Il giovane clarinettista Martin Frost al Politeama con la Camerata Strumentale: in programma musiche di Mozart e Haydn

Si rinnova l’appuntamento con l’eccellenza musicale della Camerata Strumentale “Città di Prato”, che stasera, giovedì 16 dicembre, alle ore 21, presso il Politeama pratese ci delizierà con un nuovo concerto di grande qualità. Protagonista di questa serata sarà Martin Frost, clarinettista svedese osannato da pubblico e dalla critica internazionale, che, a dispetto della giovane età, ha già suonato con la direzione di maestri come Dudamel e Ashkenazy e ha collaborato con primi nomi quali Barbara Hendricks o Julian Rachlin. Questo genio del clarinetto questa sera viene a farci visita  nel tempio del varietà pratese con il “Concerto per clarinetto e orchestra K. 622” di Mozart: una partituta singolare e impegnativa,che unisce una bellezza senza pari al virtuosismo musicale necessario per le perfetta realizzazione del brano. A fare da cornice a questo pezzo, Frost ci propone ancora Mozart, con la “Sinfonia K.199”, e per concludere la “Sinfonia n. 83 in sol minor” di Haydn, chiamata simpaticamente “La gallina” per il monotono e ripetuto suono dell’oboe che ritroviamo nella composizione.
Un concerto che rispolvera grandi temi cari al classicismo musicale, il tutto guidato dal maestro Filippo Maria Bressan, uno dei direttori d’orchestra più stimati e vecchio amico della Camerata della nostra città: un curriculum di tutto rispetto il suo, tra incarichi per le più importanti orchestre sparse in tutta Italia e tournee anche in sud-America.
Nonostante le grandi difficoltà in cui versa la cultura, e in particolar modo la cultura sinfonica, in Italia, scalda il cuore, soprattutto in questo periodo, vedere che l’orchestra della Camerata lotta per esistere e per proporre al grande pubblico palpiti singolari quanto rari di musica classica, soprattutto se coadiuvata da musicisti di livello internazionale come Martin Frost. Il concerto potrà essere ascoltato anche tramite l’emittente radiofonica Antenna Toscana Classica, con il commento di Sebastiano Bon.

Elia Frosini

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