Allarme per le colonie feline, Sanzò (Pd): “Il Comune reintegri subito il contributo alle associazioni e ai volontari”

gatti-colonia-felinaRipristinare in tempi brevi il contributo del Comune per la cura delle colonie feline sparse nel territorio comunale di Prato. E’ quanto chiede Cristina Sanzò, consigliere comunale del Pd, esprimendo tutta la sua preoccupazione per la sorte delle circa 800 colonie presenti a Prato per un totale stimato di circa 10mila gatti randagi. Questi vengono accuditi da volontari che, come spiega la stessa Sanzò, spesso trovano nell’operazione un valido aiuto per alleviare solitudini e disagio, svolgendo al tempo stesso un’attività encomiabile di aiuto agli animali. “Nei precedenti bilanci – spiega l’esponente del Pd – veniva assegnato un importo medio annuale di 60mila euro per le cure dei gatti delle colonie che, pur se non esaustivo, permetteva di avere una base di appoggio per le necessità mediche degli animali, le quali venivano supportate per la parte rimanente dalle associazioni stesse. Avuto notizia dell’azzeramento totale del capitolo legato alla cura dei gatti randagi, nonostante l’assessore Mondanelli si definisca animalista, posso asserire che, nei fatti, il Comune viene meno ad un obbligo di legge. Per questi motivi e, venuta a conoscenza che l’assessore vuole reintegrare i capitoli di spesa nel prossimo futuro, chiedo che tipo di provvedimento intende urgentemente mettere in atto l’amministrazione comunale per fronteggiare la necessità dei gatti collocati presso l’Oasi felina della Bogaia, nonché tutte le colonie esistenti sul territorio comunale”.

15 pensieri su “Allarme per le colonie feline, Sanzò (Pd): “Il Comune reintegri subito il contributo alle associazioni e ai volontari”

  1. Effettivamente mi sembra davvero un problemone quello del cibo per gatti, quando molti Pratesi invocano aiuto.

  2. Per una volta sono d’accordo col Bonacchi, pensiamo ai problemi veri, se i gatti hanno fame che caccino i topi!

  3. La sensibilita’ dei pratesi a leggere i commenti scende sempre piu’ in basso.
    Aggiungerei anche a questo punto……se gli assessori hanno fame che vadano a lavorare!!!

  4. Via Jorik, si può essere sensibili quanto si vuole, ma preoccuparsi dei gatti di fronte al resto dei problemi di questa città mi pare abbastanza stupido non credi? Che poi gli assessori debbano lavorare on ho mai detto il contrario…

  5. Non mi sembra stupido per niente per fortuna siamo liberi di pensarla diversamente.
    Non credo che pensare ai gatti affamati precluda pensare anche agli altri problemi
    se poi e’ un problema di soldi ci sono mille posti dove tagliare vedi direttori generali stipendi esosi e appunto assessori sempre in aumento.
    Non credi?

  6. ma ce ne sono ancora a giro di gatti?pensavo che i cinesi oramai avessero fatto pulito… portategli a loro…sapranno come trattarli…che schifo…chi piange miseria è chi non ha voglia di fare nulla per guadagnare..gli animali non meritano di patire..

  7. E’ solo che non ne farei un caso così eclatante… C’è di peggio in giro…

  8. siamo stufi marci ,noi animalisti ,di sentirci dire ogni volta che c’è un problema legato agli animali ” ci sono altri problemi più importanti ,pensate ai bambini che muoiono di fame”
    ecco ,potete giurarci che chi fa queste affermazioni non si occupa nè di cani nè di gatti nè di bambini.
    In un paese civile ci si occupa di problematiche sociali ,di bambini ,di asili e di animali ( compreso di cani e di gatti).
    sennò ,a questo punto ,perchè invece di ristrutturare gli stadi , di spendere soldi per sagre o feste non si destina il capitolo spese previste a un fondo per la cura dei bambini malati , o dei disoccupati? La verità è che esiste sempre qualcosa di più importante ,quanto a dire che quello della cura degli animali ” lo è meno di altri” permettimi di dire che è un giudizio tuo e per fortuna non condiviso dalla maggior parte della cittadinanza civile di Prato

  9. Simonetta, sono spesso in disaccordo con Guy Fawkes, questa però è una delle poche eccezioni in cui mi trovo perfettamente d’accordo con lui e ritengo di far parte della “cittadinanza civile di Prato”.

    Ci sono problemi grandi a Prato, quello dei gatti randagi non credo possa essere paragonato a uno di questi.
    Gli animalisti integralisti purtroppo hanno i paraocchi e non riescono a capirlo.

  10. -Simonetta si occupa di gatti e cani che hanno bisogno.
    -ci sono problemi più importanti
    -da quello che deduco voi vi occupate costantemente di bambini affamati disoccupati e bisognsi vari.
    -ribadisco che aiutare gli animali non preclude ne toglie niente a nessuno!
    Se poi è una questione di soldi…..ri-ribadisco che con una sola auto blu in meno(aquisto assicurazione bollo,benzina,autista…)si sfama gatti e cani di Prato Firenze e Pistoia…se volete facciamo i conti carte alla mano.
    Non capisco cosa vi dà fastidio!!

  11. Probailmente mi sono espresso male, non voglio dire che dei gatti non m’importa nulla, li adoro e se ne avessi la possibilità ne prenderei uno volentieri. Questo però non vale per tutti e magari c’è chi preferirebbe che i soldi del comune (e quindi della collettività) venissero spesi in altri modi piuttosto che aiutare le comunità feline. Che poi esistano sprechi che permetterebbero di aiutare cani, gatti, conigli, furetti e quant’altro siamo d’accordo e sarei il primo a cambiare la situazione se ne avessi la possibilità concreta.
    Cmq rispetto le opinioni e il lavoro degli animalisti, per quanto mi riguarda quando posso faccio la mia parte.

  12. Jorik, se e quando vorrai fare a cambio per un paio di giorni me lo dici. Farebbe bene anche a te lavorare

  13. Le assicuro Silli che lavoro molto ma veramente molto.
    Come mai si risente tanto?
    Io ribadisco che gli assessori e i politici in genere guadagnano troppo e lavorano per la comunità poco.
    Cosa fanno poì al di fuori del comune non mi interessa!
    Credo di poterlo pensare e dire senza essere accusato di non lavorare.

  14. allora chiariamo un pò le cose ,dato che faccio parte di una delle associazioni in questione che a Prato si occupano di gatti , l’associazione Artigli & fusa.
    Punto primo: i soldi che il comune dà per i gatti randagi non vengono dati alle associazioni ( noi le colonie le manteniamo con i nostri soldi ,facendo a meno di spendere in altre cose perchè magari preferiamo che i randagi delle nostre colonie sopravvivano piuttosto che farci magari un week end in più fuori città)
    se troviamo un gatto con dei problemi paghiamo il veterinario con i nostri soldi ( e sorvolo sull’ammontare della cifra che ognuno di noi volontari spende di tasca propria perchè ,dato i discorsi che ho letto sopra, non capireste nemmeno).
    A cosa servivano i soldi che il comune ha negato?
    al mantenimento del gattile della Bogaia (350 gatti circa) ,un posto dove molti pratesi ( e non della fascia “civile” appunto) hanno scaricato i loro ” amati cuccioli” diventati grandi e che non divertivano più i bambini o semplicemente le cucciolate delle loro gatte che non facevano sterilizzare ( perchè ritenevano fosse contro natura sterilizzare un gatto ,abbandonare le cucciolate no)
    Un servizio alla comnità ,quindi e ,a tutti gli effetti un lavoro che gratuitamente ,i volontari prestano alla città perchè questi animali non vengano lasciati a morire di fame per strada.
    il gattile è equiparabile ovviamente ,all’esigenza della presenza di un canile comunale e ,per il mantenimento di questo è previsto per legge il contributo e il mantenimento da parte del comune.
    Il comune di Prato se non provvederà alla sussistenza e al mantenimento dei gatti aattualmente ricoverati alla Bogaia ,si ritroverà in una pessima situazione ( e si sa ,quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare), dal momento che non abbiamo nessuna intenzione di lasciar morire di fame quasi quattrocento gatti e che i mezzi mediatici hanno già dimostrato di essere dalla nostra parte.
    tutte le solite diatribe sull’argomento ” è più importante un gatto o un bambino malato ” sono talmente stupide e faziose da non meritare altro spazio nè commento