Cassa integrazione in deroga, un piano per ridurre i tempi di attesa e sbloccare le pratiche sospese

Il vicepresidente della provincia Ambra Giorgi

Il vicepresidente della provincia Ambra Giorgi

Novità in vista per la cassa integrazione in deroga. All’incontro organizzato stamani dalla Provincia a palazzo Vestri individuate una serie di misure per ridurre i tempi di attesa dei lavoratori e sbloccare le pratiche sospese. “C’è un accordo di massima fra Inps, parti sociali e tecnici su interventi precisi in merito alla frammentazione e ai tempi delle domande di autorizzazione alla Regione, che la cassa integrazione in deroga prevede, delle successive richieste di pagamento all’Inps e anche misure per sbloccare le pratiche sospese – spiega la vice presidente Ambra Giorgi – Potremo così agire subito per rimuovere le cause che finora hanno impedito ai lavoratori di riscuotere il loro assegno. Lavoreremo perché anche i tempi di attesa si riducano per tutti in maniera significativa”.
Per quanto riguarda il primo passo della procedura per la cassa in deroga, la richiesta di intervento alla Regione Toscana, c’è l’impegno a non adottare modalità di frammentazione delle richieste, che comportano l’effettuazione di singole distinte procedure, ma di richiedere periodi più lunghi, fino ai quattro mesi continuativi previsti al massimo dall’accordo quadro fra la Regione Toscana e le parti sociali, stipulato il 28 gennaio 2010. Inoltre i rappresentanti delle imprese si dovranno impegnare a ridurre i tempi di richiesta dell’autorizzazione ad un massimo di 10 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro. Ma quello che è più importante l’accordo sembra trovato anche perché aziende e datori di lavoro possano presentare le richieste di pagamento delle cig in deroga all’Inps in via telematica con cadenza mensile, entro la prima settimana del mese successivo, consentendo in questo modo la continuità retributiva nei confronti dei lavoratori aventi diritto.
Per quanto riguarda invece le pratiche sospese (in Regione ce ne sono 20 ferme, all’Inps qualcuna in più soprattutto per vizi formali) l’Inps trasmetterà alla Fil, la società della Provincia, l’elenco delle aziende le cui pratiche di cig in deroga risultino sospese in fase di autorizzazione o richiesta di pagamento. La Fil provvederà a contattarle per cercare di risolvere i problemi. Concordate anche iniziative di sensibilizzazione su modalità e adempimenti della cassa in deroga da parte delle associazioni di categoria e dell’Ordine dei consulenti del lavoro nei confronti dei propri associati. La comunicazione fra i vari soggetti sarà potenziata soprattutto per offrire il necessario supporto a quelle aziende le cui domande di autorizzazione o di pagamento siano bloccate a seguito di errori nella compilazione.
Il recente report della Regione Toscana sulla cassa in deroga registrava per la provincia di Prato (alla data dell’11 giugno 2010) 4.620 domande di cig in deroga con un coinvolgimento di 1.198 aziende e 4.858 lavoratori. I numeri parlano di un consistente ricorso all’ammortizzatore sociale dovuto alla situazione di crisi, ma anche di un basso rapporto tra numero di domande e soggetti coinvolti. Le cause sono la specificità del distretto (dove molte aziende sono piccole o piccolissime), ma anche la frammentazione e ripetitività delle richieste di intervento, tendenzialmente di breve durata. Sui ritardi nell’erogazione dei benefici ai lavoratori la Provincia aveva già effettuato una serie di incontri con Regione ed Inps da cui erano emerse criticità sia riguardo le richieste di autorizzazione, spesso viziate da irregolarità formali nella compilazione o nella documentazione allegata, sia sulle richieste di pagamento all’Inps, rallentate anche da un utilizzo ancora non a regime delle procedure telematiche.

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