La Camerata pronta a ripartire con la nuova stagione ma restano le nubi sul suo futuro

camerata-centro1 alessando pinzautiLa Camerata Strumentale, eccellenza toscana con sede nella nostra città, anche quest’anno si propone al pubblico cittadino e non, con un programma di sette straordinarie date all’insegna della musica di altissima qualità. Un cartellone che presenta una data in meno dello scorso anno, cosa che comunque non intacca la grande qualità delle proposte e la grande varietà dei programmi, che riconfermano la Camerata Strumentale come un veicolo di cultura che con dedizione ed entusiasmo prosegue un percorso artistico  e formativo a servizio della città.
L’11 novembre sarà il direttore d’orchestra Alberto Pinzauti, come da tradizione, a inaugurare  la stagione, e lo farà al suono delle fanfare di libertà del Guglielmo Tell di Rossini, continuando con il “Concerto in sol minore” di Max Bruch , magistralmente interpretato  dal grande violinista russo Boris Belkin, per concludere con la sinfonia n.1 “Sogni d’inverno” di Ciajkovskij. Il 16 dicembre sarà la volta di Filippo Maria Bressan, che guiderà le note di Haydn e Mozart con un ospite d’eccezione: il clarinettista svedese Martin Frost, giovane che si è fatto conoscere a livello internazionale. Un altro amico della Camerata torna a fare visita il 24 febbraio: Louis Lortie, amatissimo dal pubblico del Politeama, si misurerà con il “Primo Concerto per pianoforte e orchestra” di Brahms, affiancato alla Quarta Sinfonia “tragica” di Shubert. Il 24 marzo e il 7 aprile  saranno due date in cui i musicisti della compagine pratese si misureranno con opere molto complesse, che solo i migliori possono realizzare brillantemente: la prima data vede la presenza del St.Jacob Chamber Choir di Stoccolma, uno dei migliori del mondo, che con il suo direttore Gary Graden affiancherà la Camerata ne “La Passione secondo Giovanni” di Bach; giovedì 7 aprile Alessandro Pinzauti dirigerà il celeberrimo “Requiem in re minore” di Mozart con il Coro del Maggio musicale fiorentino, diretto da Piero Monti.
Il 10 marzo i pianisti Alessio Bax e Lucille Chung, proporranno il “Concerto per pianoforti” di Poulenc, seguito dal “Divertissement” da “un chapeau de paille d’Italie”di Ibert e dal “Carnevale degli Animali” di Saint-Saens, che con il loro tono giocoso e allegro saranno accompagnati dalle performance del meraviglioso mago-clown Bustric. Per chiudere in bellezza, il 6 maggio Viktoria Mullova proporrà il “Concerto per violino e Orchestra Op. 61” di Beethoven, seguito dalla Quarta Sinfonia di Brahms.
Il presidente Guido Moradei, nel presentare la stagione, ha ringraziato i soci per il loro contributo e il loro coraggio nell’aver portato avanti di questi tempi un progetto così ardito, ma è il direttore Alberto Batisti a togliersi qualche “sassolino dalla scarpa: “La Camerata è una fabbrica della cultura, ma è una fabbrica che, diversamente dalle altre, non ha ammortizzatori sociali. -dichiara Batisti – Non si pensa, quando si propone tagli alla cultura, che c’è chi ci mangia con l’arte e la musica. Abbiamo un’orchestra di liberi professionisti di grandissima qualità, gente che ha scelto con coraggio di vivere di musica e si è votata a questo obiettivo; non si pensa, quando si tolgono fondi, che queste persone non possono mangiare e non possono provvedere alla loro famiglia”.
Non mancano nemmeno le critiche alla Regione, che ha decretato la Camerata “eccellenza”, ma non ha concretizzato in termini economici questo titolo, cosa che viene sollevata sia da Moradei che da Batisti. Gli assessori Beltrame e Nesi, pur riconfermando il sostegno in favore della Camerata, non nascondo problemi di tipo economico, visti anche gli ulteriori tagli imminenti alla Cultura. “La Camerata deve sopravvivere anche grazie ai pratesi, ed è per questo che abbiamo deciso di diminuire il costo dei biglietti dei concerti, per cercare di incrementare le presenze” dice l’assessore Beltrame con soddisfazione, auspicando una maggiore partecipazione di pubblico.

Elia Frosini

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