L’INDISCRETO/Il braccio di ferro sul Met prima prova per Cenni che ha smesso la veste bipartisan

Federico Tiezzi

Federico Tiezzi

Nel nome del dialogo aveva accettato quasi tutto finora. Dalla permanenza fino alla scadenza naturale dei consiglieri d’amministrazione in quota Comune di Prato nelle società controllate e partecipate alla riconferma di Abati alla presidenza del Consiag, in spregio all’azionista di maggioranza relativa. Sulla Fondazione Metastasio, però, il sindaco Cenni è stato inflessibile, ha dismesso la veste di comandante bipartisan, entrando in aperta collisione con i 3 consiglieri d’amministrazione ribelli e con l’opposizione in consiglio comunale. Non si è limitato, infatti, a far approvare una delibera per vincolare i membri del CdA al rispetto dei suoi indirizzi, ma ha utilizzato uno strumento (il consiglio urgente) per amplificare a livello comunicativo la portata dello scontro.
Che ci sia stata una forzatura, di fatto, viene ammesso da pezzi della stessa maggioranza, come testimonia la stigmatizzazione dell’Udc. Tutto sale da cospargere sulle ferite, utile ad infiammare ulteriormente la spaccatura fra sindaco e resto del mondo (CdA, Provincia e Regione) sul rinnovo del direttore artistico. L’obiettivo è di creare un clima di pressione così forte da costringere i consiglieri a schierarsi contro la riconferma della gestione uscente, oppure portare lo stesso Federico Tiezzi a rinunciare, vittima del fuoco ostile del primo cittadino. E, a certificare il clima barricadiero di questi giorni, ieri pomeriggio il sindaco ha scritto una lettera di diffida a Gerardina Cardillo, Alessandro Attucci e Roberta Betti, per ricordare loro l’obbligo a rispettare le linee guida decise dal consiglio comunale nella delibera. Pena la messa in discussione del rapporto fiduciario fra i membri in questione ed il sindaco, ovvero una promessa non tanto velata d’azione di revoca.
I primi frutti di questa strategia potrebbero cadere nelle mani dell’amministrazione comunale già nelle prossime ore. Roberta Betti, figura venerata tanto dal Partito Democratico quanto dalla giunta di centrodestra, dovrebbe rassegnare entro lunedì le proprie dimissioni. Nei rumors democrats, inoltre, viene giudicato probabile un rifiuto dello stesso Tiezzi ad un rinnovo della carica di altri tre anni. Gli sviluppi al momento sono imprevedibili sul Metastasio come in ogni altra guerra politica che si rispetti. Maggiormente decifrabile potrebbe essere la lettura della genesi di questo conflitto e della causa del cambio di registro di Cenni. Insomma, perché fra molte controllate e partecipate il sindaco ha deciso di iniziare ad incidere con tutti i poteri a sua disposizione, partendo da una Fondazione piuttosto che dalle svariate società di capitali a partecipazione comunale? La battaglia sul direttore artistico del Metastasio, anzitutto, rappresenta il primo terreno di rivincita per Cenni dopo la beffa del Consiag. Ancora prima, quindi, della scadenza del mandato di Adriano Benigni da presidente di Asm. Ma non si tratta semplicisticamente di una questione di calendario. Esiste una differenza di fondo enorme, infatti, fra Federico Tiezzi ed un manager di una municipalizzata. Il direttore artistico del Metastasio, nonostante abbia una robustezza intellettuale tale da poter mandare avanti un teatro senza il bisogno di essere affiancato da un’altra testa, non è un politico. Un presidente di una società partecipata, in una certa misura, è il referente di quel 49% di città, che non ha scelto il centrodestra l’anno scorso. Motivo, per il quale, il vulnus della doppia posizione di Bruno Ferranti (segretario del maggior partito d’opposizione e rappresentante del sindaco in Gida) non verrà toccato fino alla scadenza naturale del mandato.
Esiste anche una differenza sostanziale fra la valenza prettamente culturale di un teatro e l’attribuzione di cassaforte politico-elettorale data dalla maggioranza comunale al sistema delle partecipate. Da non sottovalutare neppure l’interesse particolare del sindaco Cenni per la realtà culturale del Metastasio: in pole position per la presidenza della Fondazione ad ottobre è Umberto Cecchi, suo consigliere per la comunicazione politica durante tutta la trionfale campagna elettorale. Emergerebbe una pericolosa gestione bicefala del Metastasio, con uno scontro continuo fra presidente e direttore artistico. A quel punto passerebbe in secondo piano pure il dibattito circa le possibilità di conciliare gli spettacoli di alto valore artistico con le pagliette del Buzzi. La priorità diventerebbe la sopravvivenza del pubblico al nuovo Vietnam dei vertici.

Carlandrea Adam Poli

2 pensieri su “L’INDISCRETO/Il braccio di ferro sul Met prima prova per Cenni che ha smesso la veste bipartisan

  1. Personalmente penso che il cambio di linea non sia affatto un attaco, magari si può considerare un contrattacco in risposta allo scandaloso comportamento della regione che di fatto ha annullato l’accordo del Sindaco con il ministro Maroni per i 50 milioni in aiuto di prato e gli ha distribuiti a tutta la regione,non ho capito il motivo per cui quei soldi dovessero transitare dalla regione, trovo abbastanza scandaloso il sistema usato.

  2. il post di Simone è la dimostrazione della potenza mediatica di questa Giunta (e dell’insipienza politica). C’è qualcuno che pensa davvero che se 50 milioni fossero stati destinati SOLO a Prato e la Regione si fosse messa di traverso non ci sarebbe stata la rivoluzione di CGIL, CISL, UIL, CNA, Confartigianato, Unione, CCIAA senza contare TUTTE le forze poltiche??? non esiste un solo atto formale che dia conto di quella BALLA COLOSSALE dei 50 milioni per Prato ed altrove dirottati. UNO SOLO, ripeto, a scanso di equivoci. Tra due settimane non ne parlerà più nessuno, nella società politica, eppure il messaggio (FALSO) sarà passato. Così come nessuno della maggioranza ricorda più le BOIATE sparate sui buchi da 26 milioni nei conti del Comune… semplicemente perchè non c’erano.
    Lavorare senza ingannare la Città sarebbe preferibile, al netto della ovvia e salutare dialettica politica.
    firmato: unoliberobis