorso sanità o altro, ma da un atteggiamento generale: accusare, accusare, accusare!
    Ora, posto che questo paese ha dei problemini (per così dire), per la maggior parte derivanti (non ce lo nascondiamo) dal fatto che gli italiani amano terribilmente fare i furbi se e quando gli riesce, detto questo è pur vero che non siamo tutti così! anzi la cosa ci rende irrequieti!
    A mio modesto parere questo clima di accusa continua è solo nocivo: il commento di matteo poteva esserne un esempio o forse no; ma ciò non toglie che leggendo qua e là anche su questo sito, l’andazzo è quello di picchiare duro su tutto e tutti senza distinzioni!
    Ovviamente tutto è ridotto a questioni di appartenenze: io di qua, tu di là, quindi non la pensi come me e sei un pirla!
    @ Matteo, come vedi la tua seconda risposta è più mirata ed esplicativa di fatti e pensieri, mentre la prima appariva generica e qualunquista! Almeno la mia replica è servita a chiarire quel tuo pensiero, che lo condivida o meno non importa!
    Augh