Minaccia di gettarsi da una gru: tre ore con il fiato sospeso, poi la soluzione positiva

operaiogru1operaiogru2Per quasi tre ore ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Arrampicato sul braccio di una gru, a circa 30 metri di altezza, minacciava di buttarsi giù, penzolandosi pericolosamente nel vuoto. Alla fine, non senza fatica, gli sforzi congiunti di vigili del fuoco, agenti di polizia e titolari del cantiere sono riusciti a convincerlo a desistere dal suo insano proposito. E’ accaduto questa mattina intorno alle 8 in un cantiere edile in via Giuliani, una traversa di via Baracca. L’uomo, un giovane tunisino di 26 anni, si è arrampicato sulla gru e poi si è portato circa a metà del braccio da dove ha iniziato a minacciare di volersi gettare nel vuoto. Immediatamente sul posto sono intervenuti i soccorsi, allertati dagli stessi titolari del cantiere: vigili del fuoco, agenti della Volante, un’ambulanza della Croce d’Oro. A tutti il giovane tunisino ha motivato il suo gesto con problemi legati al lavoro. A quanto pare l’uomo è socio artigiano di una ditta subappaltatrice e tra poco avrebbe terminato il lavoro, visto che il cantiere ha quasi ultimato la costruzione delle villette. Inoltre, insieme alla paura di perdere il lavoro, sarebbero subentrati problemi legati ad una richiesta di versamento di contributi previdenziali e un pagamento fatto con un assegno invece che in contanti. Insomma, una serie di accadimenti che hanno prostrato psicologicamente l’uomo. Per più di due ore e mezzo è andata avanti una delicata trattativa, con l’operaio edile che più volte ha dato segni di impazienza. Alla fine, però, i soccorritori sono riusciti ad avvicinare l’uomo e a convincerlo a scendere. A quel punto il tunisino è stato imbracato dai vigili del fuoco e portato a terra con un cestello collegato alla gru. Per sicurezza il giovane è stato portato al pronto soccorso, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

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