“Crocevia” raddoppia: da lunedì in distribuzione due numeri del trimestrale di cultura cattolica

macchina-da-scrivereTorna in libreria “Crocevia” la rivista culturale edita da la Libreria Cattolica. Da lunedì prossimo saranno disponibili presso la stessa libreria Cattolica e la libreria Mondadori due numeri del trimestrale noto per la profondità delle sue riflessioni di ordine ecclesiastico, politico e sociale. Il primo, intitolato PratOspettive riflette sulle capacità del ceto dirigente locale di costruire strategie per affrontare con scelte di lungo respiro i capitoli più stringenti della crisi cittadina. L’editoriale è affidato al priore di San Miniato al Monte, Dom Bernando Francesco Maria Gianni, che analizza la figura del poeta come profeta nella misura in cui riesce a leggere la sofferenza del corpo, sacrificato per amore. Silvia Pieraccini, invece, giornalista de “Il Sole 24 Ore” ed esperta del distretto parallelo cinese passa al setaccio i numeri dell’immigrazione orientale, al centro negli ultimi mesi di accese polemiche anche fra gli amministratori locali. E le stime elaborate da Pieraccini portano il conteggio complessivo dei cinesi, fra regolari ed irregolari in 50.000 inferiore di qualche migliaio, quindi, alla stima fornita dalla giunta comunale, ma ben superiore a quella accreditata dall’amministrazione provinciale. Sostanziosi gli stimoli ed i punti di vista per l’analisi politica: Francesco Querci, capogruppo dell’Udc in provincia illustra il sistema tripolare del professor Zamagni, strutturato attorno la compartecipazione di pubblico, privato e civile per battere la crisi. In tema di enciclica “Caritas in Veritate” Emilio Barucci si interroga sul ruolo dell’etica nell’economia, mentre Filippo Coralli ci conduce attraverso stralci di lettura sui temi di sussidiarietà, economia di mercato e poliarchia. Nicola Oliva, consigliere comunale del Partito Democratico, sviluppa una pratospettiva per il suo partito, delineando un futuro democrat ispirato all’esperienza di F.D. Roosvelt. Ampio spazio alla riflessione religiosa con l’elogio della bellezza del Duomo di Virginia Barni, l’origine della cristianizzazione della valbisenzio di Adriano Rigoli e l’intervento di Brunero Gherardini sulla figura di Karl Barth, il più grande teologo riformato dai tempi di Giovanni Calvino, autore della “teologia dialettica”.
Nel secondo numero centrale è l’appello per la città ed il bene comune, col quale si auspica il superamento dello scontro bipolare, ritenuto inefficace alla soluzione dei problemi che sta attraversando Prato. Tutto ciò in favore di una governance del dialogo, dove far prevalere il merito ed il bene della città rispetto alle logiche del potere e delle clientele. Sul bene comune si esercita anche la riflessione del consigliere Pd, Nicola Oliva che chiede di non uscire dalla crisi semplicemente con la fretta e con la paura. Doppia analisi a cura di Daniela Toccafondi e di Cristiano Maria Ciani sulla questione cinese, rispettivamente dall’angolo di osservazione dell’abbraccio soffocante del distretto parallelo su quello tessile pratese e dal sistema di schiavitù svelata nell’immigrazione orientale. Molti anche nel secondo numero di “Crocevia” i contributi all’analisi sociale. A chiudere in un crescendo di approfondimenti è Lorenzo Lenzi con una lettura dettagliata della situazione religiosa della diocesi di Prato.

Carlandrea Adam Poli

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