Alla festa del Pd si parla di come far rinascere il Macrolotto 0. Mosca: “Tassiamo le rimesse verso l’estero”

mosca_ferranti_bosi-_amendola“Stiamo lavorando a un progetto insieme al presidente della Regione Enrico Rossi per riqualificare l’area di via Pistoiese e del Macrolotto 0″. Così ha detto il segretario provinciale del Pd Bruno Ferranti nell’ambito del dibattito “Da China Town a Quality City. Lurbanistica per l’integrazione”, di scena ieri sera alla Festa del Pd edizione 2010 dedicata ai temi del lavoro, in corso a Maliseti di Prato. Sono intervenuti anche il presidente della Circoscrizione ovest Giovanni Mosca e il professor Giandomenico Amendola, ordinario di sociologia urbana allUniversità di Firenze.
E’ stata un grande successo la prima iniziativa politica organizzata dalla Festa democratica. Il confronto con il pubblico si fa infuocato quando a prendere la parola sono stati due abitanti di via Pistoiese lamentando i disagi della convivenza con la comunità cinese, che proprio in quella parte della città, è particolarmente concentrata. “Siete voi l’elettorato a cui ci rivolgiamo, e la Regione Toscana – ha garantito il segretario del Pd – investirà nella vostra zona perché è un’esigenza per l’intera città. La Regione farà dunque la sua parte, ma questo non basta a favorire l’integrazione ci deve essere uno sforzo collettivo”.
Ad affrontare il problema dalla prospettiva dei residenti ci ha pensato il presidente del quartiere ovest Giovanni Mosca. “La realtà è che al degrado sociale e urbano del Macrolotto 0, dove la comunità cinese si insediata, si sono aggiunti problemi di sicurezza e illegalità – ha esclamato – Come Circoscrizione faremo la nostra parte per creare luoghi di aggregazione, ma bisogna fare di più. Da questa città partono 800mila euro al giorno di rimesse verso la Cina: propongo di fare controlli sui flussi di denaro e applicare una tassa”.
Secondo il professor Amendola, esperto di sociologia urbanistica, il punto è che il Governo centrale non sta facendo niente per mettere in piedi delle politiche d’immigrazione. “Finora le sue sono state politiche di contenimento del fenomeno – ha detto – lasciando il problema da gestire nelle mani dei comuni. Un fenomeno che a Prato e nel resto d’Italia si è caratterizzato per la velocità con cui si è manifestato, in una fase storica attraversata dal rallentamento dello sviluppo economico, dalla crisi del Welfare e dalla competizione politica. Esiste un modo diverso dai blitz per affrontare la questione Chinatown – ha continuato – la sfida dei comuni sarà proprio questa: trasformare le diversità in risorse. Ma tolleranza e inclusione non possono essere prerogativa delle istituzioni, devono diventare virtù individuali. Occorre attivare dei percorsi di integrazione a partire dalla scuola sapendo bene che si tratta di processi lunghi, che vanno governati nel tempo. Altrimenti, la riqualificazione urbana da sola non serve a niente”.

6 pensieri su “Alla festa del Pd si parla di come far rinascere il Macrolotto 0. Mosca: “Tassiamo le rimesse verso l’estero”

  1. Ma questa gente non ha ancora capito che di queste chiacchiere buoniste la gente ne ha piene le palle, tanto è vero che dopo oltre 60 anni sono stati cacciati da Prato?

  2. Ma senti da che pulpito viene la predica ?!?!? Dopo aver ridotto questa città ad una discarica a cielo aperto… vergognatevi !!

  3. Riporto testualmente: “Esiste un modo diverso dai blitz per affrontare la questione Chinatown” “Occorre attivare dei percorsi di integrazione a partire dalla scuola sapendo bene che si tratta di processi lunghi, che vanno governati nel tempo”.
    Bene, premettendo che ai cinesi di integrarsi non gliene importa niente, mi domando perché negli ultimi vent’anni, da quando cioè hanno cominciato ad insediarsi stabilmente a Prato, chi ci amministrava non ha messo in ponte niente di tutto ciò che ora predica, visto che si tratta di “processi lunghi”. Venti anni potevano bastare?

  4. “Occorre attivare dei percorsi di integrazione a partire dalla scuola sapendo bene che si tratta di processi lunghi, che vanno governati nel tempo”.

    Ma se questi benemeriti discorsi non hanno avuto successo quando i cinesi erano qualche centinaia perché dovrebbero funzionare adesso con 30.000 clandestini e con la situazione scappata completamente di mano?

    Anche 20 anni fa si è fatto quanto di meglio si poteva fare per far integrare i cinesi e si è fallito. Su quale presupposto la situazione sarebbe oggi più favorevole mentre assistiamo ad una metastasi ?