Il modello Prato fa scuola: piace al vicesindaco di Milano e domani Milone sarà relatore a un convegno a Tolentino

Un controllo in un capannone cinese

Un controllo in un capannone cinese

Il modello Prato nell’affrontare l’emergenza dell’immigrazione cinese fa scuola. Qualche giorno fa è stato il vicesindaco di Milano De Corato a richiamare espressamente l’esperienza pratese in fatto di controlli, dicendo che dovrebbe essere mutuata pari pari anche dal capoluogo lombardo. L’occasione è stata un articolo uscito sulla rivista nazionale delle polizie municipali. Domani, invece, l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone sarà a Tolentino, nelle Marche, invitato come relatore ad un convegno della Lega Nord intitolato significativamente “La crisi occupazionale. La concorrenza sleale dei laboratori degli immigrati”.
“Da più parti in Italia – spiega Milone – stanno guardando con molto interesse quanto stiamo facendo qui a Prato. Del resto lo stesso ministro Maroni, nel firmare il rinnovo del Patto per Prato, aveva parlato di esportare il modello di intervento sperimentato qui da noi. Un modello, è bene dirlo, che inizia a dare i suoi risultati, anche se purtroppo la situazione a Prato è arrivata ben oltre il livello di emergenza”.
Proprio così si spiega l’invito a Milone fatto dai leghisti di Tolentino, un distretto che per molti versi richiama quello pratese con la presenza di tante industrie medio-piccole nel settore della pelletteria, delle calzature e della maglieria. “Anche lì – spiega Milone – il fenomeno dell’immigrazione cinese si sta diffondendo a macchia d’olio. E con le stesse caratteristiche che noi a Prato conosciamo bene. Proprio per questo la nostra esperienza e il nostro modello diventano fondamentali per queste realtà: se riusciranno ad intervenire subito in maniera efficace, come purtroppo noi stiamo facendo solo da poco, forse potranno limitare i danni”.
Ma la situazione a Prato come è? I controlli continuano a ritmo incessante, con i sequestri e il rintraccio dei clandestini, ma la situazione sta cambiando? “Arrivano segnali importanti – dice Milone – e arrivano anche dalla stessa comunità cinese. Chi si è messo in regola e chi cerca di fare le cose senza infrangere la legge, infatti, subisce la concorrenza sleale dei suoi connazionali. Proprio per questo la nostra azione trova apprezzamenti in questa fascia di immigrati. La speranza è che il loro peso possa essere sempre maggiore. Per il resto è vero che nelle ditte controllate vengono trovati meno clandestini rispetto al passato ed è anche vero che la politica di dichiarare inagibili i capannoni sta dando i suoi frutti, andando a colpire anche la proprietà degli stanzoni. Però sta emergendo un nuovo problema, al quale dovremo mettere mano prima possibile: ed è quello del sovraffollamento degli appartamenti, con tutti i problemi di convivenza che comporta per il vicinato. Ci sono casi con decine di persone ammassate in un solo appartamento e presto inizieremo a incidere anche su questo aspetto”.

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