Il tribunale di Prato è al collasso: presidio di Cgil e Italia dei Valori contro i nuovi tagli imposti dal governo

presidio-tribunaleItalia dei Valori ha partecipato stamattina al presidio di protesta organizzato dal sindacato della Funzione Pubblica della Cgil davanti al Tribunale di Prato.I lavoratori giudiziari – che parteciperanno allo sciopero generale indetto per il 2 luglio contro la  manovra economica che sta per essere varata dal Governo Berlusconi – col loro gesto hanno voluto sensibilizzare la città sul difficile momento che si trovano a vivere nella loro attività lavorativa.
“Idv – si legge in una nota – ha portato la propria solidarietà ed ha affiancato nella lotta i dipendenti degli uffici giudiziari del Tribunale di Prato che sono estremamente preoccupati per il loro futuro e per quello della giustizia. Pasquale Petrella, membro della segreteria provinciale e Salvo Ardita responsabile del dipartimento sicurezza dell’Idv Prato, hanno incontrato il presidente del Tribunale, Francesco Antonio Genovese, col quale hanno fatto il punto della situazione del Tribunale di Prato”.
“Con l’attuale situazione di personale e risorse il Tribunale di Prato potrebbe presto chiudere – denuncia la Cgil – Sembra che non ci sia consapevolezza che i provvedimenti varati sino ad oggi dal Governo Berlusconi incidano in misura così grave: tagli indiscriminati alle risorse economiche per il funzionamento delle strutture, e tagli al personale. Prato pur essendo la seconda città della Toscana per numero di abitanti e pur avendo ancora decine di migliaia di attività economiche ed imprenditoriali, è sempre stata, nei fatti , considerata una sede giudiziaria di secondo piano”. Prato ha il 40% in meno del personale di altre realtà analoghe per numero di abitanti. Il decreto legge Tremonti-Brunetta (legge 133/2008) ridurrà del 19% l’attuale organico del Tribunale di Prato che tuttora è di solo 50 unità (amministrativo) a fronte di una pianta organica che a fine anni Novanta prevedeva 75 unità.
“Insomma – prosegue la nota dell’IdV -la giustizia a Prato sta per paralizzarsi e indagini come quelle appena concluse dalla Guardia di Finanza contro l’illegalità cinese potrebbero non finire mai davanti ad un giudice. Insomma, tanto per fare un esempio, tutto ciò che finora è stato sequestrato nell’ambito delle recenti operazioni potrebbero non  venire mai confiscati ed essere restituiti a coloro che li hanno acquistati frodando il fisco e raggirando le leggi italiane, così come gli stessi arrestati potrebbero non venire mai processati e assolti per decorrenza dei termini perché la macchina della giustizia non sarebbe in grado di far fronte al nuovo carico di lavoro”.

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