Il bilancio di un anno della polizia: meno reati commessi ma tra la popolazione cresce la paura e l’insicurezza

domenico-savi-questoreLa percezione della criminalità resta alta tra la popolazione pratese ma quasi tutti i reati sono in diminuzione rispetto al 2008. E’ questo quanto emerge dal rapporto illustrato dal questore Domenico Savi. Diminuiscono quindi i reati nella provincia di Prato. Un trend lento ma costante che ormai continua da cinque anni. Il rapporto si ferma al 16 dicembre e mette in luce una situazione sotto controllo ma con una sacca che ancora resiste: la criminalità diffusa. Resiste e viene fortemente percepita dai cittadini come una minaccia, complici il disagio sociale, la disoccupazione, la povertà, la droga e l’immigrazione clandestina. La criminalità da strada diventa più aggressiva facendo così aumentare la percezione di pericolo, anche se in realtà il numero totale dei crimini è in calo.
Andando a vedere nel dettaglio le statistiche diffuse dalla Questura risultano stabili i fatti di sangue: 3, come nel 2008, gli omicidi (tutti risolti), 5 i tentati omicidi, altrettanti gli omicidi colposi. In calo i reati di minacce e di violenza sessuale, così come i furti in generale con dati in controtendenza per i furti in appartamento e quelli di auto e ciclomotori. In aumento le estorsioni, i reati di usura e il riciclaggio e impiego di denaro sporco. Meno rapine e meno scippi con un calo di circa il 40 per cento rispetto allo scorso anno. Sul fronte delle attività commerciali, sono state 15 le licenze sospese ad internet point, 10 i provvedimenti di chiusura di pubblici esercizi. 240 le imprese controllate, 102 gli immobili e 201 i macchinari sequestrati. Tra le irregolarità piu’ frequenti, l’utilizzo di manodopera clandestina e le carenze di misure di sicurezza sui luoghi di lavoro e delle condizioni igienico-sanitarie. Intensa l’attività dell’ufficio immigrazione: 20 gli accompagnamenti alla frontiera, 738 gli ordini del questore, 33 le espulsioni immediate.

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