Metastasio, soddisfatto Cecchi: “Mantenuta alta la qualità dell’offerta e già ridotto il debito di due terzi”

Con la fine dell’anno si avvicina il tempo dei bilanci per il nuovo gruppo dirigenziale del Teatro Metastasio di Prato. Questa mattina il trio Cecchi-Magelli-Luconi ha fatto il punto sulla situazione degli ultimi mesi del 2010, che hanno segnato l’inizio dei lavori per questa compagine.
Il più grande successo di questo anno è stato riuscire a proporre un teatro di grande qualità nonostante i tagli ai fondi per la cultura che hanno fiaccato l’attività culturale in ogni parte d’Italia: “La cultura in Italia è stata tagliata con poca cognizione di causa – lamenta il presidente Umberto Cecchi – Nonostante questo, siamo entrati in questo teatro e siamo riusciti a fare molte cose”. Partendo dagli interventi strutturali, è importante sottolineare il rifacimento delle poltrone della platea e i lavori di ristrutturazione di mura e soffitto, oltre all’apertura di un bookshop all’interno del teatro. “All’inizio della nostra esperienza, il Met era in rosso di circa 600mila euro, soprattutto per gravi carenze rispetto alle precedenti assegnazioni. Abbiamo dovuto lavorare con alacrità e passione, proponendo un nuovo modo di fare teatro; proprio grazie a questo abbiamo rimesso in sesto il bilancio asciugando il debito di circa 400mila euro e portandolo quindi a 200mila euro. L’anno prossimo lo risaneremo del tutto”.
Un ottimo risultato senza alcun dubbio, portato da un nuovo modo di concepire la spesa e la struttura teatrale: “Siamo riusciti a produrre spettacoli con l’idea della compagnia stabile – continua Cecchi -  Invece che ingaggiare attori dall’esterno, lavoriamo con un gruppo interno al teatro, cosa che abbassa nettamente i costi. Solo a titolo esemplificativo, lo spettacolo di Magelli di questa stagione costerà 82mila euro per un mese di repliche quando, lo scorso anno, il solo ingaggio della Lazzarini nel cast di “Passaggio in India”è venuto a costare 180mila euro”.
Un teatro che indubbiamente deve fare i conti con la dura realtà dei fatti e per questo si ingegna  per trovare soluzioni economiche che non escludono al possibilità di fare un buon teatro. Oltre ai risultati organizzativi, quelli artistici: “Siamo riusciti, senza niente in tasca, a iniziare la stagione con “I Demoni” di Peter Stein- dice  Paolo Magelli – rivedendo la stagione con proposte di altissima qualità. Sto lavorando per portare, quest’anno o l’anno prossimo, il Pina Bausch, noto corpo di danza di Wuppertall fondato dalla grande coreografa tedesca deceduta da un anno. Nella necessità siamo riusciti a offrire grandi cose, e lo faremo anche l’anno prossimo”. Gli fa eco Massimo Luconi, che sottolinea come il teatro in questi mesi abbia intrattenuto tavoli di lavoro con le realtà teatrali di tutto il territorio e abbia iniziato delle collaborazioni con realtà universitarie e giovanili come l’associazione “Blitz” o “Libertà è Partecipazione”.
Questa mattina si è parlato anche del tema caldo, ossia la creazione della scuola di teatro al Magnolfi Nuovo, gestito dal 2011 dal Teatro Stabile. Un grosso problema deriva dal fatto che i 90mila euro stanziati per questo progetto sono stati dirottati a Pontedera; nonostante questo, partirà un corso per attori e, in estate, un seminario di sceneggiatura, senza dimenticare la stagione che il Magnolfi proporrà per il 2011, tutta costruita sulle realtà attoriali emergenti in Toscana.
“Siamo stanchi, ma soddisfatti”, dichiara infine Luconi. Durante questi mesi il lavoro è stato molto; il Metastasio ha modificato molti meccanismi strutturali per migliorare la resa produttiva, e il pubblico pare dar ragione alla nuova gestione, con una campagna abbonamenti andata decisamente bene e un rapporto con il pubblico mai stato così fervido.

Elia Frosini

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