Nuove regole per aprire bar e ristoranti: obbligatorio sapere l’italiano e avere un parcheggio per le strutture più grandi

baristaE’ entrato in vigore a partire da ieri con l’approvazione in Consiglio comunale il nuovo regolamento municipale per i criteri e i requisiti per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. Come è noto, sono tre le novità principali introdotte nel testo: la conoscenza obbligatoria della lingua italiana, la dotazione di un parcheggio di almeno 400 mq per le attività oltre i 250 mq di ampiezza (cucine escluse) e la superficie minima di somministrazione di 30 mq nella città moderna. La conoscenza della nostra lingua da parte del richiedente, di un socio o un dipendente addetti alla conduzione giornaliera dell’attività sarà certificata da un titolo di studio conseguito in Italia, da un altro diploma o attestato di frequenza a corsi di italiano rilasciati da agenzie formative, istituti scolastici o enti pubblici oppure, in caso di autocertificazione, dal superamento di un esame specifico presso il Servizio Immigrazione del Comune per accertare le conoscenze base della lingua, la capacità di lettura e comprensione, la conoscenza e padronanza in italiano delle normative igienico-sanitarie vigenti e di quelle relative alla gestione e conduzione degli esercizi di somministrazione.
Come ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni nella sua illustrazione al Consiglio, l’amministrazione per la modifica del regolamento si è ispirata a principi di equità dei requisiti da chiedere a tutti i soggetti interessati, di integrazione, di conoscenza e rispetto delle normative e di tutela del consumatore: “Il testo precedente prevedeva che la conoscenza di una lingua straniera, oltre a quella propria dell’esercente, desse diritto ad un bonus utile a raggiungere il punteggio necessario per aprire l’attività. E l’italiano? Nessuno finora si è mai preoccupato delle conseguenze che discendono dal non sapere la nostra lingua, soprattutto a tutela del gestore stesso e del consumatore: per la manipolazione degli alimenti, la produzione di cibi e bevande, l’uso di prodotti per l’igiene dei locali, le scadenze dei prodotti e molto altro. La dotazione del parcheggio ci sembra poi necessaria per non creare intralci alla circolazione stradale per quei ristoranti da 400 posti e oltre”.
Al termine di un lungo dibattito in aula, la delibera è stata approvata con 24 voti favorevoli di Pdl e Lega e 15 contrari di Pd e Idv. L’opposizione infatti ha a più voci criticato soprattutto l’esame sulla materia fiscale e sulla parte normativa, “che tutti normalmente affidano ad un commercialista”, e ha affermato che “l’impostazione data al regolamento è per accontentare una parte della maggioranza”. La maggioranza ha replicato che “in tutti i paesi occidentali è richiesta la conoscenza della lingua nazionale come requisito di integrazione”.

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