L’INTERVENTO/ I Buoni Locali Scec come risposta delle famiglie e del territorio alla crisi e alla speculazione

Ad aprile 2008 nella nostra città, come a Pistoia e Firenze è partita la prima fase di sperimentazione dei Buoni Locali Scec, inizialmente sotto forma cartacea. Gli Scec sono la conseguenza più logica del perché è nato, di come funziona e, in definitiva, di cosa è Arcipelago Scec. Sono il simbolo concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando una riduzione percentuale del prezzo rappresentata dagli Scec. Sono emessi e distribuiti dall’Associazione Arcipelago Scec in nome della collettività e con criteri trasparenti; ogni associato avrà diritto alla stessa quantità di ŠCEC (per saperne di più). Il progetto, che ha una diffusione nazionale, ha avuto una prima fase di sperimentazione nella nostra città per testare la risposta delle persone a questa iniziativa unica nel mondo, che invece vede un proliferare di “monete locali” di ogni genere. La risposta iniziale è stata buona, nonostante la diffusione si basasse sull’impegno volontario dei promotori, senza supporto di media o altro; essendo una prima uscita sul territorio l’intento era quello di provare che il progetto fosse fattibile, senza aspettarsi grandi risultati. In zone dove è stato promosso e supportato a dovere,come Roma nell’intero quartiere San Lorenzo o nel Comune di S.Damiano d’Asti in Piemonte la risposta è stata ottima, vista l’alta adesione di imprese nel raggio di spesa di una famiglia ed il grado di coinvolgimento dei cittadini.
Da settembre 2009 è stato oggetto di studio del Ministero delle Finanze, che tramite l’Agenzia delle Entrate ha risposto positivamente sulla legittimità dell’iniziativa anche dal punto di vista fiscale. Proprio per rispettare i tempi ministeriali la diffusione tra le aziende era stata momentaneamente sospesa, mentre sono state portate avanti iniziative culturali di carattere economico-sociali, incontri con le aziende, collaborazioni con le altre Provincie. A fine novembre, il 26 e 27, a Siena si terrà un seminario nazionale di due giorni dove ArcipelagoScec ha invitato esponenti di movimenti, centri ricerca ed associazioni che stanno proponendo concretamente progetti di sviluppo territoriale in cui l’uomo e le sue reali necessità tornino al centro del fare e del proporre. L’obiettivo è adesso quello di arrivare ad un modello efficace, e alla luce di tutto ciò sono riaperte le iscrizioni ad ArcipelagoScec per aziende e cittadini con la volontà di ottenere il supporto da parte degli enti locali sempre più alle prese con problemi di bilancio pesantissimi; vedremo chi saprà cogliere la grande occasione che l’utilizzo dello Scec rappresenta anche per loro, in funzione sicuramente economica ma, in prospettiva, soprattutto sociale, tendendo, il progetto, a ricostruire il tessuto comunitario dei territori.
Da qualche mese gli Scec si contano e si scambiano anche elettronicamente attraverso il ContoScec: i Buoni Locali elettronici diverranno una quota sempre più importante nella circolazione totale della ricchezza di un territorio, lasciando al cartaceo le funzioni di ordine sociale e lo scambio tra privati.

Daniele Baldi

Un pensiero su “L’INTERVENTO/ I Buoni Locali Scec come risposta delle famiglie e del territorio alla crisi e alla speculazione

  1. La collaborazione con le istituzioni è basilare, formazione nelle scuole per creare empori e botteghe, dare linfa vitale al territorio, facendo girare l’economia con filiere corte.

    Gia un progetto pilota fu provato anno scorso in provincia di prato dove alcuni aderenti ad arcipelago avevano ricostruito una filiera dei tessuti al 100 % pratese, se non fosse per la materia prima grezza veramente e totalmente fatta sul luogo e si sa, o almeno gli operatori del settore sanno che per fare una maglia completa dalla a alla z servono decine di lavorazioni, a prato c’è il potenziale per chiudere il cerchio, ma le istituzioni locali, la provincia e la regione lo vogliono?
    I commercianti certamente si almeno quelli che aderiscono ad arcipelagoscec toscana e che hanno realizzato i capi campione.