Giro di squillo insospettabili, in manette un fotografo e due donne. Sono collegate alla morte dell’imprenditore trovato a Canneto

prostitutaNuovo colpo di scena nelle indagini nate in seguito al rinvenimento del cadavere di un uomo abbandonato vicino a Canneto la mattina di Ferragosto. La scorsa settimana in carcere sono finiti una giovane massaggiatrice cinese e due suoi connazionali, mentre un giornalista italiano è stato denunciato con l’accusa di aver coperto la latitanza della donna. Stamani, invece, in carcere sono finite altre tre persone, arrestate dalla Squadra mobile che ha eseguito altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le manette sono scattate ai polsi di Renzo Ferretti, fotografo 60enne nato a Pistoia e residente a Prato; Rossana Malizia, pratese di 54 anni; Giuseppa Ingoglia, 41 anni, originaria della provincia di Agrigento e residente a Prato. L’accusa nei confronti di tutti e tre è di favoreggiamento della prostituzione. In particolare i tre avrebbero messo in piedi un giro di squillo insospettabili: studentesse, casalinghe e impiegate.
Gli uomini diretti dal dirigente Francesco Nannucci sono arrivati ai tre scavando nella vita di Enrico Ponzecchi, l’imprenditore trovato morto nella zona di Canneto la mattina di Ferragosto. Fin dall’inizio le indagini si erano orientate verso la pista sessuale: l’uomo infatti era stato trovato seminudo e l’ipotesi, poi rivelatasi vera, era che fosse morto mentre era in compagnia di qualcuno che poi si era disfatto del corpo. In effetti Ponzecchi si era sentito male mentre si trovava con la massaggiatrice cinese e dopo avere assunto della ketamina. La giovane si era poi fatta aiutare da due connazionali per disfarsi del corpo, che era stato abbandonato in una stradina secondaria. Adesso la Mobile è riuscita a risalire a chi aveva messo in contatto Ponzecchi con la “lucciola” orientale. Secondo gli inquirenti questa persona sarebbe stata proprio Ferretti. Non solo, il fotografo, grazie alla complicità delle due donne arrestate con lui, avrebbe reclutato ragazze anche molto giovani o casalinghe e impiegate in difficoltà economiche per poi offrirle ad amici e conoscenti in cambio di soldi. Insomma un vero e proprio giro di squillo insospettabili che spesso si prostituivano all’insaputa delle proprie famiglie.

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