Il punto sulla comunità musulmana a Prato: oggi sarà presentato a Palazzo Buonamici il Rapporto sull’immigrazione

islam-musulmaniMette a fuoco le caratteristiche della comunità musulmana a Prato il sesto Rapporto sull’immigrazione nella provincia di Prato, pubblicato dall’Osservatorio sull’immigrazione e promosso da Provincia e Comune di Prato. E proprio per illustrare l’analisi compiuta dal rapporto, completa di una serie di interviste a membri delle varie comunità oggi, lunedì 27 settembre nella sala consiliare di palazzo Buonamici (ore 18) si terrà il confronto “Musulmani a Prato: l’Islam nella sfera pubblica locale”. “Attraverso le pagine di questo studio possiamo facilmente comprendere come le tante comunità che hanno l’Islam come riferimento siano, a Prato e ovunque, un complesso e variegato mondo che ha ben poco da spartire con i proclami dei fondamentalisti – spiega l’assessore alle Politiche sociali della Provincia Loredana Ferrara – Conoscere questo mondo più da vicino, comprenderne i bisogni ma anche le aspirazioni, è il primo passo per costruire percorsi politici efficaci e condivisi”.
Alla tavola rotonda, oltre l’assessore Ferrara, partecipano l’assessore del Comune di Prato Giorgio Silli, Fabio Bracci, coordinatore scientifico del Rapporto Immigrazione, Fabio Berti dell’Università di Siena, Cristiano Rossi, presidente della Commissione Scuola e Politiche sociali del Comune di Arezzo, Izzedin Elzir, Iman di Firenze e presidente dell’Ucoii, Don Santino Brunetti della Diocesi di Prato. Introduce la serata Sonia Soldani, dirigente della Provincia, coordina Mostafa El Ayoubi, caporedattore della rivista Confronti.
“Più stabili, ma più incerti. Giovani, donne e comunità migranti a Prato” è invece il titolo del Rapporto curato da Asel, che analizza i dati 2008 sui flussi migratori e approfondisce poi l’analisi la comunità di fede musulmana di Prato. La ragione di questa scelta è semplice. L’integrazione sociale passa da quella religiosa, perciò è necessario conoscere e comprendere. La ricerca, a cura di Fabio Bracci con la collaborazione di Mostafa El-Ayoubi, Paolo Sambo, Simone Paoli e Lucia Barbieri, parte dai luoghi di culto, i rituali di sepoltura e arriva alla questione del velo e della macellazione. Nella seconda parte gli approfondimenti sulla numerosa comunità albanese a Montemurlo e sull’esperienza d dialogo interculturale in Val di Bisenzio vengono condotti anche attraverso sedici interviste, che focalizzano i percorsi biografici e d’ identità dei giovani migranti. Più che i fenomeni di disagio e marginalità, lo studio intende rilevare la normalità quotidiana di giovani impegnati in un duplice processo di transizione, socio-anagrafico e socio-culturale. Le interviste scandagliano quindi percorsi di vita, scelte scolastiche e lavorative, aspettative per il futuro e, soprattutto, dinamiche sociali, culturale e relazionali.

I commenti sono chiusi.