La Provincia lascia la sede di via Pisano, in quattro anni saranno risparmiati un milione e 600mila euro

Palazzo Buonamici, sede della Provincia

Palazzo Buonamici, sede della Provincia

Raggruppati nei tre palazzi del centro storico tutti gli uffici della Provincia di Prato che da oggi chiude la sede di via Pisano. Si è concluso infatti il trasferimento degli ultimi settori che ancora occupavano la vecchia sede e che sono già operativi nelle nuove dislocazioni di palazzo Buonamici, palazzo Novellucci e palazzo Vestri. “Con la riunione degli uffici nei palazzi di proprietà dell’ente – sottolinea l’assessore al Patrimonio della Provincia, Ivano Menchetti – e la disdetta degli affitti di via Pisano, si risparmieranno nel quadriennio 2011/2014 circa un milione e seicentomila euro, ai quali si aggiungono gli oltre 170 mila euro del periodo luglio-dicembre 2010.” Una razionalizzazione delle spese che consentirà investimenti in altri settori utili ad affrontare la crisi del distretto.
A palazzo Buonamici, via Ricasoli 25, è operativo da oggi l’ufficio Trasporti e Motorizzazione civile. A palazzo Novellucci, via Cairoli 25, si sono invece trasferiti: Difesa del suolo e demanio idrico; Protezione civile; Agricoltura e ambiente. Tutti al piano terra, così come l’Ufficio Caccia e Pesca che rimane in palazzo Novellucci e si sposta dal primo piano a piano terra. Al primo piano trovano invece spazio Governo del territorio (Sit, Ptc e Aree protette); Edilizia pubblica mentre al secondo piano si è trasferito l’ufficio viabilità. A palazzo Vestri, piazza Duomo, la nuova dislocazione dell’ufficio Istruzione. Tutti i settori sono già normalmente operativi e non hanno variato numeri di telefono e indirizzi mail. Invariati anche gli orari e le modalità di apertura al pubblico.

2 pensieri su “La Provincia lascia la sede di via Pisano, in quattro anni saranno risparmiati un milione e 600mila euro

  1. Ci voleva la crisi e la paura di perdere la faccia per far capire che i soldi dei cittadini non si gettano al vento.

  2. Peccato che non si tratti di un vero e proprio guadagno per le casse della provincia, dato che con il nuovo Direttore generale, la metà se ne andrà nel suo assegno che finora non gravava sulle spalle dei contribuenti pratesi.