Tutela del Made in, passi avanti per il provvedimento all’Europarlamento

madeinitalyProcede con una sensibile accelerazione la marcia verso l’introduzione dell’obbligo di etichettatura di origine per alcune tipologie di prodotti importati nella UE. Significativa ed importante la risoluzione adottata il 26 novembre dall’Europarlamento, che con un voto bipartisan ed una larghissima maggioranza (529 sì, 27 no e 37 astenuti) ha sollecitato la Commissione europea a portare avanti la proposta con una motivazione di esemplare chiarezza: “ogni ulteriore differimento recherebbe serio danno ai diritti dei cittadini, all’ occupazione e al principio del commercio libero ed equo”. Particolarmente attivi gli eurodeputati  Cristiana Muscardini e Gianluca Susta, recentemente incontrati dall’Unione industriale pratese
I settori interessati riguarderebbero tessile, abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili, cuoio, apparecchi per illuminazione, oggetti di vetro, ceramiche e borsette. E’ rilevante che a dimostrarsi aperta sulla questione made in sia proprio l’istituzione europea direttamente eletta dai cittadini; permangono invece molti dubbi sulla volontà di Commissione e Consiglio, organi su cui si esercita fortemente, in maniera diretta o indiretta, la pressione dei governi nazionali. Fra molti – e potenti – di questi ultimi risulta ancora presente un atteggiamento di preclusione: l’obiettivo pertanto rimane tutt’altro che a portata di mano. A maggior ragione quindi mantiene il suo senso l’azione condotta a livello nazionale attraverso la proposta di legge Reguzzoni-Versace-Calearo, che a sua volta sta andando avanti in seno alla Camera. Il provvedimento investirebbe tessile, calzaturiero e pelletteria ed ha come obiettivo la disciplina della dizione “made in Italy” e la tracciabilità.

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