Sequestrati in uno show room del Macrolotto 30mila capi fabbricati in Cina e spacciati per Made in Italy

pic-0097 posto di blocco guardia di finanzaSono oltre 30mila i capi d’abbigliamento finiti e pronti per la vendita sequestrati dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Prato in un’importante operazione volta alla tutela del made in Italy. I capi sono stati trovati nel corso di un controllo presso uno show room che si trova nel cuore dell’area industriale del Macrolotto, sede di una società italiana. I finanzieri hanno esaminato attentamente i capi di abbigliamento esposti per la vendita, che riportavano marchi italiani regolarmente registrati, senza alcuna indicazione del Paese o del luogo di fabbricazione o di produzione o altra indicazione sufficiente ad evitare qualsiasi errore sulla loro effettiva origine.
Gli accertamenti e l’attività investigativa hanno permesso di risalire sia al produttore cinese ed al canale asiatico di approvvigionamento dei capi d’abbigliamento commercializzati sia al deposito, che si trova sempre a Prato e non è mai stato dichiarato al fisco, all’interno del quale erano stoccati i capi sequestrati. Relativamente al primo aspetto, i finanzieri ipotizzano che la merce arrivasse in Italia via terra dalla Cina, attraverso ditte specializzate negli sdoganamenti e nel trasporto su strada. Sono in corso ulteriori indagini per individuare eventuali fiancheggiatori che hanno reso possibile l’arrivo dei capi made in China. Per quanto riguarda il secondo fronte, di natura strettamente fiscale, sono scattati gli approfondimenti tributari. E’ stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria, per reati contro l’industria ed il commercio, l’amministratore della società, cittadino comunitario di origine cinese.

Un pensiero su “Sequestrati in uno show room del Macrolotto 30mila capi fabbricati in Cina e spacciati per Made in Italy

  1. ne avete trovati uno solo;bravi……..molti altri ve ne sono che eludono le piu’ elementari norme riguardo l’importazione dalla cina
    sicuramente dal porto di Napoli partono molto avvantaggiati per finire qui a Prato