L’Intervento/Piazzesi (Consorzio Metropoli): “Fondamentale il ruolo dei mediatori culturali in ambito sanitario”

mediatore-culturaleNei giorni scorsi, gli organi di stampa hanno riportato la notizia riguardante una bambina cinese ricoverata in gravi condizioni presso l’ospedale di Prato a causa di un erroneo dosaggio nella somministrazione di un farmaco. Sembra che tale errore sia stato causato da una traduzione non corretta effettuata da una  “presunta” mediatrice culturale che si era recata nel presidio ospedaliero accompagnando la madre della bambina.
E’ fondamentale che tutti siano a conoscenza del fatto che nei presidi ospedalieri e territoriali delle province di Prato, Firenze e Pistoia, esiste da tempo un servizio di mediazione linguistico culturale in ambito sanitario gestito dal Consorzio  Metropoli, a seguito di aggiudicazione di gara d’appalto  indetta da Estav (Ente per i Servizi Tecnico-amministrativi di Area Vasta).
Il Consorzio Metropoli, attraverso alcune sue cooperative associate, si avvale di personale qualificato e collabora con i referenti delle Asl, con il quali esiste da mesi una proficua collaborazione, tesa a favorire la relazione migrante-operatore, a far comprendere all’utente straniero i contenuti  dell’assistenza  e le disposizioni che regolano le attività delle differenti aziende sanitarie, a monitorare e verificare la qualità complessiva del servizio.
In particolare presso la Asl 4 di Prato (Ospedale Misericordia e Dolce e Distretti territoriali) sono operativi mediatori linguistico culturali qualificati di lingua cinese, araba e urdu. È inoltre prevista per gli operatori sanitari la possibilità di attivare la presenza di mediatori per le emergenze o visite specialistiche programmate.
In un territorio che ha visto in pochi anni aumentare in maniera esponenziale l’afflusso di migranti e la relativa richiesta di prestazioni sanitarie, il superamento delle barriere linguistiche e la comprensione delle differenze culturali divengono elemento fondamentale per la promozione della salute stessa. La riflessione che siamo portati a fare anche a seguito di quanto accaduto, è che diventa  essenziale che l’intero sistema sociale e le istituzioni sanitarie pubbliche in particolare, prendano coscienza dell’importanza delle attività di mediazione linguistico-culturale per una migliore e più efficace integrazione della popolazione straniera.

Paolo Piazzesi
Consorzio Metropoli Scs Onlus

I commenti sono chiusi.