Lavoro, il secondo semestre 2009 è stato nerissimo. Freno alle assunzioni anche nelle aziende cinesi

Il vicepresidente della provincia Ambra Giorgi

Il vicepresidente della provincia Ambra Giorgi

“I dati sono preoccupanti e il secondo semestre del 2009 è stato un periodo nero”. La vicepresidente della Provincia. Ambra Giorgi, questa mattina non ha usato mezzi termini per commentare i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro, elaborati dai ricercatori di Asel e dall’ufficio lavoro dell’ente. “La Provincia ha messo a punto un sistema di misure tampone – ha messo in evidenza Giorgi – sono stati impegnati circa 10 milioni di euro nelle misure per favorire l’occupazione e i servizi di formazione”.
Nel 2009 le aziende che hanno ottenuto la cassa integrazione straordinaria sono 53 con 1.712 lavoratori in cigs su 2.048 dipendenti complessivi. Di queste 49 sono del settore tessile, con 1.595 lavoratori in cigs su un totale di 1.702, quindi si tratta della stragrande maggioranza. La cassa integrazione in deroga (destinata a settori e aziende per cui non è prevista la misura) trova Prato al primo posto in Toscana per domande effettuate. I dati aggiornati al 19 gennaio 2010 dicono che sono pratesi 3.064 domande su 8.834 totali.
Ma torniamo ai dati sull’occupazione a chiusura dei conti il saldo 2009, rispetto al 2008, rimane lievemente positivo ma solo per 273 avviamenti in più rispetto alle cessazioni (a fine giugno il saldo era di 1.256 unità). Il rapporto, che comprende anche il punto su mobilità e cassa integrazione, è stato presentato questa mattina a palazzo Vestri dalla vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi alle forze economiche e sindacali e alle associazioni di categoria. Hanno partecipato Giancarlo Carboncini, del servizio Lavoro della Provincia ei ricercatori Nicola Orlando e Saverio Langianni di Asel.
“C’è stato un indebolimento progressivo ed evidente dei sette settori tradizionali del distretto”, ha messo in evidenza Giorgi. Tessile, abbigliamento, maglieria, costruzioni, servizi alle imprese, servizi alla persona e meccanica tessile hanno coperto nel secondo semestre 2009 circa 6 mila delle 17 mila assunzioni effettuate dalle aziende. La crisi colpisce anche il settore abbigliamento. Nel secondo semestre anche le confezioni gestite da cittadini cinesi hanno un saldo negativo di 218 unità, con una netta inversione di tendenza rispetto al passato.
Uno sguardo ai comparti conferma la difficoltà del tessile con un saldo negativo per più di 600 contratti. Commercio, pubblico impiego, scuola, agroalimentare totalizzano, invece, un saldo positivo tra avviamenti e cessazioni di 1.634 contratti.
Nel secondo semestre del 2009 crollano i contratti a tempo indeterminato e una volta tanto non è il tessile l’imputato principale. Infatti se il tessile dimezza le assunzioni a tempo indeterminato (-48%) in proporzione fanno peggio i servizi alla persona (-54%) e i servizi alle imprese (-71%). La notizia è che anche l’abbigliamento (al 96% composto da lavoratori nati in Cina) smette di assumere a tempo indeterminato. La crescita del tempo determinato nel comparto abbigliamento è del 1.700% (non è un errore, sono veramente 4 cifre).
Nel 2009 gli avviati sono per il 31,9% extracomunitari (37% uomini e 27% donne) di cui il 22,1% cinesi, con una lieve diminuzione rispetto ai numeri del primo semestre 2009. Altro elemento riconfermato è la difficoltà a trovare lavoro via via che cresce l’età. Se con meno di 25 anni gli avviamenti scendono solo del 2% rispetto al 2008, fra i 25 e i 29 anni si arriva a -11%, fra i 29 e i 39 a -15%, fra i 39 e i 49 a -18%, fino al -20% oltre i 49 anni.

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