Via libera al bilancio di previsione del Comune: più risorse per sicurezza, istruzione e sociale

L'assessore al Bilancio Ballerini

L'assessore al Bilancio Ballerini

Approvazione definitiva per il bilancio previsionale del 2010 del Comune di Prato. Il consiglio comunale con i 25 voti favorevoli della maggioranza ha così dato ragione ai numeri decisi dalla giunta, esposti durante un lungo dibattito dall’assessore al bilancio, Adriano Ballerini. Sul fronte delle entrate correnti lo sforzo sarà per un ampliamento della base imponibile mediante il contrasto dell’evasione e dell’elusione tributaria. Il 30% dei proventi di queste azioni finirà nelle casse comunali, secondo una convenzione stipulata con l’Agenzia delle Entrate. Le entrate tributarie saliranno in questo modo da 52,2 milioni a 54,6 milioni di euro. La spesa corrente passerà da 132,7 milioni a 134,6 milioni di euro attraverso i tagli per 1,2 milioni dei costi d’amministrazione ed un segno più, invece, per polizia (0,8 milioni), istruzione (0,4 milioni) e sociale (1,3 milioni). Verso l’incremento anche gli investimenti, che cresceranno fino a 53 milioni di euro dai 39,4 milioni di euro del quinquennio 2005-2009. “La Giunta, nel predisporre il complesso dei documenti costituenti il Bilancio, ha atteso con la massima cura che i programmi da realizzare risultassero conformi agli obiettivi del programma di mandato approvato nel luglio scorso da questo Consiglio mantenendo alta l’attenzione nei confronti delle concrete esigenze dei cittadini e commisurando queste ultime alle reali risorse finanziarie disponibili” ha dichiarato l’assessore Ballerini, rintuzzando gli attacchi dell’opposizioni bollati come espressione di una mancata “metabolizzazione della sconfitta elettorale”.
Convinta la bocciatura del bilancio da parte del capogruppo del Pd, Massimo Carlesi “in questo bilancio mancano le linee programmatiche di questa giunta, che si limita a mantenere gli interventi e gli investimenti già intrapresi dalla precedente amministrazione”. Aurelio Donzella a nome dell’Idv ha criticato in particolar modo la scelta compiuta nel bilancio 2009 di aver stralciato 19 milioni di euro di crediti dichiarati inesigibili, attaccando anche la “svendita dei gioielli di famiglia” in riferimento al piano delle alienazioni. Parere favorevole al bilancio, invece, dal capogruppo leghista Emilio Paradiso “quando le risorse scarseggiano – ha rilevato – ad avere la priorità sono le spese assolutamente necessarie. A questo criterio si è ispirato il bilancio di previsione 2010 che non andrà a toccare le tasche dei cittadini ma si impegna a dare risposte adeguate ai bisogni prioritari della città senza lasciare spazio agli sprechi che hanno caratterizzaato i bilanci delle precedenti amministrazioni”. Su una linea di critica verso le passate giunte si è ispirata anche la dichiarazione del capogruppo del Pdl, Roberto Baldi “il centrosinistra muove argomentazioni populiste e demagogiche” ha asserito “di fatto non tengono conto della realtà dei debiti ereditati dalla precedente giunta di centrosinistra, nè dei vincoli imposti al bilancio dal rispetto del patto di stabilità, proponendo invece un <<libro dei sogni>> avulso da ogni concretezza. La colpa dei debiti lasciati ricade sulla precedente amministrazione e ha indotto ora ad un atteggiamento di prudenza finanziaria, ma i programmi annunciati dal sindaco Roberto Cenni in campagna elettorale avranno ugualmente pratica attuazione nel tempo tenendo conto delle priorità da affrontare”. Elogi alla giunta Cenni sono giunti anche dal capogruppo dell’Udc, Antonio Longo “giudico positivamente la scelta dell’assessore Ballerini di contabilizzare soltanto i residui effettivamente attivi e non i crediti di dubbia esigibilità. Apprezzo anche gli interventi sul centro storico per riportare i pratesi a Prato a partire da Officina Giovani”.
Ricchi i momenti di sorpresa a partire dalla dichiarazione fuori programma del presidente del consiglio comunale, Maurizio Bettazzi proteso a criticare lo stato attuale di ingessatura delle finanze degli enti locali “egli ultimi anni i vari governi che si sono succeduti hanno ridotto le risorse a disposizione dei Comuni, attuando un comodo decentramento senza risorse che non ha consentito di controbilanciare la diminuzione delle entrate da trasferimenti statali già in atto da tempo. Si è proseguito poi con l’eliminazione dell’Ici da parte di Prodi e Berlusconi: è giusto aver tolto un’iniqua doppia tassazione tributaria sul medesimo bene immobile (Ici + Irpef), ma perchè non agire sulla fiscalità nazionale anzichè su quella comunale, viste anche le ambizioni federaliste?”. Altro momento clou l’approvazione dell’ordine del giorno del Pdl per confermare una volta di più il sostegno all’operato della giunta, confidando “nella vigilanza e nella guida illuminata del sindaco” passaggio paragonato alla Corea del Nord da parte del capogruppo democrat Carlesi. Alla fine qualche imbarazzo c’è stato anche nella maggioranza, soltanto 21 consiglieri sui 25 del centrodestra hanno votato a favore dell’ordine del giorno, comunque approvato. Rinviata, invece, l’ordine del giorno del Pd che ricalcando il documento dell’Anci della Lombardia chiede una modifica del patto di stabilità. (c.a.p.)

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