SPECIALE ELEZIONI/Il Pdl non fa drammi: “Nessuna ripercussione sul Comune”. La Lega però chiede più peso

scrutinio-schede-votoHanno perso la maggioranza a Prato, ma sono soddisfatti. Emerge questo nel quadro delle prime dichiarazioni del centrodestra di analisi del voto comunale e provinciale. Qualcuno canta vittoria per il sostanziale raddoppio delle preferenze, si tratta del caso della Lega Nord che pur non strappando il seggio in consiglio regionale si ritrova a gestire il successo pronosticato nelle più rosee aspettative. Il Pdl trova fonte di soddisfazione nel risultato tutto altro che brillante del suo rivale diretto, il Partito Democratico. “Siamo felici per avere raggiunto il 30% dei voti, che conferma il risultato del primo turno alle amministrative – racconta a caldo Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale – la nostra coalizione gudagna un punto percentuale, mentre il Pd non ha sfondato il muro del 40%”. Nessun timore di una ripercussione negativa nel giudizio dell’operato dell’amministrazione comunale, anzi si tratta di un voto di stabilità e di incoraggiamento, perché la giunta Cenni ha ben governato, ma una consultazione più politica come le regionali ha portato ad un voto maggiormente legato alle appartenente tradizionali nel feudo rosso di Prato”. Mazzoni non sembra impensierito neppure dal successo della Lega: “Il vento del nord è arrivato anche nelle province toscane e va inquadrato in un trend nazionale. Ho comunque parlato con i dirigenti leghisti dopo la mia intervista a Notizie di Prato e mi hanno detto che non chiederanno assolutamente nulla. Se poi faranno delle richieste legittime ne discuteremo”. Più analitico Alberto Magnolfi, capogruppo uscente in consiglio regionale e salvo sorprese degli ultimi seggi riconfermato fra gli scranni di via Cavour: “In ambito regionale la Lega avanza in maniera non travolgente, a Prato beneficia della questione immigrazione. Il loro successo nasce da un linguaggio più chiaro e talvolta più brutale, che sono più ascoltati da alcune fasce della popolazione”. Che aggiunge un invito alla riflessione sul segnale di disaffezione dell’elettorato proveniente dall’alta percentuale dell’astensionismo, uno dei maggiori vincitori di questa consultazione. Non deve, invece gioire il centrosinistra per Magnolfi: “Deve vedersela con l’avanzata pesantissima delle forze, che non hanno una cultura riformista e di governo”. Se da una parte, però Magnolfi si dichiara non dispiaciuto dell’affermazione della Lega Nord, dall’altra proprio il segretario regionale dei padani, Claudio Morganti gli fa giungere una doccia fredda: “Il nostro risultato è dovuto anche agli scontenti del Pdl per la sua candidatura, che già 5 anni produsse gli stessi effetti con un calo dell’allora Forza Italia”. Un successo che Morganti ed il segretario provinciale Federico Tosoni attribuiscono anche ad altro fattori: il lavoro in consiglio comunale ed in assessorato, la sensibilità verso il tema della sicurezza, la doppia visita di Maroni a Prato. Gli effetti sono stati eloquenti e adesso bisognerà vedere nei prossimi giorni quanto a fondo la dirigenza padana spingerà a fondo l’acceleratore per capitalizzare il risultato. Emblematica da questo punto di vista la metafora adottata da Tosoni: “La Lega è come una persona che pesava prima 70 kg e portava la taglia 50 dei pantaloni e adesso si trova ingrassata di 10 kg. È evidente che quei pantaloni non entriamo più”. In termini più prosaici Tosoni avanza le prime richieste: “Vanno rivisti tutti gli assetti della giunta comunale come l’Italia dei Valori farà in Provincia in ragione del suo raddoppio di voti. Non sarebbe giusto che la Lega continuasse ad occuparsi soltanto di controllare il cloro nella piscina”. Più prudente, ma ugualmente decisa la voce di Morganti: “Per noi questo risultato vuol dire più peso per la Lega e maggiore voce in capitolo su tutte le scelte da fare ad esempio sulle municipalizzate. È anche un chiaro segnale che danno i cittadini pratesi, affinché vadano avanti le nostre idee nel centrodestra”. A chiudere il cerchio delle reazioni del centrodestra pensa Enrico Mencattini per l’Udc, partito non coalizzato per le regionali con Pdl-Lega, ma saldamente alleato nel governo del Comune. Dai centristi arriva in particolar modo una lettura della sconfitta del centrodestra nel quartiere centro “non abbiamo avuto ancora la possibilità di dare tutte le soluzioni che ci chiedono i cittadini per ridargli sicurezza e decoro a causa di una lentezza pregressa della macchina comunale”. E proprio queste sono le richieste che ha intenzione di portare l’Udc sui tavoli della maggioranza comunale nelle prossime settimane.

Carlandrea Adam Poli

7 pensieri su “SPECIALE ELEZIONI/Il Pdl non fa drammi: “Nessuna ripercussione sul Comune”. La Lega però chiede più peso

  1. Ma il centrodestra in Toscana partecipa alle elezioni?
    Viva la Toscana!! Lontano da noi il nord evasore e egoista!!

  2. La sinistra in Toscana ha vinto ancora prima delle elezioni, purtoppo ci sono troppi ignoranti con i paraocchi, il commento di “forza Toscana” è un esempio lampante.

  3. La Toscana “bolscevica” non si smentisce……ma prima o poi…dovranno pure aprire gli occhi!!!!!!!!

  4. La Toscana è ancora un’isola felice. L’unico neo è la presenza della Lega, ovvero un partito fascista, xenofobo e razzista. L’obiettivo è cancellarlo politicamente da questa regione.

  5. A Emerson: se è questa la toscana che vuoi, sono contento di essere lontano.Tu sicuramente orfano di Stalin e di tutta la cricca rossa che ha schiavizzato,torturato e ammazzato milioni di persone, osi dare de fascista, xenofobo e razzista a un partito che difende la tua famiglia e la tua terra. Bravo 7+

  6. Ragazzi, di italianate ne ho lette tante ma questo “esule” ne batte moltissime e di diverse lunghezze.
    Di solito il range è compreso tra la “sinistra” che ha schiavizzato, torturato e ammazzato, e la “sinistra” della barcavvela di d’Alema!
    Tanto voi italiani più in là non ci andate.
    Buona spaghettata, “esule”, ovunque tu sia. O non sia, che mi pare più probabile.