L’INTERVENTO/Pietro Bottani: “Al distretto serve una banca d’affari in grado di supportare i cambiamenti e l’innovazione”

_soldi_1Una banca per il territorio. Un tema che da giorni è molto dibattuto a Prato. Ma quale banca potrebbe essere più utile per lo sviluppo del distretto industriale pratese?
Una banca commerciale, che sia soggetta alla normativa e all’ordinamento di Banca d’Italia, e con i costi di struttura caratteristici per tale tipologia di azienda creditizia, non sembra poter portare benefici maggiori di quanto avviene attualmente con la presenza delle diverse banche commerciali già presenti nell’area pratese.
Una banca d’affari con una struttura snella e con una ampia dotazione di capitale proprio, potrebbe contribuire, invece, in maniera assai più significativa a supportare lo sviluppo e la trasformazione del distretto industriale.
Infatti come già avvenuto nel mondo anglosassone la presenza di banche d’affari ha consentito lo sviluppo di nuove iniziative sostenute con l’immissione di capitale di rischio, cioè tramite la partecipazione diretta al capitale dell’impresa, e con la presenza di personale qualificato in grado di coadiuvare l’impresa nelle fasi di sviluppo, validazione e implementazione del progetto o anche nella ristrutturazione sia essa di natura economica o finanziaria.
Le banche commerciali sono meglio strutturate per erogare linee di credito ordinarie, necessarie per il corretto funzionamento dell’azienda, per finanziare appunto l’attività caratteristica. Quando l’impresa si trovi nella condizione di finanziare nuovi progetti, che prevedano la trasformazione dell’impresa o la realizzazione di piani di sviluppo economico-commerciali, lo strumento finanziario di sostegno non può essere rappresentato da linee di credito ordinarie ma da immissione di capitale di rischio o di capitale di finanziamento con specifiche caratteristiche. Inoltre è necessario riuscire a governare i cambiamenti, tramite la compartecipazione e la condivisione delle iniziative poste in essere.
Molti sono i campi di possibile sviluppo: dal tessile di qualità, all’elettronica, alle energie alternative, alla ricerca biomolecolare. L’importante è sostenere lo sviluppo ed il cambiamento, comprenderlo e condividerlo,  avere strutture finanziarie che siano in grado di assicurare tutto questo, con mezzi propri adeguati e con esperienze professionali specifiche.

Pietro Bottani
Docente incaricato di Finanza Aziendale
Facoltà di Ingegneria-Università degli Studi di Firenze

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