La Provincia rilancia per il parco archeologico a Gonfienti, esperti a confronto a palazzo Buonamici

casa-gonfienti“Nei libri di storia Prato si affaccia improvvisamente, come venuta dal nulla, più o meno all’epoca del Datini, già borgo operoso impegnato nel commercio di tessuti. Ma quello che è stato scoperto a Gonfienti ha completamente rivoluzionato la storia della nostra città. E se sapremo scommetterci e investire sul suo immenso valore sarà in grado di attrarre migliaia di turisti”. Così l’assessore alla Cultura della Provincia Edoardo Nesi ha aperto questa mattina nel salone consiliare di palazzo Buonamici l’incontro dedicato a Gonfienti, la nostra città etrusca, parte integrante degli eventi della Festa della Toscana. E prima di lui il presidente del Consiglio provinciale Giuseppe Maroso aveva sottolineato come la Provincia abbia voluto onorare la ricorrenza non con “celebrazioni, ma approfondendo idee e progetti per il futuro, qual’è sicuramente il parco archeologico provinciale e la valorizzazione di Gonfienti”.
“L’incontro è’ solo il primo di una serie che intendiamo costruire per aprire un confronto scientifico sul valore della città etrusca – ha proseguito Nesi – Da parte della Provincia c’è l’impegno preciso a scommettere su questo tesoro di Prato”. E anche il presidente della Provincia Lamberto Gestri ha sottolineato come la Provincia sia “convinta che gli scavi di Gonfienti rappresentino per Prato una straordinaria opportunità”.
La Provincia ha chiesto alla Regione un finanziamento di 500 mila euro che consentirà di riportare alla luce il sistema viario di un insediamento che copriva 20 ettari e che rappresenta per la storia del popolo etrusco l’anello da sempre mancante fra la città di Marzabotto e quelle della bassa Toscana secondo il progetto di Gabriella Poggesi, responsabile di zona della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, che ha partecipato all’incontro di questa mattina insieme a Paola Perazzi, anche lei della Soprintendenza archelogica.
Poggesi e Perazzi hanno tracciato la storia dell’area, attraverso reperti che si spingono fino all’età del bronzo, sottolineando come per il momento si abbia chiara la percezione della grande città, ma ne siano state indagate solo piccolissime porzioni. “Gonfienti è una città esistente già a metà del terzo secolo – ha spiegato Poggesi – Come Marzabotto è un interporto degli Etruschi. Entrambe si trovavano sulla via di commerci importantissimi e il loro assetto urbanistico viene deciso e pianificato a tavolino”.
E’ previsto il completamento delle indagini archeologiche nell’area del lotto 14 che interessa una straordinaria emergenza, il grande (1400 metri quadrati) e prestigioso edificio residenziale che ha tutte le caratteristiche per diventare la prima porzione di parco archeologico di Gonfienti. Qui sono stati rinvenuti materiali tipici del contesto domestico ma anche le preziose testimonianze di ceramica attica, con figure rosse e a vernice nera, che hanno nella singolare coppa attribuita a Douris o alla sua scuola l’esemplare più prestigioso. Testimonianze certo dell’elevato livello economico e sociale della comunità di Gonfienti e del suo inserimento all’interno di una estesa rete di contatti commerciali e culturali. Del resto Gonfienti, centro urbano esteso su circa venti ettari, costituisce il punto di partenza, nell’Etruria propria, dell’attraversamento transappenninico, in direzione di Marzabotto, Bologna e dei mercati dell’Adriatico e del nord. Il progetto prevede lo scavo della zona che congiunge il lotto 14 con i lotti 15FA e 15B.

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